Roma, nuova aggressione a una ragazza lesbica: “Stavi guardando le nostre fidanzate”. E la feriscono con un coltellino

È accaduto nella Gay Street al Colosseo. L'episodio denunciato dall'attore attivista Pietro Turano: «Paghiamo con il sangue e le ferite che lasciano il segno sulla pelle e sul cuore»

Insultata e colpita a sangue per uno sguardo di troppo rivolto alle fidanzate degli aggressori. Protagonista dell'ultima violenza omofoba una ragazza che lo scorso venerdì si trovava insieme alla sua compagna nella Gay Street romana, ovvero lo stradone di San Giovanni che collega la Basilica al Colosseo. Era lì per per trascorrere qualche ora tranquillamente, a bere un bicchiere e chiacchierare in totale relax con la sua ragazza ma non immaginava minimamente la piega che avrebbe preso la serata. Un epilogo, purtroppo, simile a tanti altri che negli ultimi tempi si stanno moltiplicando un po' in tutta Italia,  da nord a sud. Con una sequela di offese e aggressioni contro la comunità Lgbtq+. 

Dopo gli attacchi nel Napoletano, a Milano e in Toscana l'ultimo nel cuore della Capitale qualche giorno fa. A denunciarlo l'attore Pietro Turano, attivista e vice presidente dell'Arcigay romana. Sulla sua pagina Facebook ha raccontato l'episodio del quale è stato in parte testimone: una giovane lesbica presa di mira da due coetanei che l'avrebbero prima insultata e poi aggredita con un coltellino ferendola in diverse parti del corpo. 

Tagli sul viso e sul corpo

La vittima, spaventata e insanguinata, è stata soccorsa dagli operatori di un'ambulanza chiamata da chi era presente alla scena. E sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato per accertare l'esatta dinamica dei fatti. Come testimonia la foto postata sui social dallo stesso Turano che ha spiegato: «Come quasi ogni venerdì ieri notte ero alla Gay Street di Roma, in pieno centro di fronte al Colosseo. Un amico mi chiama preoccupato: arrivo da lui e trovo una ragazza della mia età dentro un'ambulanza, piena di tagli e sangue sul viso e su entrambe le gambe. Purtroppo non mi hanno lasciato avvicinare e ho potuto parlare solo con la sua fidanzata: la ragazza si era allontanata da sola per cercare un bagno e dal racconto emerge che due ragazzi, lamentandosi pretestuosamente del fatto che lei "guardasse le ragazze", l'avrebbero aggredita e riempita di tagli sul viso e sulle gambe con un coltellino. Ovviamente le ho offerto il sostegno legale di Gay Help Line qualora ne avesse bisogno, come di quello psicologico».

Violenza in aumento contro la comunità Lgbtq+

«Non ho molti altri elementi né testimoni - prosegue il racconto dell'attivista Lgbtq+ - magari è andata diversamente rispetto al poco che so, ma una cosa per me è certa: la violenza nei confronti delle persone Lgbt+ è visibilmente in aumento e il penoso dibattito che ha portato all'ennesimo rinvio del ddl contro l'omotransfobia sta legittimando l'odio di tante persone omofobe, che rispondono al bisogno di tutela con nuova violenza». Quindi la riflessione critica che investe l'attesa dell'approvazione del Ddl Zan: «La politica intanto immobile, al massimo ascolta chi ci odia e i giochetti a cui stiamo assistendo dal parlamento alimentano questo clima di odio violento. Da che parte stanno le istituzioni? bisogna avere il coraggio di dire che questo atteggiamento sta facendo assumere a questa classe politica il ruolo di mandante morale di tutto quello che sta accadendo alla nostra comunità, nelle nostre città. Prima di tutto siamo vittime dello stato, che ci abbandona e dibatte sulle nostre vite come se fossimo animali rari. Invece siamo persone in carne ed ossa e paghiamo tutto questo con il sangue e con le ferite, che lasciano il segno sulla pelle e sul cuore».

Qualche piccolo segnale di solidarietà e soprattutto di rispetto, dovuto, c'è (come la presa di posizione di una gelateria toscana che ha vietato l'ingresso a quanti hanno sintomi di omofobia, oltre che di razzismo e di Covid-19). Ma è ancora troppo poco.

Intanto è di oggi la notizia che a Palermo sono stati identificati e denunciati gli aggressori (tre) della coppia di gay torinesi in vacanza nella città siciliana lo scorso maggio. 

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