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Renzi: “Saremo la casa del futuro, non la casa dei ricordi come il Pd”

E ai dem lombardi propone il ticket per le regionali: “Majorino accetti di fare il vice di Moratti e possiamo vincere”

Francesca Del Vecchio
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

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(ansa)

Dal centro congressi MiCo di Milano, dove si è tenuta l’Assemblea nazionale di Italia Viva, Matteo Renzi lancia la federazione con il partito di Carlo Calenda, Azione. Una sintesi politica di quello che fino a ora si è presentato come "Terzo polo”: «Proporrò di votare un mandato a fare l'accordo di federazione con Azione e Carlo Calenda. Vi chiederò di fare una federazione e non un partito da subito e questo porterà Iv a cambiare un po' la su fisionomia», ha detto alla platea del MiCo chiedendo uno sforzo per il «tesseramento per il 2023 e poi - ha aggiunto - una volta fatta la federazione, proporrò di fare le modifiche con un impegno: che io non lascio il campo».
L’intervento del leader di Italia Viva dura quasi due ore, mentre spazia dalla crisi geopolitica alle stoccate al governo. Lo sguardo, comunque, è proiettato verso le europee del 2024. Vero obbiettivo a cui l’ex premier vuole «arrivare preparato». «Tante persone stanno lasciando il Pd perché credono che qui ci sia la casa del futuro e non la casa dei ricordi. Ma per farla dobbiamo fare la federazione con Calenda».
La lunga relazione di Renzi, infatti, è anche l’occasione per attaccare e al contempo ammiccare al Partito democratico al quale non risparmia critiche su scala nazionale ma a cui propone un ticket elettorale per le regionali in Lombardia: «Se domani mattina un rinsavimento complessivo porta Pierfrancesco Majorino ad accettare di fare il vice di Letizia Moratti, a febbraio in Lombardia si vince dopo 30 anni e la Regione cambia colore. Io non credo che con questo appello fermerà il Pd, ma ci spero fino all'ultimo». Renzi è infatti convinto che «in Lombardia si potrebbe persino vincere - ha aggiunto - ma l'allergia alla vittoria che ha caratterizzato l'azione del Pd alle politiche si è trasmessa per contagio anche al Pd lombardo». Secondo Renzi «è evidente che Moratti non viene dalla cultura politica di sinistra, ci eravamo arrivati anche noi a questo». Ma dopo il reintegro dei medici no-vax «ha scelto di dare un segnale e lo sanno anche gli amici del Pd lombardo». E comunque «lo dico anche al sindaco di Milano Giuseppe Sala di cui apprezzo la capacità amministrativa, un po' meno la visione politica - ha proseguito - se vogliamo vincere in Lombardia la possibilità di fare un ticket Moratti-Majorino ci farebbe andare in vantaggio». Ma «se vi fa schifo vincere e vi fa piacere perdere - ha concluso Renzi - allora tenete Majorino e l'importante sarà partecipare».

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