Aereo precipitato nel Milanese, l’ipotesi dello stallo del motore. Le ultime parole del pilota: “Devio leggermente”. Poi il dramma

L’esame della scatola nera del velivolo precipitato confermerebbe una manovra non prevista dopo il decollo da Linate

MILANO. Potrebbe essere stato lo stallo del motore la causa dell'incidente aereo di ieri alle porte di Milano in cui sono morte otto persone, tra cui un bimbo di nemmeno due anni. C'è anche questa tra le ipotesi della Procura di Milano che sta indagando per ricostruire la tragedia ed eventualmente accertare le responsabilità. L'indagine per disastro colposo è alle prime battute. Così stamane i pm Mauro Clerici e Paolo Filippini, che coordinano l'inchiesta con il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, dopo un sopralluogo ai piedi dell'edificio dove si è schiantato il jet privato pilotato dal magnate romeno Dan Petrescu, hanno disposto una serie di acquisizioni: dai registri di volo al piano di manutenzione annuale dell'aereo costruito in Svizzera e con motore canadese, fino alle registrazioni delle comunicazioni con la sala radar.

Comunicazioni nel corso delle quali il pilota ha segnalato solo il cambio di rotta, senza riuscire a dare spiegazioni del motivo. Infatti, circa tre minuti dopo il decollo da Linate (è avvenuto alle 13.04), l'aereo, diretto a Olbia, quando era ad un'altezza di circa 3500-4000 piedi, ha cominciato a virare verso destra e non, come avrebbe dovuto, a sud, verso Piacenza, come emerso dai tracciati del Centro di controllo radar di Linate, che si occupa del traffico nei cieli del nord-ovest Italia. .

La sala radar, accortasi dell'anomalia, ha contattato immediatamente il Pilatus: Dan Petrescu ha risposto spiegando che stava effettuando una "deviazione", pare abbia detto qualcosa come "little deviation", e successivamente ha chiesto anche quello che in gergo tecnico si chiama un "vettore", ossia spazio e coordinate probabilmente per rientrare all'aeroporto, ma senza segnalare emergenze per avaria, maltempo o incendio. Subito dagli uomini radar è arrivata la rotta in risposta alla richiesta: "prua 130". Poi, il silenzio e in meno di un minuto - tra i 30 e i 60 secondi - del Pilatus non c'era più traccia sul monitor.

A raccontare gli ultimi attimi drammatici sono poi le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona già al vaglio degli investigatori: da una prima analisi si vede il piccolo velivolo precipitare ad altissima velocità (per questo è sparito dal radar) con il muso a 90 gradi e disintegrarsi nei presi della palazzina a due piani, ma niente fiamme prima del "violentissimo impatto" seguito da una esplosione. Ora la polizia scientifica dovrà esaminare singoli fotogrammi che compongono quei pochi secondi di video, ma intanto la dinamica che viene a galla, secondo un ingegnere aeronautico che si sta occupando della tragedia, fa pensare a uno stallo del motore. Al momento comunque non si può escludere un malore del pilota o un errore umano.

Mentre oggi i vigili del fuoco, con polizia, polizia locale, squadra di pg della Procura, tecnici dell'Aeronautica Enav e Protezione Civile, hanno proseguito i rilievi, la messa in sicurezza dell'area e il "triste lavoro", sono le parole di un investigatore, della ricomposizione dei corpi. Per l'identificazione ufficiale sarà necessario l'esame del Dna che verrà comparato con quello dei parenti delle vittime: per accoglierli è stata allestita un'area apposita a Linate. Alle indagini collaborerà anche l'Ansv, l'Agenzia Nazionale Sicurezza Volo, che parteciperà, per esempio, all'analisi della scatola nera per la quale sarà necessario uno specifico software di decriptazione dei dati.

L'ente, inoltre, in base ai protocolli operativi, potrà acquisire, senza l'obbligo di dover ricorrere a rogatorie dell'autorità giudiziaria, informazioni e dati dalla società svizzera che ha prodotto l'aereo e da quella canadese che ha realizzato il motore, oltre che documenti in Romania relativi alla proprietà dell'aereo e alla manutenzione. Altro capitolo quest'ultimo su cui la magistratura farà accurati approfondimenti, dato che il Pilatus Pc-12, atterrato nello scalo milanese lo scorso 30 settembre, durante la sosta non sarebbe stato sottoposto ad alcun intervento manutentivo né avrebbe fatto rifornimento di carburante.

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