Rissa a Formia, scarcerato il sedicenne sotto accusa per la morte di Romeo

Il giovane era stato fermato la notte dell’omicidio. Ad incastrarlo le telecamere. Ora è ai domiciliari

È tornato a casa, a Casapulla, in provincia di Caserta, il 17enne accusato di aver tirato fuori un coltellino nella stupida rissa nel corso della quale martedì sera in pieno centro a Formia (Latina) era stato ferito a morte un suo coetaneo, il 17enne, Romeo Bondanese, deceduto per la grave emorragia determinata dai colpi ricevuti  in diversi organi vitali. Il minorenne accusato dell’omicidio era stato fermato poco dopo la tragica rissa esplosa poco dopo le venti in una via centrale della cittadina del litorale laziale.

Una rissa come le tante, troppe, che stanno colorano le cronache nell’epoca grigia del Covid: un gruppo di ragazzi del luogo, un altro gruppo di coetanei venuti da fuori, una decina in tutto: due che si scontrano e gli altri che si schierano in difesa dei rispettivi contendenti. A quell’ora, di martedì grasso, nonostante la pandemia c’era gente in giro e soprattutto c’erano le telecamere di sorveglianza di banche e negozi a immortalare la scena. C.B., studente dell’alberghiero di Formia dove viveva in convitto, viene fermato mentre come tutti gli altri si allontana veloce dal luogo dello scontro. Ha una mano insanguinata, si è ferito lui stesso. Viene curato nel pronto soccorso dove nel frattempo muore dissanguato Romeo, per un colpo alla femorale che non perdona. Poi il fermo, per omicidio volontario aggravato dai motivi abietti e futili, lesioni gravi e violazione della legge sulle armi. Il ragazzo - inizialmente ospitato in un centro d’accoglienza minorile al Portuense - è comparso ieri mattina davanti al gip del Tribunale dei minori.

Il fermo è stato convalidato e il giovane è stato rinviato ai domiciliari: secondo le prime interpretazioni i colpi indirizzati alle gambe parrebbero confermare che non c’era la volontà di uccidere, orientando il capo d’imputazione verso l’omicidio preterintenzionale. E mentre gli agenti sono ancora al lavoro nel tentativo di chiarire il ruolo di tutti i partecipanti alla rissa ancora una volta due comunità si interrogano su una tragedia evitabile. 

«Siamo profondamente addolorati e scossi. Questo è un posto tranquillo, ci conosciamo tutti, non si sono mai verificati simili episodi di violenza tra adolescenti», ha ripetuto più volte il sindaco di Casapulla, Renzo Lillo. Comprensibile e altrettanto terribile il risentimento dei familiari della giovane vittima: «Romeo a casa non c’è. Accendere la tv e sapere che questo ragazzo è ai domiciliari ci fa male», commenta Daniela, la zia di Romeo.  L’autopsia sulla salma di Romeo sarà eseguita oggi al Policlinico Gemelli di Roma.

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