Il pesce conservato vale 2 miliardi

Ancit-Confindustria compie 60 anni e in un decennio raddoppia l’export di tonno in scatola. Trend positivo anche per gli altri prodotti

La Confindustria federa tantissime associazioni che la maggior parte del pubblico non sente mai nominare; citiamo allora l’Ancit (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare) che ha appena compiuto 60 anni. Si tratta di un settore importante del Made in Italy, meno appariscente di salumi, formaggi e vino, ma ricco di prodotti tipici: tonno, sgombri, sardine, acciughe e salmone in scatola nostrani godono di reputazione anche all’estero. Il mercato italiano delle conserve ittiche ha superato i 2 miliardi di euro nel 2020.

In particolare, il tonno in scatola viene consumato da tutti gli italiani (il 99%) e il 36% lo consuma 2-3 volte a settimana; questo singolo prodotto nel 2020 ha avuto in Italia un valore di mercato di oltre 1,40 miliardi di euro, con una produzione nazionale di 80.300 tonnellate e un consumo di 160.000 (circa 2,67 kg pro-capite).

Fonti di Ancit osservano che «se compariamo i dati con quelli del 2011, il valore di mercato nazionale del tonno in scatola è aumentato del 31,3%, la produzione italiana del 18%, il consumo pro-capite del 17,4% e le importazioni del 12,5%. Dati che confermano l'Italia come uno dei più importanti mercati al mondo per il consumo di questo alimento e come secondo produttore europeo dopo la Spagna».

Il resto del comparto conserviero (acciughe, sgombri, salmone in scatola, sardine) ha fatturato nel 2020 circa 405 milioni; se a questo e al tonno si aggiungono le specialità e il salmone affumicato il valore totale del settore conserviero ittico supera i 2 miliardi di euro cui accennavamo sopra.

Ma è il dato delle esportazioni italiane di tonno in scatola che fa registrare la maggiori performance, sottolinea Ancit: «Negli ultimi 10 anni, i quantitativi di tonno in scatola spediti all'estero sono più che raddoppiati (+122%), raggiungendo un totale di 30.500 tonnellate per un valore di oltre 200 milioni di euro». Le esportazioni, spiega ancora l'associazione, riguardano principalmente i Paesi UE (Germania, Grecia, Repubblica Ceca, Slovenia) ma anche i Paesi terzi, in primis Canada, beneficiario dell'Accordo CETA, Arabia Saudita ed Emirati Arabi, ma anche Israele. Il trend positivo è confermato anche dall'accelerazione nel semestre gennaio-giugno 2021 (+13,5% in quantità) rispetto allo stesso periodo del 2020, che qualora confermato nella seconda parte dell’anno porterebbe l’export a 35.000 tonnellate con un incremento del valore del 10% (Fonte: elaborazioni Ancit su dati Istat). Questi numerim sottolinea l'associazione, «premiano un saper fare tutto Made in Italy».

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