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Busto Arsizio: via al congresso locale. Salvini la spunta per un pugno di voti (12) ma la conta nella Lega è appena iniziata

Si elegge il segretario provinciale di Varese: i due sfidanti sono Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, e Giuseppe Longhin, semplice militante

francesco moscatelli
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

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DALL’INVIATO A BUSTO ARSIZIO (VARESE). È una battaglia all’ultimo voto quella che si sta combattendo questa mattina al teatro sociale Delia Cajelli di Busto Arsizio, dove è in corso il congresso provinciale di Varese della Lega. Il primo dopo il cambio di nome da Lega Nord a Lega per Salvini premier ma anche dopo 8 anni di commissariamento del partito. Si elegge il segretario locale, come sta avvenendo contemporaneamente a Brescia e a Pavia, ma la partita ha un significato più ampio dati i malumori montanti nella base del partito. Soprattutto qui, nella provincia che è stata la culla del leghiamo e dove ancora oggi vive il fondatore Umberto Bossi. Qui, a una manciata di chilometri da Cassano Magnago (dove Bossi è cresciuto) e dallo studio notarile di Varese dove nel 1984 venne fondata la Lega Autonomista Lombarda.«L’Umberto l’abbiamo invitato ma non verrà- dice l’attuale commissario Stefano Gualandris, mentre i primi delegati (in tutto gli aventi diritto al voto sono 638) sono già in coda per esprimere la loro preferenza nell’urna piazzata sul palcoscenico -. Bossi in ogni caso ha da sempre la tessera numero 1 di Milano per cui non avrebbe votato. Anche il ministro Giancarlo Giorgetti non siamo sicuri che riuscirà a passare, mentre é già in sala il governatore della Lombardia Attilio Fontana».

I due sfidanti sono Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, e Giuseppe Longhin, semplice militante. Ma più che i loro nomi e i loro incarichi contano i loro sostenitori: Cassani è l’uomo dei «salviniani», Longhin quello appoggiato dal Comitato Nord, la corrente lanciata da Bossi per recuperare lo spirito nordista del partito dopo la svolta nazionalista impressa da Matteo Salvini negli ultimi anni. Ma soprattutto dopo il cattivo risultato ottenuto alle politiche del 25 settembre. «Come andrà a finire è difficile da pronosticare - conclude Gualandris-. L’unica certezza è che noi della Lega facciamo congressi veri, combattuti. In passato qualche volta sono volati pure tavoli e sedie».

Questa volta il clima è apparentemente più sereno. Tutti si salutano e si fermano a guardare le due foto di Bobo Maroni con la scritta «Grazie Roberto. La Lega ti vorrà bene per sempre» esposte nel foyer. L’ex segretario ed ex ministro dell’Interno morto dieci giorni fa ha un posto anche in prima fila, proprio sotto il palco. Una sedia vuota con appoggiati sopra una bandiera della Lega, il suo libro «Il mio Nord», la spilletta dorata dell’Alberto da Giussano e i suoi inconfondibili occhiali dalla montatura rossa.

Finale di partita

Alla fine l’ha spuntata il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, il candidato più vicino al segretario federale Matteo Salvini. Il congresso provinciale della Lega di Varese andato in scena questa mattina a Busto Arsizio, il più importante fra quelli celebrati in queste ore, segna un punto a favore dell’attuale vertice di via Bellerio. Cassani ha preso 229 voti, 12 in più dello sfidante Giuseppe Longhin, referente locale del Comitato Nord lanciato da Bossi. Ma il risultato dice anche altro. Subito dopo la proclamazione, quasi a voler riconoscere che il partito è comunque spaccato a metà, il vincitore ha infatti invitato lo sfidante sul palco chiedendogli di collaborare “per il bene della Lega”.

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