Coronavirus, il bollettino di oggi 15 luglio: 2.455 positivi, calano i decessi. Tasso di positività all’1,3%

Sono 153 i pazienti in terapia intensiva, 11 ingressi nelle ultime 24 ore.

Salgono ancora da 2.153 a 2.455 i casi in Italia, con un taso di positività che dall’1 passa all’1,3%. Si contano fortunatamente solo 9 morti ma nelle terapie intensive ci sono due malati gravi di Covid rispetto a ieri con 11 nuovi accessi, mentre sono 19 in meno quelli ricoverati nei reparti di medicina.

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Continua la crescita dei contagi in Sicilia che da 288 passano a 353 con una incidenza settimanale dei casi ogni 100mila abitanti di 31,6, sempre più vicina alla soglia di 50 che fa entrare in zona gialla.

In Lombardia i nuovi positivi scendono invece da 420 a 381, con il tasso di positività stabile però all’1,2%.
Calo da 84 a 68 dei casi anche 8n Piemonte, dove il taso di positività dallo 0,5 sale però allo 0,9%.

Altra impennata di nuovi casi Covid-19 in Veneto, con 318 contagi in 24 ore contro i 261 di ieri. Crescono anche gli attuali positivi (+253) che sono 5.745. Negli ospedali è invariata la situazione nei reparti ordinari, dove i ricoveri sono 233, e crescono di 2 pazienti le terapie intensive (18).

Salgono da 117 a 167 i nuovi positivi in Emilia Romagna con il tasso di positività che dall1,3 passa al 2,3%.
I nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore in Toscana sono 173 su 11.311 test di cui 6.226 tamponi molecolari e 5.085 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 1,53% (3,4% sulle prime diagnosi). Rispetto a ieri i contagi quasi raddoppiano a fronte di un numero di test dimezzato e un tasso di positività che è pari al quadruplo quasi: nel precedente report i casi erano stati 90 su 21.706 test, con un'incidenza di positivi dello 0,41% (1,8% sulle prime diagnosi). Era da un mese circa che la Toscana non superava quota 100 contagi giornalieri.

Impennata di casi nel Lazio dove da 208 si passa a 353, con una incidenza settimanale dei casi ogni 100mila abitanti a 23,9.
In salita da 188 a 234 i contagi in Campania, dove il tasso si positività dal 2,1 sale al 2,7% e l’incidenza dei casi è a quota 21,6.
In Sardegna dopo i rialzi dei giorni scorsi i contagi calano da 135 a 112 e il tasso di positività dal 5,1 scende al 2%, mentre l’incidenza settimanale dei casi ogni 100mila abitanti è al 32,9, vicina alla quota 50 che fa passare in fascia gialla.

Un incremento del 61,4% di nuovi casi Covid (8.989 rispetto a 5.571) nella settimana 7-13 luglio rispetto alla precedente, mentre diminuiscono i ricoveri e i decessi. È quanto rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. I ricoveri diminuiscono dell'11,3% (erano 1271, sono ora 1128) dato che corrisponde a 143 persone in meno, i decessi del 35,8% (104 rispetto ai 162 della settimana precedente) con una media di 15 al giorno rispetto ai 24 della settimana precedente.
«Sul fronte dei nuovi casi - rileva Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - si registra un netto incremento settimanale, peraltro sottostimato da un'attività di testing in continuo calo, che rende impossibile un tracciamento adeguato dei contatti». Dall'inizio di maggio il numero di persone testate settimanalmente si è infatti progressivamente ridotto del 56,3%, passando da 662.549 a 289.869. Nella settimana 7-13 luglio in tutte le Regioni, ad eccezione di Basilicata e Valle D'Aosta, si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente per la progressiva diffusione della variante Delta.
Sul fronte delle terapie intensive gli ingressi sono trenta in meno (-16%). «Il trend dei pazienti ospedalizzati - sottolinea Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - prosegue la sua discesa sia in area medica che in terapia intensiva, dove l'occupazione di posti letto da parte dei pazienti Covid si attesta al 2%». Tuttavia, dopo tre mesi di discesa, il monitoraggio rileva che gli ingressi giornalieri sono in lieve aumento, da cinque a sette.

Che il Governo pensi a nuove misure per limitare gli effetti dell’ondata di contagi lo conferma il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini a Bruxelles: «Credo sia normale su un tema importante come» il Green pass «avere sensibilità differenti, è capitato anche in passato. Sono fiduciosa che anche su questo tema, come ha detto il presidente Fedriga, si troverà una soluzione unitaria». «Se non vogliamo tornare a dover chiudere il paese – prosegue- non possiamo perdere tempo e non possiamo accontentarci dei risultati buoni che abbiamo raggiunto. Dobbiamo fare uno scatto in avanti. Penso ci saranno le condizioni per compiere queste scelte in un clima di coesione, condivisione rispettando la sensibilità di tutti».

Per l’uso estensivo del Green pass si schiera senza se e senza ma il Lazio. «I casi positivi sono destinati ad aumentare e, grazie alle vaccinazioni, al momento senza particolari aggravi sulla rete ospedaliera. Nel Lazio si sequenziano tutti i tamponi positivi e il 90,4% dei casi con variante Delta nella nostra Regione non aveva effettuato alcuna dose di vaccino o aveva il ciclo vaccinale non completo. Nel Lazio la variante Delta è già prevalente in tutte le Asl e in particolare, i due terzi dei casi è concentrata nell'area metropolitana di Roma. Risulta evidente come questa pandemia, nelle prossime settimane, porterà a colpire soprattutto coloro che non si saranno vaccinati. Ecco perché, in previsione di ciò, lo strumento del green pass serve per far mantenere aperte le attività, anziché andare verso interventi di chiusure generalizzate, che rischiano di penalizzare coloro che, invece, con grande senso civico, hanno effettuato il percorso vaccinale. Sia il governo a disciplinare le migliori modalità possibili, che possono anche essere graduali in relazione all'andamento epidemiologico», afferma l'assessore alla Sanità e Integrazione sociosanitaria, Alessio D'Amato.

Sulle vacanze degli italiani sembrano pesare però più le incertezze economiche e che quelle legate al Covid. Il 54% degli italiani ha optato per andare in vacanza (in Italia nell'87% dei casi), ma il 46%, pari a circa 10 milioni, ha rinunciato per vari motivi. Emerge da un'indagine realizzata da Demoskopika per Anni 20 Estate in onda su Rai2 che mette in luce come però a pesare di più sulle rinunce sia il peggioramento delle condizioni finanziarie delle famiglie. «Le difficoltà economiche - dice il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio - pesano più della paura del Covid nei consumi turistici degli italiani. Adesso è il momento delle decisioni politiche consapevoli».

Intanto l’Oms avvisa: è «fortemente probabile» che si svilupperanno nuove varianti del Covid «più pericolose».

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