La Dublino gastronomica da esplorare, nell'anno del centenario dell'Ulisse di Joyce

La Dublino gastronomica da esplorare, nell'anno del centenario dell'Ulisse di Joyce
Dal pudding al cervo selvatico fino ai pesci grigliati: tante le specialità da degustare con birre e vini unici. E sul fronte culturale, un anno di eventi per il centenaio dell'Ulisse di Joyce
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Il Winding Stair  è un delizioso negozio di libri che si affaccia sul fiume Liffey: siamo nel cuore di Dublino, sull’Ormond Quay Lower vicino al ponte pedonale Ha’penny bridge. Per iniziare un tour legato alla gastronomia del luogo la scelta della libreria che, oltre alle novità letterarie, possiede anche una grande raccolta di libri di seconda mano è quasi d’obbligo: in primis perché quest’anno ricorrono in città anniversari letterari come i 100 anni dell’Ulisse di James Joyce e i 125 di Dracula scritto dal dublinese Bram Stoker nel 1897, ma anche perché il Winding Star al piano superiore è un delizioso ristorante. Da sempre luogo di ritrovo di poeti e scrittori il locale, che dal 2006 è diventato anche piccola mecca gastronomica, propone una cucina casalinga accompagnata da una selezione di birre locali e vini di tutto il mondo. Qui si viene per la zuppa di frutti di mare con chorizo e pane di melassa, per il black pudding servito con patate o per assaggiare il cervo selvatico preparato con pancetta, cipolline, mele cotogne e cavolo rosso speziato.

Una delle specialità del Winding Stair (@winding-stair)
Una delle specialità del Winding Stair (@winding-stair) 

I festeggiamenti letterari per il centenario dell’Ulisse proseguono tutto l’anno, ma proprio nel mese di giugno hanno il loro culmine con il 28° simposio internazionale di James Joyce, grazie alla collaborazione tra il Trinity College Dublin e l’University College Dublin. Tra gli eventi in programma ci sono anche gli incontri all’interno del Museum of Literature Ireland: chiamato MoLI in omaggio a Molly Bloom, l’eroina di Joyce nell’Ulisse, il museo ospita una delle caffetterie più suggestive della città. Si chiama The Commmons Cafè ed è situata nelle originali sale da pranzo per studenti della University College Dublin Newman House (dove studiò Joyce): guidato dalle sorelle Domini e Peaches Kemp è una vera e propria vetrina sui prodotti e sul patrimonio culinario dell’Irlanda e si affaccia sul giardino dei lettori. Le specialità sono i toast, come quello con formaggio grigliato e prosciutto affumicato irlandese.

 

E sempre pensando all’Ulisse di Joyce merita fermarsi da Davy Byrnes , locale che appare nel capitolo 8 del romanzo: il protagonista Leopold Bloom va lì per il loro celebre panino al gorgonzola che beve con un bicchiere di Borgogna. Il panino è ancora in carta e il luogo è ideale anche per alcuni piatti classici come il salmone affumicato del Burren o una selezione di ostriche.

Il Trinity College
Il Trinity College 

Ma seppur l’anima della città sia profondamente legata ai grandi autori di questi luoghi (tra loro anche Oscar Wilde, Samuel Beckett, G.B. Shaw e W.B. Yeats), non va scordato che Dublino è una città sul mare in cui le giornate scorrono al ritmo della cultura, ma anche di creatività, vita notturna e tradizioni. Incorniciata dalle montagne è ricca di edifici storici e artistici, caffetterie alla moda e vecchi pub che raccontano di una storia secolare fatta anche di strade lastricate, case colorate e mercati alimentari come il Temple Bar Food Market  aperto il sabato. E se la Guinness (https://www.guinness-storehouse.com/it ) è la birra iconica per eccellenza (vale la pena visitare lo storico birrificio a St Jame’s Gate) c’è un altro vanto locale che è celebrato in città: il whiskey a cui Dublino dedica un vero e proprio Museo , ma che si può gustare anche in locali come lo storico Palace Bar. Tra i tanti pub tra cui scegliere lo Spitalfields propone piatti preparati con un’attenta selezione di materie prime non solo locali: qui si viene anche per gustare carni e pesci grigliati.

Un piatto del Winding Stair (@winding-stair)
Un piatto del Winding Stair (@winding-stair) 

La cucina irlandese si basa su gusti semplici e sui grandi prodotti che il mare e la terra sanno offrire: così nascono piatti della tradizione come il Dublin coddle (lo stufato alla birra con carne di maiale e patate) servito con il pane integrale, l’intramontabile Fish and chips preparato nelle più svariate versioni o ancora i formaggi artigianali, l’agnello del Connemara o il chowder di pesce, i piatti di cozze e vongole che, con i molluschi e i crostacei, sono una grande risorsa per le tavole e l’economia locale.

Per i palati più esigenti la città regala poi innumerevoli suggestioni, anche stellate, e nel mese di ottobre ospiterà, all’interno dell’Airfield Estate, Food on the Edge il simposio internazionale voluto dallo chef Michelin JP McMahon che porterà in città cuochi da tutto il mondo come la slovena Ana Ros o il re dell’Alchemist di Copenhagen Rasmus Munk. Il Variety Jones gestito da Keelan Higgs seppur stellato, è un luogo informale, giovane e urban chic: molto amato dai dublinesi ha un incredibile rapporto qualità prezzo e propone piatti raffinati ma concreti. E se il Chapter One  il due stelle dello chef finalndese Mickael Viljanen  vanta una cucina ormai da anni tra le più apprezzate e sofisticate della città, il secondo bistellato cittadino si trova all’interno del 5 stelle The Merrion : si chiama Patrick Guilbaud dal nome dello chef, è ospitato in un edificio in stile georgiano e propone una cucina dalle forti influenze francesi.

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