Cade da un’impalcatura nel napoletano, morto un altro operaio in nero

La tragedia avvenuta a Marano, in corso le indagini dei carabineri

Prosegue la strage infinita dei morti sul lavoro. Stavolta è toccato a un imbianchino campano di 59 anni, Antonio Vasto, caduto da un’impalcatura di 4 metri mentre tinteggiava le pareti esterne di una villetta nel parco delle Rondini, in via del Mare, a Marano in provincia di Napoli. Vasto, stamani prima delle 12, ha battuto violentemente la testa sull’asfalto e non portava il caschetto di protezione. Inoltre stava lavorando in nero, per conto di un impresario edile titolare di una ditta individuale. «Lo avevo chiamato solo per farmi dare una mano» ha dichiarato  l’uomo ai carabinieri giustificando la collaborazione come una «prestazione occasionale».

La mappa dei morti sul lavoro nel 2021
La vittima risultava senza un’occupazione regolare dal 2003 e percepiva una pensione di invalidità civile. I carabinieri stanno lavorando per chiarire esattamente sia le dinamiche del drammatico incidente sia le modalità del lavoro in nero. A dare l’allarme è stato proprio l’impresario edile che però stava lavorando sull’altro angolo della casa e quindi non ha visto nulla. «Ho sentito un rumore, un tonfo e mi sono preoccupato» ha spiegato ai militari dell’Arma.

Antonio Vasto, che lascia un figlio trentenne, è la terza vittima nelle ultime due settimane nel Napoletano. I primi giorni di settembre ha perso la vita Francesco Martino, 34 anni, di Mugnano, rimasto schiacciato da una balestra in un cantiere di Pomigliano d’Arco. Pochi giorni fa è, invece, morto Luigi Mancuso nel cantiere della Metropolitana 1 di Napoli.
I numeri, del resto, fanno paura in tutta Italia.  Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail tra gennaio e giugno sono state 266.804 (+8,9% rispetto allo stesso periodo del 2020), 538 delle quali con esito mortale (-5,6%). Ma sul calo delle vittime occorre una precisazione. Il confronto tra il 2020 e il 2021, «richiede però cautela - sottolinea l'Istituto - in quanto i dati delle denunce mortali degli open data mensili, più di quelli delle denunce in complesso, sono provvisori e influenzati fortemente dalla pandemia da Covid-19, con il risultato di non conteggiare un rilevante numero di “tardive” denunce mortali da contagio, in particolare relative al mese di marzo 2020».

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