Locatelli: “Per i vaccinati con J&J possibile seconda dose Pfizer o Moderna”

La somministrazione è efficace anche a più di due mesi dalla prima e «un vaccino Rna messaggero ha una risposta immunologica anche migliore»

Chi ha ricevuto una somministrazione del vaccino Johnson&Johnson potrebbe ricevere un’altra dose con Pfizer o Moderna. Lo ha dichiarato a «Che Tempo Che Fa» Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore Comitato Tecnico Scientifico, parlando di un processo di revisione da parte della Fda, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, cui seguirà probabilmente una discussione dell’Ema. 

«Il vaccino J&J è uno dei vaccini vettore adenovirale – come quello di Astrazeneca – monodose. – ha detto in diretta Locatelli – È di queste ore la notizia che è in corso un processo di revisione da parte di Fda e successivamente ci sarà certamente anche di Ema». Nel caso in cui arrivassero indicazioni sulla somministrazione di una seconda dose per chi ha ricevuto Johson&Johnson «un vaccino Rna messaggero avrebbe anche il vantaggio di genere una risposta immunologica anche migliore». Si parla, quindi, di Pfitzer o Moderna, la cui somministrazione «Anche dopo oltre 2 mesi non inficia l'efficacia». 

Riguardo alla terza dose, attualmente disponibile per gli over 60, non ha escluso la possibilità che «arriveremo più in là nel tempo a considerarla anche per i più giovani, però in questo momento le evidenze non ci sono».

«Faccio un appello a vaccinarsi» ha detto poi il presidente del Cts: «è vero che siamo all '86% di persone coperte con almeno una dose e con l'82% con due dosi e nella fascia sopra i 70 anni andiamo addirittura sopra il 90%, però le persone che mancano devono imparare a volersi bene. Perché vaccinarsi vuol dire volersi bene e soprattutto volere bene anche agli altri».

Sulla possibilità di stabilire l’obbligo vaccinale ha poi dichiarato che «Si è partiti con una strategia di convincimento e di persuasione» sul fronte della campagna vaccinale, «che ha fatto largamente breccia e ha permeato la coscienza di tanti cittadini.» Tuttavia, «Qualora ve ne fossero le indicazioni e si ponessero gli estremi, si potrebbe arrivare anche a considerare l'obbligo vaccinale». 

Locatelli ha poi rassicurato sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini anche per i più piccoli, ricordando che «il giorno in cui Pfizer ha dato notizia dell'efficacia del 91%, la Fda ha chiaramente detto che i benefici derivanti dall'immunizzazione superano di gran lunga qualsiasi potenziale rischio. E ricordiamo che nella fascia 5-11 anni si è impiegata un terzo della dose di quella che abbiamo ricevuto noi».

Ritornando sulla questione della donazione di vaccini ai Paesi in difficoltà, ha dichiarato che «Più ci avvicineremo al ritorno alla normalità e sempre di più penseremo che ne usciremo tutti insieme. Non possiamo non tenere conto del problema che in alcuni paesi la percentuale di vaccinati non arriva nemmeno alle due cifre: li dobbiamo aiutare. Dalla pandemia si esce con due valori: quello della conoscenza e quello della solidarietà».

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