In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Quando il rum diventa ispirazione

Quando il rum diventa ispirazione
Con il Metodo Solera nasce un distillato di pregio al centro di un progetto di riscatto sociale
2 minuti di lettura

La valle di Aragua è di una bellezza unica e incontaminata. Dal tratto costiero sale il respiro del mar caraibico, che si fonde, davanti a un bicchiere di rum a quello dei sentori che questa terra senza tempo sa richiamare: cioccolato fondente, vaniglia, cuoio, tabacco, toni di miele e pepe. E un tocco di prugna, che arriva come un soffio prima del gran finale. Il rum è quello di Santa Teresa, azienda storica, più di 225 anni di vita che nell'ultimo scorcio incrociano un impegno sociale voluto dal fondatore e concretizzato nel recupero di intere gang criminali i cui componenti, oggi, vengono impiegati in azienda dopo un percorso di reinserimento sociale che implica – come una storia nella storia – l'imparare a giocare a rugby.

D'altronde, la genesi stessa di Alberto Vollmer Herrera, oggi alla guida del gruppo, respira voglia di libertà e riscatto: il passato dei suoi antenati incrocia quello di Simon Bolivar, l'illuminista rivoluzionario che oggi è considerato l'eroe dell'indipendenza latinoamericana dal colonialismo spagnolo e portoghese. Una storia che, però, parte ancor più da lontano: il capostipite, Gustavo J. Vollmer era un commerciante di Amburgo, in Germania che stabilitosi in Venezuela nel 1826, sposò l'unica superstite della famiglia Ribas, discendente dei fondatori dell'Hacienda Santa Teresa. Ad oggi, Santa Teresa rimane nelle mani della quinta generazione della famiglia Vollmer Il cuore della storia resta la bontà sensoriale di un prodotto che oggi è ai vertici nel mondo: il Santa Teresa 1796, in particolare, è prodotto attraverso il Metodo Solera, che consente la produzione di rum da invecchiamento che arrivano a riposare in botte fino a 35 anni.
Un rum che è in grado di transitare perfettamente dalla degustazione in purezza all'essere parte di cocktail, anche in pairing con il cibo: un segmento, quest'ultimo, su cui la casa madre sta scommettendo parecchio, come ha sottolineato a Milano Andrea Pomo, brand ambassador del gruppo. Tutto avviene in azienda, nel cuore della valle-stato di Aragua che ha sempre rappresentato uno dei migliori luoghi per la coltivazione della canna da zucchero e della produzione di rum. Tempo e pazienza, qui, guidano la rinascita degli uomini e l'invecchiamento del distillato di canna da zucchero: lenti travasi di parole, saperi e rum. E il lento passaggio, anno dopo anno, di nuovo rum nelle botti vuotate per metà, richiama certamente quel tramandare di conoscenza dai vecchi ai nuovi maestri roneri, uno dei punti chiave della hacienda che, giustamente, continua a voler fare il suo rum come da tradizione.
Senza eccezioni, dato che il 100% del liquido che compone la miscela passa attraverso ogni singola fase del metodo Solera. L'impressione degustativa è chiara: quella di un rum liscio, secco ed equilibrato, che evolve all'assaggio e si sviluppa in bocca moderatamente dolce, caldo e armonico, con una deglutizione piacevole che lascia al palato il susseguirsi di sapori secchi che sfumano lentamente, con una persistenza duratura. La particolare varietà di aromi e sapori deriva dai congeneri che si formano nel processo di fermentazione continua e che sono poi concentrati nelle fasi di distillazione a colonna e in alambicco. È importante anche l’utilizzo delle botti di rovere bianco americano di secondo uso (ex whisky americano), che arricchiscono il liquido con colori, aromi e sapori.
Il rum è a Denominacion de Origen Controlado e segue le linee guida che, per il Venezuela, sono più stringenti che altrove: qui, per potersi chiamare rum, il distillato deve avere una maturazione minima di 2 anni, con almeno il 40% di titolo alcolico e garantire la rintracciabilità delle materie prima con cui è prodotto. Il Santa Teresa 1796 è stato creato nell'anno del bicentenario dell'azienda, con l'obiettivo di ottenere uno dei primi rum super premium al mondo che utilizza uno dei sistemi Solera universalmente più antichi: nessuno dei barili viene completamente svuotato e le miscele più recenti vengono mescolate e invecchiate con quelle più datate.
Tutto il resto è frutto di visione, territorio, aria del mar dei Caraibi, fatica, storie di persone che rinascono, giocando a rugby. E per chi fosse curioso di assaggiarlo? Il Rum Santa Teresa 1796 lo si trova nelle migliori enoteche e punti vendita della grande distribuzione, online è addirittura possibile ordinare una bottiglia personalizzata per fare un regalo speciale.