La variante Delta affonda le Borse. Piazza Affari cede il 3,3% e chiude la peggiore seduta in nove mesi

Pesano anche il calo del petrolio e l’andamento dell’inflazione, che potrebbe spingere le banche centrali a intervenire sui tassi

Le Borse europee crollano sotto il peso dei timori sui nuovi contagi, a loro volta legati alla diffusione della variante Delta del Covid-19. E il listino azionario milanese non sfugge alle vendite, chiudendo la giornata con un crollo giornaliero come non se ne vedevano da nove mesi: il Ftse Mib ha ceduto il 3,34% a 23.965 punti. Francoforte è invece arretrata del 2,69%, Londra del 2,32% e Parigi del 2,54 per cento.

A rendere nervosi i mercati anche il nuovo tonfo del petrolio, con il Brent europeo che nel tardo pomeriggio risultava in calo del 5,41% a 69,61 dollari a Londra, mentre il Wti statunitense per le consegne di di agosto era in discesa del 6,06% a 67,46 dollari a New York. A pesare, in questo caso, è stato il via libera dell'Opec+, non senza tensioni, a un graduale aumento della produzione, nonostante i dubbi sulla tenuta della domanda globale di energia.

Non bastasse, a complicare il quadro per i mercati, sono le incertezze sulle mosse delle banche centrali e soprattutto della Fed statunitense, alla luce del rialzo sopra le attese dell'inflazione, che qualcuno comincia a ritenere possa non essere così transitorio come le autorità di politica monetaria pensano.

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