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Il ministro Valditara propone “i lavori socialmente utili per i bulli”. E “stop ai cellulari in aula”

Il responsabile dell’Istruzione per il governo Meloni è tornato sul tema: «Il ragazzo deve concepire che il suo ego ha dei limiti»

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Il ministro Giuseppe Valditara nello studio di Porta a Porta

 (lapresse)

«Quando parliamo di bullismo dobbiamo avere chiaro che non si tratta della battuta scherzosa ma di quella persecuzione sistematica. È chiaro che ha un effetto, un impatto devastante. In Italia quasi il 25% dei bambini e dei ragazzi ha subito episodi di bullismo gravi. La Fondazione Veronesi ha addirittura calcolato una diminuzione di attesa di vita, sviluppo di tumori, ma soprattutto abbandono scolastico, depressione e demotivazione complessiva. Noi non possiamo rimanere inerti. Io ho proposto l'utilizzo dei lavori socialmente utili». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, nella puntata di "Porta a Porta” in onda stasera su Rai1. 

«Io penso che sia un passaggio necessario – ha ragionato –, perché il ragazzo deve concepire che il suo ego ha dei limiti. Credo che sia fondamentale che un ragazzo, lavorando per la collettività, si renda conto che è inserito in una dinamica sociale più ampia e deve rendersi conto che non può essere lasciato solo con un suo ego ipertrofico che poi è quello che scatena episodi di questo tipo».

Altro tema caro al ministro è quello dei telefonini in aula. «Io penso di intervenire con una circolare e poi vedremo se fare anche altre iniziative. Già una circolare del ministro Fioroni del 2007 aveva vietato i cellulari nelle classi, fra l'altro addirittura autorizzando sanzioni, cosa a cui io non sono favorevole nei confronti dei ragazzi che utilizzassero cellulari in classe. La ministra Fedeli, invece, arrivò ad approvare un decalogo nel quale sostanzialmente si diceva: basta, liberalizziamo l'uso del cellulare. Poi quel decalogo non venne trasformato in una norma. Quindi, formalmente è ancora in vigore la circolare di Fioroni». Per Valditara, «a parte quando il cellulare sia richiesto, in classe si va per studiare, per imparare e per concentrarsi non per chattare. Io penso che sia fondamentale che nelle scuole italiane si predispongano le misure adatte», ad esempio «una cassettina da mettere fuori dalla classe. Ma quello che è importante è rispettare ciò che è previsto dal nostro ordinamento, cioè evitare che in classe si faccia altro».

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