Si dimette il sindaco di Messina Cateno De Luca e si candida alla presidenza della Regione

La plateale protesta al porto di Messina del sindaco Cateno De Luca

Da giorni protesta contro il Super Green Pass sullo Stretto e ha annunciato la sua intenzione di sfidare Musumeci: «Vieni tu a dormire in tenda al porto». E poi: «In Sicilia restiamo sotto sequestro, Speranza corregga questo errore»

Il sindaco di Messina, Cateno De Luca, con una lettera indirizzata al segretario generale e al presidente del consiglio comunale, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di primo cittadino della Città di Messina: «Vado avanti con l'obiettivo dichiarato di candidarmi alle prossime elezioni regionali per la presidenza della Regione e diventare il “sindaco di Sicilia”». Le dimissioni saranno definitive fra venti giorni, mentre «le motivazioni saranno rese note prima dell'efficacia definitiva della presente e dunque, non oltre il prossimo 6 febbraio».

Già da tempo De Luca ha anticipato la sua intenzione di contrapporsi all'uscente presidente della Regione, Nello Musumeci. La nota di dimissioni è stata firmata da Rada San Francesco, dove De Luca sta proseguendo la sua protesta pacifica del blocco dello Stretto di Messina, avviata ieri, per manifestare il proprio dissenso contro la norma che prevede l'obbligo del Green Pass rafforzato per l'attraversamento dello Stretto. 

In una diretta Facebook, questa mattina, non ha comunque abbandonato la battaglia: «Il presidente della Regione ha mandato ieri sera una nuova nota al ministro Speranza minacciando azioni eclatanti se entro stasera non si sblocca la situazione sulla Stretto. Ha fatto bene anche se in ritardo. Verrà qui a dormire con me?».

La sua è una protesta «pacifica», spiega, senza nessun blocco per evitare che «le azioni eclatanti possano oscurare le nostre ragioni». Anche se, ha avvertito, in mancanza di risposte da Roma «siamo pronti ad alzare il livello della protesta». Nel mirino c’è anche Musumeci: «Nello, noi un'altra tenda la procuriamo subito, non pretendo certo che tu dorma con me. Anzi, ti cedo il posto, questo posto compete a te: tu sei il presidente della Regione e io il sindaco di Messina pur se dimissionario. Tocca a te prendere queste posizioni a cospetto dello Stato che sta cancellando la nostra autonomia e relegando nel dimenticatoio il sangue versato per arrivare al nostro Statuto speciale». E a proposito del faccia a faccia previsto a Catania tra il governatore e il presidente dell'assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, De Luca aggiunge: «Si vedono per definire le loro faide interne, certamente non per venire da noi a prendere una posizione ufficiale e protestare insieme. Sarebbe bello perché quando si tratta di prerogative del popolo siciliano non ci sono colori politici».

E poi: «Mi hanno appena informato che il sindaco facente funzione della città metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, verrà a trovarci perché il problema che abbiamo sollevato vale anche per i calabresi che hanno la necessità di venire in Sicilia per questioni lavorative: il famoso pendolarismo sconosciuto a Roma».

La denuncia di De Luca resta forte:  «Noi restiamo in attesa di avere notizie da Roma - aggiunge il sindaco -, che il ministro Speranza con un colpo di penna corregga una stortura normativa. Qualche parlamentare messinese è riuscito a parlare con lui ma pare avrebbe detto che non se ne parla. Hanno fatto una stronz... legislativa e per pura presunzione non vogliono correggerla. Mi auguro non sia così. Intanto, noi restiamo sotto sequestro di Stato».

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