Appello a gennaio per la “banda dello spray”: seminarono il panico al concerto di Sfera Ebbasta provocando la morte di 6 persone

In primo grado condanne dai 10 ai 12 anni. Ora l’accusa punta sull’«associazione a delinquere». La tragedia nel dicembre del 2018. I sei ragazzi spruzzarono sostanza urticante per poter compiere qualche furto tra la folla in attesa del musicista

Per la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, fissato il processo d'appello nei confronti dei sei giovani del Modenese presunti componenti della cosiddetta «banda dello spray».

Si terrà il 13 gennaio prossimo, a tre anni dall'8 dicembre 2018 quando morirono cinque adolescenti e una madre 39enne, in Corte d'assise d'Appello di Ancona il processo di secondo grado chiesto sia da accusa sia da difesa. La Procura sollecita il riconoscimento dell'accusa di associazione a delinquere, 'caduta' in primo grado; le difese sostengono l'estraneità ai fatti dei loro assistiti.

I sei imputati torneranno davanti ai giudici, dopo le condanne in primo grado inflitte dalla Gup Paola Moscaroli, il 30 luglio 2020, con rito abbreviato: sei condanne per pene comprese tra i 10 e i 12 anni e quattro mesi di carcere per i ventenni che entrarono in azione nella discoteca per commettere furti con strappo ai danni di ragazzi che attendevano l'esibizione in dj set di Sfera Ebbasta, utilizzando spray al peperoncino: cinque adolescenti e una madre 39enne morirono nella calca, soffocati e schiacciati da chi cercava di uscire in fretta dal locale, dove si era diffusa la sostanza urticante; anche a causa del cedimento all'esterno dell'uscita di sicurezza n.3 di una balaustra arrugginita.

Omicidio preterintenzionale, rapine, furti con strappo e lesioni personali, sono i reati per cui è stata riconosciuta la responsabilità; l'accusa vorrebbe aggiungere l'associazione per delinquere.

Le pena più alta era stata irrogata a Ugo Di Puorto e Raffaele Mormone (12 anni e 4 mesi). Le altre condanne: 11 anni e 6 mesi ad Andrea Cavallari, 11 anni e 2 mesi a Moez Akari, 10 anni e 11 mesi a Souhaib Haddada e 10 anni e 5 mesi a Badr Amouiyah.

In primo grado la Procura chiese pene comprese tra 16 e 18 anni di carcere ma l'accusa associativa non venne riconosciuta.

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