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Aedes, le azioni scomparse e le nuove accuse per l’ex broker Vaticano Torzi

Monica Serra
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

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MILANO. Un’altra grossa operazione finanziaria considerata criminale, con le azioni di una società quotata svanite improvvisamente nel nulla, e un nuovo provvedimento di conclusione indagini preliminari che vede indagato l’ex broker del Vaticano Gianluigi Torzi. Dopo la presunta truffa alla Cesare Pozzo e quella da un miliardo di euro su operazioni di cartolarizzazione di crediti sanitari, questa volta l’uomo d’affari molisano è accusato dalla procura di Milano di manipolazione del mercato, corruzione tra privati, ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e false comunicazioni sociali. Al centro dell’inchiesta nel Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf ci sono Aedes, storico gestore immobiliare milanese, e il suo azionista principale Augusto spa (oggi in liquidazione). I reati contestati sarebbero stati commessi tra il 2017 e il 2019 e con Torzi sono indagate altre cinque persone, tra cui Giuseppe Roveda, già nel Cda di Augusto ed ex ad di Aedes, e Giacomo Garbuglia, ex ad di Aedes ed ex presidente del cda di Augusto.

L’inchiesta condotta dal pm Stefano Civardi riguarda una serie di «operazioni simulate e artificiose concretamente idonee - si legge nel capo di imputazione - a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni di Aedes». Tra le contestazioni mosse dal pm c'è il «finanziamento delle società Augusto spa» e Aedes avvenuta attraverso la «sottoscrizione di un combinato prestito obbligazionario» per un importo di 25 milioni dietro il quale si sarebbe celata la «dismissione di un significativo pacchetto azionario di controllo della quotata». Inoltre, è stata ipotizzata anche la diffusione di false notizie «atte a ingannare il mercato» in merito alla solidità di operazioni di aumento di capitale e di finanziamento di investimenti con la conseguenza di una alterazione del «prezzo delle azioni».

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