Caso Genovese, l’imprenditore chiede i domiciliari per disintossicarsi

I pm lo accusano di aver abusato e tenuto sotto sequestro per 24 ore una diciottenne nel corso di un festino a base di droga a Terrazza sentimento, il suo superattico con vista sul Duomo a Milano

MILANO. Vuole andare ai domiciliari in una struttura di recupero dove potersi disintossicare Alberto Maria Genovese. L’istanza è stata presentata dai difensori Luigi Isolabella e Davide Luigi Ferrari, che assistono l’ex mago delle startup, 43 anni, in carcere dal 6 novembre scorso per violenza sessuale.

I pm Letizia Mannella, Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini lo accusano di aver abusato e tenuto sotto sequestro per 24 ore una diciottenne nel corso di un festino a base di droga a Terrazza sentimento, il suo superattico con vista sul Duomo. Sin dal primo interrogatorio l’imprenditore ha parlato della sua dipendenza dalla droga in cui è caduto cinque anni fa, tanto da portarlo non riuscire più neanche a lavorare.

Dopo l’arresto gli investigatori della Squadra mobile, diretti da Marco Calì, si sono concentrati su una serie di altre presunte violenze sessuali emerse dai video raccolti dalle diciannove telecamere installate nell’attico e dalle testimonianze degli ospiti degli esclusivi party che il 43enne organizzava.

In particolare i magistrati hanno individuato altre cinque presunte vittime che hanno raccontato gli abusi subiti tra Milano e Ibiza, dove quest’estate Genovese ha pagato le vacanze su un jet privato ai suoi amici. Ma, in un altro filone di indagine, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’enorme flusso di denaro che il 43enne aveva a disposizione per potersi permettere appartamenti di lusso e anche un palazzo in centro a Milano, viaggi con voli privati, feste anche da 150mila euro.

L'istanza della difesa è ora sul tavolo dei pm per il parere, poi la parola passa al gip Tommaso Perna che in questi giorni deve anche decidere sulla richiesta di incidente probatorio, avanzata sempre dagli avvocati che chiedono che sia un perito fonico ad analizzare gli audio dei filmati del sistema interno all’attico nella notte del 10 ottobre. A questa richiesta la procura ha già dato parere negativo.

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