Vatinee Suvimol, la donna che certifica la vera cucina thailandese in Italia

Vatinee Suvimol 
II governo di Bangkok l'ha incaricata di premiare i ristoranti autentici. I suoi preferiti? "Uno di Firenze e uno di Pesaro". Dove provare khao soi o keaw kung. E il pad thai? Di tradizionale non ha nulla, ecco perché
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Considerata una delle migliori tradizioni gastronomiche al mondo, quella thailandese è un insieme armonioso di sapori e consistenze che conquista. Soprattutto se si ha il coraggio di andare oltre il celeberrimo pad thai.

Se dalla Cina questa cucina ha ereditato l'impiego del pesce, dell'anatra e del riso cotto a vapore, dell'India ha il latte di cocco e i curry, mentre della cultura araba ha mantenuto l'utilizzo della carne d'agnello. Come per noi italiani, il cibo in Thailandia è una questione seria: una delle prime domande che possono essere rivolte da un thailandese è infatti: "Hai mangiato?"; inoltre i piatti sono creati per essere condivisi perché mangiare da soli è considerato segno di sfortuna.

Il pad thai 
Per apprezzare l'autentica cucina di questo luogo bisogna dimenticare il pad thai che non appartiene, in realtà, alla tradizione thailandese. Nacque grazie a un concorso indetto da Rama IX (il penultimo sovrano) con lo scopo di identificare un piatto che potesse rappresentare il Paese a livello internazionale, senza sconvolgere i palati più delicati con troppo peperoncino. Inutile dire che i thailandesi considerano questo piatto quasi insapore.

Da qualche anno, il ministero della Cultura e del Commercio thailandese ha introdotto una certificazione con lo scopo di diffondere la vera cultura gastronomica del Paese nel mondo. Fa parte della delegazione italiana incaricata di provare i ristoranti per garantirne l'autenticità (il progetto Thai Select), Vatinee Suvimol, avvocata nata a Bangkok, residente a Bergamo ma indiscutibilmente cittadina del mondo. Oltre a essere esperta di Legge, Suvimol ha una lunga esperienza nel settore del cibo e nella comunicazione digitale, un vasto seguito sui social e ha raccontato la sua avventurosa vita nell'interessante libro La mia storia thai, corredato di golose ricette.

Il Keaw Kung 
Suvimol, in cosa consiste il progetto Thai Select?

"Con questo progetto il Ministero intende certificare l'autenticità della cucina thai nel mondo, ma anche diffonder eulteriormente la cultura del Paese. Quest'anno i ristoranti italiani premiati sono otto: lo stesso numero dello scorso anno, ma alcuni locali sono diversi perché purtroppo molti hanno chiuso a causa del Covid. Ho anche avuto il piacere di portare con me alcuni ospiti, che hanno avuto modo di contribuire al progetto di comunicazione che porto avanti".

Quali caratteristiche deve avere un ristorante per avere il marchio?

"Fondamentale è l'autenticità della cucina, negli ingredienti e nelle preparazioni, ma è importante anche che l'atmosfera del locale - attraverso arredi e stoviglie - ricordi il regno del Siam".

Pollo, riso e insalata di papaya 
Come si riconosce un autentico cibo thailandese?

"L'autenticità si riconosce dall'armonia creata dalle giuste spezie, anche se purtroppo in alcuni luoghi si fa fatica a trovare tutte le materie prime necessarie alla creazione di un piatto realmente tradizionale. La difficoltà sta nel reperire soprattutto alcune verdure tipiche - come il Morning Glory (una sorta di spinacio d'acqua tropicale) o il Lemongrass fresco - ciononostante non è difficile riconoscere i ristoranti che fanno uno sforzo in più per reperire il necessario, rivolgendosi a importatori anche in altre città". 

Qual è il suo piatto thai preferito?

"Adoro il Pad See Ew, il piatto tradizionale per definizione, che viene cucinato per strada nel wok. Si tratta di noodles saltati con salsa di soia e, a piacere, verdura o carne. Una preparazione semplice, ma che davvero rappresenta il Paese e mi riporta là, almeno con il gusto, nei momenti di nostalgia".

Il khao soi del ristorante Thai di Firenze 
Tra i ristoranti che ha provato, quali sono i due che preferisce e per quale motivo?

"Tra tutti quelli provati mi piace particolarmente Thai di Firenze guidato da una cuoca eccezionale - Panjaree Boonchuay - che, oltre alle ricette della tradizione, propone alcuni piatti regionali davvero insoliti. A Pesaro c'è invece Surin, dove i cuochi thai lavorano molto bene tanto da non aver patito le chiusure durante il periodo di pandemia".

Un piatto del Surin di Pesaro 
Una varietà di ingredienti straordinaria rende la cucina thai inimitabile: riso, noodles, peperoncino e spezie, tra cui alcune davvero rappresentative come la Galanga, una radice simile allo zenzero ma dai sentori più freschi e agrumati. E poi gli insetti fritti tipici del nord del Paese e il Durian, il frutto bandito addirittura dagli alberghi a causa del suo intenso odore. In Thailandia ci sono alcune particolarità che si comprendono solo visitandola. La birra, ad esempio, si beve on the rocks ed è una battaglia persa cercare di evitarlo. Lo zucchero è ampiamente utilizzato per ottenere il giusto insieme di sapori che deve avere ogni piatto: piccante, acido, salato e, appunto, dolce. Per mangiare, infine, si usano forchetta e cucchiaio, non le bacchette. Le posate furono introdotte all'inizio del Novecento da Re Chulalongkorn dopo un viaggio in Europa, ma ricordate: solo il cucchiaio porta gli alimenti alla bocca, la forchetta, impugnata con la mano sinistra, serve per accompagnare il cibo.