Il Cocoricò riaprirà i battenti, a Pasqua del 2020 si tornerà a ballare nel tempio della techno

Negli ultimi mesi il locale era caduto in uno stato di abbandono, con vandalismi e furti di arredi e memorabilia

RICCIONE. Questione di pochi mesi e il tempio della techno riaprirà i battenti. I proprietari del Cocoricò, la celebre discoteca fallita l’estate scorsa, hanno raggiunto un accordo con Enrico Galli, patron di un altro storico locale della Riviera romagnola, l’Altromondo Studios di Rimini: se tutto va come deve andare, si tornerà a ballare sotto la piramide a Pasqua del 2020, il tempo di ristrutturare e rimettere a punto il grande locale sui colli di Riccione. Nel corso degli ultimi mesi il Cocoricò era caduto in uno stato di abbandono, con vandalismi e furti di arredi e memorabilia. Secondo quanto riportato dalle edizioni locali del Resto del Carlino, la proprietà dell’immobile, cioè i fratelli Spadini, hanno stretto un accordo di otto anni con Galli.

I segni premonitori della rinascita erano visibili già lo scorso Ferragosto, quando proprio Enrico Galli organizzò una soirée dedicata al “Cocco” in occasione del trentesimo anniversario della nascita della discoteca nella cornice del Beach Arena a Rimini. Il Cocoricò infatti aveva visto la luce nell’estate del 1989 e da allora ha dettato legge nel mondo della club culture italiana e internazionale, ospitando i migliori dj e imponendo nuovi generi e tendenze della musica elettronica.

La morte per ecstasy di un ragazzo di 16 anni sulla pista del locale, l’estate di quattro anni fa, ha segnato l’inizio del declino della società Cocoricò Srl, che aveva in gestione il locale, culminato nel recente fallimento.      

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