Sostenibilità contadina: cos'è e perché può fare la differenza

Conservare la biodiversità, puntare su filiere corte (italiane o addirittura regionali); monitorare e ottimizzare le risorse. Ma non solo
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Ci sono tanti modi per vivere in modo sostenibile. Come consumatori sappiamo dove cercare i prodotti migliori da portare in tavola, come usare strettamente e solo l'energia necessaria per le nostre abitazioni o come rendere più green i nostri spostamenti. Al nostro fianco, le aziende che scegliamo, a cui ci affidiamo, possono fare altrettanto. Possono seguire diversi obiettivi, progetti e protocolli, dirsi impegnate, oppure attivarsi per qualcosa di concreto. Quello che non tutti possono fare però è mettere in campo un concetto di sostenibilità diverso, più ampio, con radici profonde. Contadine.

La "sostenibilità contadina" è quella che un tempo seguiva i ritmi delle stagioni, evitava gli sprechi perché non era possibile fare diversamente. Perché per vivere tutti bene e in modo sostenibile, c'erano già regole da seguire. Fare sostenibilità contadina oggi è conservare la biodiversità perché i miscugli delle specie vegetali garantiscono lunga vita alla vegetazione. È puntare su filiere corte (italiane o addirittura regionali); monitorare e ottimizzare le risorse. È privilegiare tecniche con un minor impatto ambientale e con una riduzione dell’immissione di sostanze chimiche.

Farchioni è simbolo della sostenibilità contadina dal 1780. Da quando Luigi Farchioni ha iniziato a produrre olio e farina in un piccolo molino a pietra e acqua a Magliano di Spoleto nelle campagne umbre. Oggi l'azienda è cambiata: più grande, moderna e tecnologica, con una produzione differenziata e diffusa in varie zone d'Italia. Quello che non è cambiato è lo spirito contadino. Resta l'ispirazione di un tempo, dove contavano la capacità e la sensibilità per produrre il necessario alla vendita e al sostentamento, ma si prestava anche attenzione alla terra, ai sui cicli e al suo benessere. Non si consumava troppo suolo, ma lo si faceva rendere e prosperare.
Giampaolo e Marco Farchioni 
Oggi, Marco e Giampaolo Farchioni, fratelli e manager dell'azienda spiegano che cosa significhi per loro sostenibilità contadina: “è soddisfare i fabbisogni presenti senza compromettere quelli futuri, utilizzando con la massima efficienza tutte le risorse che la natura mette a disposizione, a partire dalla terra e lungo tutto il ciclo di vita degli alimenti che produciamo, creando valore e mettendo al centro la qualità dei prodotti ed il benessere delle persone”.

Da più di due secoli il gruppo Farchioni fa così, segue sempre la stessa la tradizione. Ed è anche stata premiata per questo. Nel 1975, l'Umbro è stato il primo olio al mondo ad avere la certificazione d'origine. Ad ottobre 2021, Farchioni Oli Spa è stato il primo oleificio certificato sostenibile per la grande distribuzione. Ad ottobre è stato pubblicato il suo primo Bilancio di Sostenibilità, in conformità ai Global Reporting Initiative Reporting Standards definiti dal GRI – Global Reporting Initiative.
“Questo nostro primo report raccoglie i risultati conseguiti dalla nostra famiglia sul fronte della sostenibilità: risultati tutti positivi, nel rispetto dei 17 indicatori stabiliti dall’Onu. Tutto ciò ci rende orgogliosi, tanto più perché è il frutto di un impegno quotidiano di tutti noi, condiviso con i nostri collaboratori e dipendenti”, commentano Marco e Giampaolo Farchioni. “Siamo felici di poter raccontare finalmente nel dettaglio questi risultati, ma, allo stesso tempo, siamo consapevoli che quello della sostenibilità contadina è un cammino appena avviato. Abbiamo già nuovi obiettivi per il 2022 e cercheremo di centrarli con la stessa determinazione che ci ha ispirato finora".