Roma, l'annuncio di Raggi: “Presto CasaPound sarà sgomberata dal palazzo occupato”

La notizia diffusa dalla sindaca su Facebook. Non c'è ancora una data, si tratta di un primo atto che prevede un censimento della ex sede dei neofascisti 

«Presto Casapound sarà sgomberata dal palazzo che da anni occupa abusivamente in pieno centro a Roma». Ad annunciarlo sui social è stata la sindaca Virginia Raggi che ha dato la notizia senza indicare una data precisa ma sottolineando e rivendicando l'imminente decisione sulla «liberazione» dello stabile ex sede del movimento neo fascista. A due giorni da un altro addio da parte di un altro gruppo di ultra destra,  in quel caso i sovranisti seguaci di Bannon,  alla Certosa di Trisulti, in provincia di Frosinone che lunedì scorso hanno effettivamente riconsegnato le chiavi. Per l'immobile a un passo dalla stazione Termini e da piazza Santa Maria Maggiore ancora non c'è niente di così concreto. 

Si tratta di un primo atto che per ora prevede un censimento. Lo sgombero dovrebbe essere concretizzato in un momento successivo ma non vengono fornite indicazioni di calendario.

«La legge è uguale per tutti»

«Lo avevo detto anni fa, ed ora finalmente ci siamo - ha tenuto a precisare la prima cittadina della Capitale. Nel corso di una riunione convocata dal prefetto Matteo Piantedosi con i rappresentati di tutte le Istituzioni, è stato fatto il punto sulle occupazioni abusive in città: il palazzo di via Napoleone III, a due passi dalla stazione Termini, dovrà essere liberato a breve». Quindi l'indicazione degli step: «Le procedure prevedono l'avvio di un censimento delle persone attualmente presenti nell'immobile in modo che coloro che hanno delle fragilità possano essere assistiti in altro luogo dagli assistenti sociali di Roma Capitale.

Chi non ha alcun diritto, invece, dovrà lasciare quegli spazi immediatamente. La legge è uguale per tutti».

Occupazione abusiva 
«Casapound, quindi, dovrà abbandonare l'immobile perché non ha alcun diritto di stare lì non paga un canone, non ha un contratto, vive sulle spalle degli altri - ha ribadito Raggi -. La legge, lo ripeto, si rispetta. Chi occupa abusivamente un immobile, chiunque esso sia, deve lasciarlo a disposizione di quelle famiglie e quelle persone che hanno realmente necessità di aiuto. In tal senso ho già presentato delle proposte all'Agenzia del Demanio affinché Roma Capitale possa acquistare l'immobile per poi destinarlo a chi ha veramente bisogno di una casa. Il resto sono solo chiacchiere». Già lo scorso febbraio Raggi aveva fatto un annuncio sempre sul palazzo di via Napoleone III parlando di alloggi popolari nello stabile occupato da CasaPound. 

La notifica dello sgombero 
Otto mesi prima c'era stata la notifica dello sgombero rilanciata dalla sindaca come uno dei suoi  "successi" da vetrina elettorale. 

Era la scorsa estate, giugno 2020,  quando la Digos aveva consegnato la comunicazione ai rappresentanti del movimento. Sequestro preventivo disposto dalla Procura con l'ipotesi di reato per occupazione abusiva. E indagati i due portavoce nazionali della formazione, Simone Di Stefano e Gianluca Iannone. 

No istigazione al razzismo
Allora  era stata accolta l'istanza relativa all'occupazione abusiva ma non quella di istigazione al razzismo.  «Il pm al fine di ricostruire la condotta di partecipazione al reato associativo - si legge nel decreto di sequestro preventivo - richiama numerose vicende verificatesi nel corso degli anni, in tutto il territorio nazionale, in cui si sono verificati momenti di tensione e scontri tra estremisti di opposte fazioni politiche con condotte di per sé biasimevoli, configuranti i delitti di rissa, rapina, lesioni, ingiuria, minacce, furto, violenza privata. Ciò detto dalle informative relative alle suddette vicende acquisita in atti non emergono elementi probatori sufficienti a ricostruire compiutamente i singoli episodi, le modalità della condotta, le modalità di identificazione dei soggetti coinvolti e le modalità di attribuzione agli stessi della qualità di militanti di Casapound, l’oggetto del contendere fra le diverse fazioni politiche».

Anche allora la sindaca della Città eterna aveva esultato su Facebook alla notizia dello sgombero parlando di «un momento storico, una vittoria per la città». E anche allora i tempi effettivi per lo sfratto non erano stati indicati. Doveva essere la Prefettura a mettere in pratica la  procedura e avviare gli interventi. La programmazione dello sgombero della struttura doveva essere decisa in seno al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza coordinato con la Procura. Ora il traguardo, anche se non si vede ancora, si avvicina. 

Video del giorno

Bimba di sei anni cade da una giostrina al parco di Porto Mantovano

La guida allo shopping del Gruppo Gedi