Sabbioneta, la città ideale è decaduta: il fascino non basta

Servono interventi di restyling per attirare il turismo, ma le risorse non bastano. Il sindaco: i cittadini devono capire le potenzialità di questo luogo meraviglioso

SABBIONETA. Non si può vivere solo di ricordi. La dark lady oggi si guarda allo specchio: vede mura graffiate dal tempo, come il suo volto, crepe nei palazzi che ne ingrigiscono il fascino, strade deserte, e locali che non sopravvivono al tramonto. Dietro le spalle, un mondo che scorre, troppo veloce.

E la piccola Atene, città ideale ma poco reale, oggi rischia di rimanere al palo. Trattenuta non solo dalla pecunia che scarseggia, ma anche da cittadini per cui le fortificazioni continuano ad avere un valore pure simbolico. Quattromila trecento anime chiuse dentro un’ostrica che fa fatica ad aprirsi al mondo.

Il sindaco Aldo Vincenzi ha indetto un bando per la gestione dei servizi turistici, che prima erano in affidamento diretto alla Pro Loco per 200mila euro

«Sabbioneta ha bisogno di andare avanti. Abbiamo un patrimonio artistico raro, ma non basta. Dobbiamo valorizzarlo». Ci pensa da mesi, il sindaco Aldo Vincenzi, mentre si rigira tra le mani la medaglia di sito Unesco. Fiero e preoccupato per il futuro prossimo, con le casse del Comune che non permettono di ordinare casse di champagne. I monumenti hanno bisogno di restyling, per mostrarsi ad un turismo che non può essere solo il mordi e fuggi a cui il paese si è abituato. Servono soldi: senza tanti giri di parole.

Vincenzi è andato a bussare ai parlamentari mantovani, senza puzza sotto il naso per le appartenenze politiche, per chiedere interventi ai piani alti di Roma. «Abbiamo incontrato Marco Carra, il primo e finora l’unico che ha risposto al nostro invito. Serve un intervento sulla Finanziaria per i 50 Comuni patrimonio Unesco, in particolare quelli più piccoli che non hanno risorse, ma non solo». Vincenzi un’altra idea ce l’ha, guardando i conti del Comune: quel milione e 800mila euro che però al momento sono vincolati. «Se lo Stato ci desse la possibilità di uscire dall’equilibrio di bilancio potremmo utilizzare una parte di questi soldi per fare manutenzione».

L'incontro della giunta con il parlamentare Marco Carra

Le urgenze non sono poche: da palazzo Ducale, agli affreschi di palazzo Giardino, al ponte davanti a Porta Imperiale. Urgenze, appunto, che non possono attendere a lungo le decisioni romane. Turismo: si gioca tutta qui la partita della piccola Atene. «Nel 2016 arriveremo alle 50mila presenze, che è un record, se si tolgono gli anni della Celeste Galleria. Sono risorse che arrivano, ma non bastano».

Non è bastata la vetrina dell’Expò, i tour organizzati dalla Regione, la Mantova-Sabbioneta card a 24 euro all inclusive, le ospitate degli chef stellati, l’etichetta De.Co. per i prodotti tipici, né l’evergreen della mostra dell’antiquariato. Serve innescare un’altra marcia. «La mia idea sarebbe di riuscire a portare qui almeno una piccola fetta dei 5 milioni di turisti che ogni anno vanno sul Garda. Le gite scolastiche e le comitive di anziani non sono sufficienti. Dobbiamo trovare la ricetta, perché le persone scelgano di fermarsi a Sabbioneta. Dobbiamo capire perché ora non lo fanno».

Palazzo Ducale fu il primo significativo edificio fatto realizzare da Vespasiano Gonzaga

Per cambiare marcia Vincenzi è partito dal rapporto con la Pro Loco, che non avrà più l’affidamento diretto della gestione di palazzo Giardino, della Galleria degli Antichi, del teatro all’Antica e di palazzo Ducale. I servizi per il turismo sono stati messi a gara: Dei 200mila euro di rimborso, il fisso sarà di 120mila, mentre il resto dovrà essere ricavato da una quota sui biglietti venduti, dal bookshop e dall’utilizzo da parte di terzi dei palazzi.

Tradotto: più impegno per tutti. «A noi è sembrata una decisione ovvia, con 600mila euro in tre anni non si poteva fare un affidamento diretto. Ma qui la stanno vivendo come una rivoluzione copernicana». Le mura non sono solo di pietra, nella città ideale. Le fortificazioni vere vanno tutelate, quelle mentali scalfite, un passo dopo l’altro.

E non è un modo di dire: un giro serale per Sabbioneta racconta un percorso in una città fantasma. Una perla da scovare nell’oscurità. Strade poco illuminate, quindi poco invoglianti per i turisti, scarsi i locali aperti. La ricetta forse è proprio l’accoglienza, che i sabbionetani, popolo gonzaghesco nell’anima, faticano a far propria.

E non è solo un’impressione: i dati parlano. Le stanze per i turisti sono soltanto una trentina.

Un albergo a tre stelle, uno con una stella, un alloggio privato, ed un bed and breakfast. Per sedersi a tavola fa la parte del leone La Loggia del Grano, segnalato dalla guida Michelin, e altre otto trattorie. Oltre a un ristorante cinese, bacchettato per la scarsa igiene.

«Servono interventi radicali a tutti i livelli: mi piacerebbe modificare l’ingresso del paese, realizzare una specie di passerella che porti nel centro storico. Mostrare un biglietto da visita diverso. I nostri cittadini devono capire le immense potenzialità del posto dove hanno la fortuna di vivere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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