Michelin 2022, Unforgettable e Nazionale le stelle in Piemonte, che scivola in terza posizione

Christian Mandura, chef di Unforgettable a Torino 
Le novità sono il macaron allo chef Christian Mandura, con la sua cucina che mette i vegetali al centro, e al duo del ristorante di Vernante. La regione, con 45 locali segnalati, viene superata dalla Campania, che fa il pieno di riconoscimenti
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Brillano due nuove stelle in Piemonte: una a Torino e una a Vernante (Cn). La prima porta il nome di Unforgettable e dello chef Christian Mandura, la seconda del Nazionale e di Fabio Ingallinera e Maurizio Macario. A rivelarlo la presentazione della 67ª edizione della Guida Michelin avvenuta ieri in Franciacorta dove sarà ospitata anche per il 2023 e 2024.

Un’edizione che quest’anno premia con l’ambito macaron 378 ristoranti di cui 11 tre stelle, 38 due stelle e 329 una stella. Rispetto alla scorsa edizione il Piemonte - superato dalla Campania per numero totale di stelle, e ora quindi al terzo posto tra le regioni - conferma il tristellato di Alba (Cn) ossia Piazza Duomo guidato da Enrico Crippa, i quattro due stelle (La Madernassa di Guarene con lo chef Michelangelo Mammoliti che però in primavera si sposterà al Boscareto Resort, L’Antica Corona Reale di Cervere, Villa Crespi a Orta San Giulio e il Piccolo Lago di Verbania), mentre scendono a 40 i ristoranti con una stella: l’hanno persa i fratelli Costardi nel ristorante Cinzia di Vercelli e il ristorante Il Portale di Verbania/Pallanza (Vb). Mistero poi sulla stella a Damiano Nigro in quel di Palás Cerequio a La Morra: risulta nell’elenco presente in cartella stampa ma non è stato chiamato sul palco.

Gli chef Fabio Ingallinera e Maurizio Macario del Nazionale di Vernante (Cn) 
Unforgettable e Nazionale sono due espressioni opposte di una sola medaglia: quella di una cucina che sa innovare restando (anche) fedele a se stessa. E così Mandura, a poco più di due anni dall’apertura del suo locale con un unico bancone e dieci posti a sedere, vede finalmente riconosciuto un lavoro e una filosofia capaci di mettere il vegetale al centro. Gusti netti, decisi, in cui proteine e carboidrati diventano contorno dei piatti e protagoniste restano le verdure lavorate e pensate con forme e consistenze capaci di regalare sorprese continue. Lui, chef costantemente fuori dal coro con esperienze internazionali anche al Noma di Copenaghen, ha conquistato la guida più tradizionale del mondo con un format unico in Italia (senza tavoli e con un solo menu degustazione): tra i piatti da provare l’Insalata di finocchi e arance (con contorno di gamberi) e quel tramezzino tonno e carciofini in cui il carciofo è al centro e il tonno solo contorno.

Il Nazionale invece fa parte di quel Piemonte più autentico che guarda alla tradizione, ma anche al territorio senza dimenticare la selvaggina e il pesce di acqua dolce che raccontano anche di gusti e saperi di quella montagna a cui il Nazionale guarda da sempre per atmosfera ed essenza.