Carceri, Mattarella: “Detenzione non sia macchia indelebile”

Il presidente nel carcere minorile di Nisida: «Importante che non sia segno di emarginazione e accantonamento»

«La detenzione è come una cicatrice che nel corso del tempo scompare. L'importante è che non sia in alcun caso motivo di emarginazione, accantonamento, preclusione». Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispondendo ai ragazzi dell'Istituto penale per i minorenni di Nisida: accompagnato dal ministro della Giustizia Marta Cartabia e dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, il capo dello Stato  ha incontrato i ragazzi e le ragazze reclusie ha risposto ad alcune loro domande postegli nell’ambito del corso di “Laboratorio della politica”: a chi gli ha chiesto come mai i detenuti debbano essere etichettati a vita anche se hanno partecipato ai programma di riabilitazione, il presidente ha dichiarato che «in qualunque comunità in cui si vive insieme vi sono delle regole. Nel nostro paese queste regole sono le leggi, un tempo decise dal sovrano, adesso le decide il Parlamento eletto dai cittadini, quindi sono regole scelte dalla maggioranza dei cittadini. La violazione di queste regole - sottolinea Mattarella - crea una rottura di questo patto sociale e la collettività reagisce in maniera graduata a seconda della gravità della violazione delle regole. Vero che la detenzione rimane come traccia nel casellario giudiziario, non nei documenti, ma questo non va sopravvalutato e non può diventare in nessun caso una sorta di marchio che rimane e preclude o fa emarginare». Mattarella ha poi visitato il Rione Terra di Pozzuoli ed ha partecipato, alla Basilica di San Procolo Martire, alla presentazione del Progetto "Puteoli sacra". Accolto da don Gennaro Pagano, direttore della fondazione e cappellano del carcere minorile di Nisida, da monsignor Gennaro Pascarella, Vescovo di Pozzuoli, ha visitato il museo diocesano e ha ascoltato le testimonianze dei protagonisti del progetto. Presente anche il vescovo di Napoli don Mimmo Battaglia e vari sindaci della zona. «Ringrazio il presidente Mattarella per aver scelto di visitare un Istituto penale per minorenni e di incontrare personalmente qui i più giovani, che sono il futuro del nostro Paese», ha detto il Guardasigilli Marta Cartabia, «la sua presenza è come una mano tesa che infonde fiducia».

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