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Femminicidi, Meloni: “Fatto tanto, ora dobbiamo fare tantissimo”. E cita la storia dell’ucraina Anastasia: “Ha avuto il coraggio di denunciare”

La premier al convegno sui risultati della Commissione Femminicidio: «Gli stupri di guerra sono un’arma di possesso»

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(ansa)

«Abbiamo fatto tanto. Ma il lavoro da fare è tantissimo. Poi sappiamo che la questione è molto più ampia». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo al convengo sui risultati della Commissione Femminicidio, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. «Gli strupri di guerra sono un'arma di possesso e vengono usati come arma - osservato la premier -. Ci sono in alcuni casi forme di violenza che vengono giustificati con fede e cultura, e con questi cambiamenti dobbiamo fare i conti».

«La storia che mi ha colpito di più», ha proseguito la premier, «è quella di Anastasia Alashri: una donna bellissima, occhi azzurri, capelli rossi, ucraina di 23 anni che scappava dalla guerra, si era rifugiata a Fano, ma combatteva un'altra guerra, vittima di violenza aveva denunciato il marito, scatta il codice rosso, poi torna a casa per prendere quello che le serviva e viene uccisa con tre coltellate, messa in valigia e abbandonata». «Molte donne - ricorda - non hanno il coraggio di denunciare, su questo dobbiamo intervenire, molti non denunciano perché sperano che l'uomo cambierà, altre perché non hanno risorse economiche, altre perché ci sono i figli che pensano di preservare».

«Quello che posso e voglio fare io partecipando a questo evento è dire che il governo italiano intende fare tesoro del lavoro che viene fatto dalla commissione», ha dichiarato la premier. «Noi siamo molto concentrati sulla materia della lotta alla violenza contro le donne alle discriminazioni di genere ma tutto il lavoro fatto con questa relazione che contiene molti spunti estremamente interessante per il lavoro da fare insieme al parlamento sul piano legislativo, ma anche sul piano delle campagne è un lavoro fondamentale».

«Ho accettato molto volentieri l'invito», alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne «perché penso che vada rispettato con estrema attenzione il lavoro che la commissione ha svolto, perché è stato condotto insieme», sottolineando che si tratta di un problema «prevalentemente culturale, del quale vanno indagate e comprese le ragioni e cercando di comprendere se le norme sono adeguate, giuste, applicate nel migliore dei modi». «Questo è il lavoro che ha fatto la commissione e che dal mio punto di vista deve andare avanti. Sono fiera che il Senato proprio oggi abbia approvato dopo poche settimane da inizio legislatura» l'istituzione della bicamerale d'inchiesta, «un segnale di attenzione di tutto il Parlamento trasversalmente».

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