No alla finale di Champions a Istanbul per protestare contro l’attacco turco ai curdi? Ecco come avete risposto

L’appello su internet è diventato virale in pochi giorni tanto da arruolare anche il ministro dello Sport e della Gioventù, Vincenzo Spadafora: chiedere alla Uefa di revocare la finalissima di Champions a Istanbul, il 30 maggio prossimo, in segno di protesta contro l’attacco militare del governo di Ankara contro i curdi. Mentre l’Europa ancora non ha deciso come reagire (vietare la vendita di armi alla Turchia oppure applicare sanzioni economiche contro la Turchia?) è il mondo del pallone a essersi mosso per primo.

Organizzazioni no profit e partiti hanno sottoscritto l’appello, anche solo per dare un segnale forrte alla comunità internazionale, ma dall’Uefa è arrivata la frenata: revocare la finale è ancora prematuro, anche se lo sport non può stare a guardare.

Più netta la scelta dei lettori de La Stampa a cui ieri abbiamo chiesto cosa farebbero se fossero la Uefa. In 22 ore hanno votato 11mila persone. Non si tratta di un sondaggio, chi ha votato non è un campione rappresentativo della società italiana, ma è comunque indicativa la netta prevalenza dei favorevoli. Il 90% delle persone si è infatti detta d’accordo sulla revoca della finale. Solo il 10%, invece, ha detto che non arriverebbe a un gesto del genere oppure non è d’accordo con la condanna delle azioni di Erdogan.

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