Expo, la cerimonia di chiusura. Mattarella: "Sfida vinta, ora nuovo impegno civico"

Dopo 6 mesi cala il sipario sull'Esposizione universale di Milano. "Abbiamo abbracciato il mondo", dice il presidente della Repubblica. "Missione compiuta", secondo il ministro Martina. Un successo nei numeri: oltre 21 miloni di visitatori, un milione e mezzo di firme per la Carta di Milano

Dopo sei mesi cala il sipario sull'Expo di Milano. Alle 17.35 la chiusura al pubblico dei tornelli, alle 19.12, al termine di una sobria e commossa cerimonia all'Open Air Theatre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dichiara ufficialmente chiusa l'Esposizione universale di Milano. Alla presenza tra gli altri, dei ministri Maurizio Martina, Maria Elena Boschi e Roberta Pinotti, del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, del Commissario unico per l'Expo Giuseppe Sala, che si è detto "molto orgoglioso" di quanto fatto. E infatti i numeri parlano di un successo: oltre 21 milioni di ingressi in sei mesi e 1 milione e mezzo di firme per la Carta di Milano.

"È stato bello crederci, grazie a tutti Viva l’Italia #orgoglioexpo" scrive il premier Matteo Renzi su Twitter, lanciando l'hashtag che viene ripreso sui social

Primo a prendere parola nella cerimonia di chiusura il padrone di casa, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia: "Quanto costruito in questi anni non andrà perduto", annuncia. E poi: "Non è un giorno di addii ma di arrivederci a presto, ad Astana 2017 e Dubai 2020, nello spirito di Milano 2015". Seguono gli interventi del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni; di Diana Bracco, commissario del Padiglione Italia, che si commuove. "Missione compiuta", dice il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. "Non sono serviti supereroi, ma la fatica, la passione di tante persone - dice il ministro -. Le voglio ringraziare tutte. C'è anche in questo la forza di un saper fare italiano. Vorrei riconoscere Expo nell'immagine degli artigiani che dopo il terremoto del Nepal si sono rimboccate le maniche per aiutare a concludere il Padiglione del Paese. Abbiamo dato una grande prova e il mondo l'ha riconosciuta. Expo è stato un ponte che ha abbattuto i tanti muri, una gigantesca chiave per aprire la porta del futuro. Ma se è finito il tempo della semina, da domani cominceremo il raccolto".

Chiusura Expo, Sala: "La nostra civiltà l'eredità più significativa"


Il commissario unico di Expo Giuseppe Sala, protagonista principale di quest'avventura, parla di grande prova di civiltà: "L'Expo ha detto qualcosa agli italiani sulla loro identità. Non è stato solo di chi ci ha lavorato, ma della gente, ci sono stati milioni di visitatori che se ne sono impossessati. Un popolo che ha dato prova di civiltà. Una risposta alle discussioni e alla violenza che dominano le strade del mondo. Compostezza, educazione e rispetto sono stati la migliore indicazione per capire quale strada seguire per curare il nostro Paese".

Expo chiude, Mattarella: "L'Italia ha vinto la sfida''


All'Expo, dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, "milioni di persone hanno avuto la piacevole sensazione di abbracciare il mondo intero". "Il maggiore successo dell’Expo, e dunque il suo lascito, sta nell’aver cercato di definire il cibo e l’alimentazione come lingua comune dei popoli. Lingua comune non vuol dire omologazione. Al contrario. È espressione di dialogo e di valorizzazione delle biodiversità; manifesta conoscenza e rispetto delle culture e delle loro radici; è scoperta di valori e interessi convergenti in nome dell’uomo". "È assurdo, oltre che inaccettabile che, a fronte delle catastrofi umanitarie nelle regioni del bisogno, delle guerre, dei disastri ambientali, continui lo spreco nelle regioni del benessere. Non si può sfuggire all'evidenza che la lotta alla fame e alla sete sono pietre angolari di un nuovo governo globale, fondato sulla collaborazione economica e sull'affermazione dei diritti umani". "La sfida - sottolinea - non è stata vinta da qualcuno contro qualcun'altro. E' stata vinta da un'Italia che, quando si unisce in un impegno comune, evitando che le naturali diversità producano eccessi di antagonismo, sa esprimere grandi doti e mostrare al mondo le sue originali qualità".
 

Alle 19.12 Mattarella annuncia ufficialmente la chiusura dell'Esposizione universale. La cerimonia si conclude sulle note di "Nel blu dipinto di blu" di Domenico Modugno cantata da Antonella Ruggiero e con uno spettacolo pirotecnico che anima l'arena insieme a decine di grandi palloni colorati con cui anche il pubblico gioca. La bandiera passa ad Astana, la città kazaka che ospiterà l'evento nel 2017 e a Dubai per il 2020.

Expo chiude, il saluto dell'Albero della Vita


Conclusa la cerimonia di Milano, il premier Matteo Renzi, che non era presente, mentre c'era il giorno dell'inaugurazione, ha rivendicato che "'Expo è l'orgoglio di chi ha vinto una sfida che sembrava impossibile, una sfida vinta non dal governo ma dall'Italia, dai passeggini in fila davanti agli ingressi, ha vinto l'Italia del 'perché No'".

Il dopo Expo: chi va chi rimane. L'appuntamento per parlare del progetto di riconversione dell'area è per il 10 novembre a Milano. Intanto si sa che, dopo aver incantato con le loro architetture milioni di visitatori da tutto il mondo, i padiglioni dei Paesi stranieri saranno, come previsto, smantellati. Dal 2 novembre il sito di Rho-Pero torna ad essere un cantiere. Molti dei 54 Paesi riutilizzeranno i loro Padiglione. I quattro silos della Svizzera, ad esempio, diventeranno serre urbane in altrettanti cantoni elvetici. Il giardino botanico del Bahrain tornerà a lussureggiare nel Paese arabo. L'oasi del Padiglione degli Emirati Arabi Uniti sarà ricollocata a Masdar City, le sfere dell'Azerbaijan diventeranno un centro per la tutela della biodiversità nella capitale Baku. Rimangono in loco Palazzo Italia, L'Albero della vita e il Padiglione Zero. Saranno "congelati" durante i lavori per essere riaperti in primavera.

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