"Il nostro patrimonio sui vassoi di McDonald's: cosa abbiamo imparato dai ragazzi"

Il presidente di Origin Italia racconta il rapporto con la catena statunitense: "E ora puntiamo all'introduzione dell'olio monodose Dop"

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Alla base di progetti importanti ci sono importanti garanzie. Su quello di McDonald’s con le DOP e IGP italiane c’è il cappello di “Origin Italia”. Argomento di grande importanza, quello delle eccellenze italiane, che ogni anno producono un indotto di produzione pari a 7,3 miliardi di euro. Parlare di indicazioni geografiche, siano esse DOP e IGP significa parlare dell’espressione più autentica di un territorio.

Cesare Baldrighi
Cesare Baldrighi 

 

In esse sono racchiusi i valori, la storia e la cultura di un territorio e dei suoi abitanti. In quest’ottica dunque tutelare e valorizzare i prodotti a indicazione geografica è un atto di responsabilità sociale verso il patrimonio storico, culturale e sociale del Paese. In questo segmento s’inserisce Origin, per la tutela e la valorizzazione dei prodotti e del territorio. Nata nel 2006 dall’Aicig, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, a Origin Italia aderiscono attualmente 63 realtà consortili delle produzioni DOP IGP oltre ad Afidop – l’Associazione formaggi italiani DOP e IGP – e Federdop, la Federazione degli Oli Extra Vergine di Oliva a Denominazione di Origine Protetta.

Un luogo di confronto tra grandi e piccole realtà delle Indicazioni Geografiche che dialoga anche con i grandi player della ristorazione come McDonald’s, per dare vita a progetti come quello di “My Selection”, la food line nata nel 2018 dalla collaborazione tra l’impreditore italo americano Joe Bastianch e la catena di ristoranti di origine statunitense. Dei risultati di oggi e delle sfide di domani ne abbiamo parlato con Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia.

Presidente Baldrighi, Origin rappresenta oggi circa il 95% delle produzioni italiane a Indicazione Geografica. Un patrimonio gastronomico di inestimabile valore. Quali gli strumenti a tutela dei nostri prodotti?

 

In questi anni i Consorzi di Tutela hanno utilizzato tutti gli strumenti possibili messi a disposizione dall’attuale normativa italiana e comunitaria per tutelare i loro prodotti.Sono state molte le cause legali intentate e vinte dai Consorzi in tutto il mondo anche se non è sempre facile far valere il diritto della proprietà intellettuale delle Indicazioni Geografiche. Comunque la migliore tutela nei mercati è quella di garantire una presenza costante dei prodotti italiani con adeguati programmi di promozione.

 

Molti bambini pensano che le uova siano da sempre nei cartoni e che il chinotto sia una bevanda in lattina. Non trova che l'educazione alimentare e la conoscenza dei prodotti del territorio dovrebbe partire già in età scolare?

 

Più il volte il sistema dei Consorzi si è fatto portavoce presso le istituzioni per promuovere adeguati programmi di educazione nelle scuole. La nostra finalità rimane sempre quella di un rapporto costante con il consumatore per fornire adeguare informazioni. I bambini, che saranno i consumatori del futuro, sono quelli su cui puntiamo da sempre, perché sono i veri testimonial della tradizione. Attraverso di loro si riesce a portare il passato nel futuro garantendo il valore della tipicità dei nostri prodotti.

 

Si parla spesso di promozione delle tipicità geografiche. Data l'ampiezza del territorio e la vastità dei prodotti, quali strategie state pianificando?

 

Il lavoro fatto dai Consorzi e dalle imprese di filiera riguardo alla promozione investe non solo il territorio nazionale, ma molti paesi stranieri dove la richiesta dei Made in Italy è forte. Stiamo cercando di pianificare una nuova campagna istituzionale nazionale per incentivare la conoscenza dei marchi DOP IGP e il loro significato. Origin Italia insieme a Fondazione Qualivita, organizzerà anche un seminario ad hoc sulla comunicazione nei prossimi mesi per dare un supporto alle nuove strategie di comunicazione che riguarderanno da vicino la tracciabilità digitale (blockchain) e la sostenibilità.

 

Ritiene che operazioni come quella di McDonald's possano servire ad avvicinare le persone alla conoscenza del nostro patrimonio di origine protetta?

 

I dati dimostrano che in questi anni, grazie anche al lavoro fatto insieme a McDonald’s, nei giovani soprattutto, è emersa con forza la voglia di prodotti di qualità, garanzia di origine geografica, tracciabilità e sostenibilità. Le iniziative di collaborazione, fra imprese di produzione e distribuzione, funzionano meglio se accompagnate da attività di co-marketing, dove il Consorzio di Tutela ha un ruolo di controllo e di indirizzo nella comunicazione, mettendo a disposizione delle imprese il know how relativo ai temi delle indicazioni geografiche.

 

3500 tonnellate di materie prime DOP IGP utilizzati, nello specifico 16 prodotti dop e igp come il Montasio DOP, l'Asiago DOP, la Mela Alto Adige IGP, la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP, l'Aceto Balsamico di Modena IGP, in 40 preparazioni. Sono numeri davvero importanti. Avete già in mente altri prodotti per altre collaborazioni?

 

Il nostro obiettivo è allargare il paniere dei prodotti DOP IGP dei menù McDonald’s per diffondere ancora di più la conoscenza del patrimonio agroalimentare italiano. Ma soprattutto ci interessa portare i prodotti italiani all’estero, attraverso la rete McDonald's. Sicuramente vogliamo dare un forte spazio anche all’ortofrutta, altro settore di eccellenza del Paese, insieme a quello delle carni pregiate e dei formaggi. In Italia manca una conoscenza vera sull’olio extravergine di oliva, pur vantando una tradizione unica e 48 Indicazioni Goegrafiche protette. Sarebbe per noi auspicabile che proprio McDonald's potesse dare un messaggio culturale del tutto nuovo rispetto anche alla ristorazione tradizionale, che utilizza in gran parte olio EVO non certificato, con l’introduzione di olio monodose DOP IGP. Sono convinto che velocemente si vedrebbero dei risultati importanti.