Femminicidi, emergenza senza fine: ma la legge è ferma in Parlamento

Aumentano ancora, 125 in un anno: una vittima ogni tre giorni

Pare un trend inarrestabile, un viaggio nell’orrore: il numero dei femminicidi in Italia continua ad aumentare. Secondo l’ultimissima rilevazione del ministero dell’Interno, quest’anno se ne contano ben 125, +15,7% rispetto all’anno precedente, quando erano stati 108, ma c’è da dire che era stato un anno tutto particolare perché segnato dalle restrizioni per la pandemia. Ormai c’è un femminicidio ogni 3 giorni.

Impressiona la percentuale crescente dei femminicidi, pari al 39,2% di tutti gli omicidi volontari registrati in dodici mesi nel nostro Paese (319). Un tempo non era così. E se in generale il numero degli omicidi in venti anni è diminuito di quattro volte, quello con vittime femminili è costante se non in lenta crescita. «Il diverso andamento degli omicidi di uomini e donne - segnala l’Istat, che tiene sotto controllo anche questa particolarissima statistica - ha dunque radicalmente modificato il rapporto tra i sessi. Per i maschi, sebbene l’incidenza degli omicidi si mantenga tuttora sempre nettamente maggiore rispetto alle femmine, i progressi sono stati molto visibili».

L’omicidio di una donna, in genere per mano di un partner o di un ex, è una costante della nostra cronaca nera. Sono storie che tendono ad assomigliarsi tutte. C’è sempre un uomo, che sia un marito o un compagno, che non si rassegna alla fine di una relazione e reagisce con un crescendo di violenze, fisiche e psicologiche, fino all’esito fatale. E sono generalmente delitti di cui si scopre subito il colpevole, o perché l’assassino si suicida o perché si consegna alle forze di polizia.

Il fenomeno è sempre più forte. Nulla pare sradicarlo. Anche le leggi introdotte nell’ultima legislatura, conosciute come Codice Rosso, e che portano la firma di Giulia Bongiorno e Alfonso Bonafede, non hanno invertito la tendenza. Evidentemente serve qualcosa di più. E il governo Draghi aveva riconosciuto la necessità di rivedere alcune norme. Ci fu una conferenza stampa particolarmente eclatante, nel novembre scorso, con quattro ministre su un palco ad annunciare novità, ma in Parlamento, complice il rinnovo del Quirinale e lo scoppio della guerra, non se ne è fatto nulla. Ora è il cruccio di una ministra come Elena Bonetti (Famiglia), prossima candidata renziana: «Con le ministre Cartabia e Lamorgese - dice - avevo presentato un disegno di legge, a cui hanno lavorato anche le ministre Gelmini e Carfagna, per dare alle forze dell’ordine e ai magistrati strumenti più efficaci per difendere le donne. La fine anticipata della legislatura ne ha interrotto il percorso».

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