Ennesima vittima sul lavoro, operaio muore cadendo da un’impalcatura

Stefano Zanni, 60 anni, è volato giù da oltre 4 metri mentre lavorava alla manutenzione del cimitero di Orta in provincia di Foggia

Un volo di 4 metri, dopo essere precipitato da un’impalcatura. È morto così un operaio di 60 anni. Si chiamava Stefano Zanni. Era impegnato in alcuni lavori di manutenzione al cimitero di Orta Nova, in provincia di Foggia. Ogni soccorso è stato inutile: l’impatto con il suolo gli è stato fatale.

L’incidente sul lavoro si è verificato questa mattina, verso le 8, durante alcuni interventi in una delle cappelle del cimitero. Stando alle prime ricostruzioni, è stato il proprietario della cappella mortuaria ad accorgersi dell’accaduto, allertando i soccorritori. Ha sentito un forte tonfo, è corso sul posto e ha visto l’operaio a terra. Il proprietario era lì per controllare come procedevano i lavori. All’arrivo del 118, per l’operaio non c’è stato nulla da fare. È morto sul colpo. Indagini in corso da parte di carabinieri e Spesal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, e accertamenti tecnici per ricostruire esattamente cosa sia successo in quei drammatici momenti.

L’ennesimo episodio va ad aggiungersi a quello che i sindacati definiscono «un terribile elenco». In Italia quasi 1400 morti all’anno, in Puglia nei soli primi tre mesi del 2021, circa seimila denunce di infortuni sul lavoro, una media di 63 al giorno, e 13 casi mortali. Numeri che arrivano dai sindacati Fillea, Filca e Feneal. «La strage continua nonostante i proclami e gli slogan. Continuiamo a registrare sistematiche violazioni di ogni standard di sicurezza sui luoghi di lavoro». Così i segretari del posto Savino Tango, Giuseppe Villani e Juri Galasso. «Per questo, nell’esprimere solidarietà e cordoglio alla famiglia dell’operaio deceduto, preannunciamo una richiesta di confronto urgente che invieremo al prefetto in queste ore».

Tutto questo a pochi giorni dall’avvio della mobilitazione nazionale indetta dalle organizzazioni sindacali. «Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro» l’appello lanciato lo scorso 20 maggio con la richiesta «di dare voce al lavoro e ai lavoratori». Già nei giorni scorsi, Cgil, Cisl e Uil in Puglia avevano posto l’attenzione «sui livelli di irregolarità altissimi tra le imprese», stando ai dati dell’Ispettorato del lavoro. «Nel 2020, in Puglia, su 8.794 imprese oggetto di ispezione, il 66% è risultato non in regola con oltre 2mila lavoratori in nero scoperti su un totale di oltre 5mila coinvolti nei controlli».

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