Usa-Russia, prove di dialogo. Putin: “Incontro costruttivo, c’è l’accordo per il ritorno degli ambasciatori”. Biden: “Servono relazioni stabili, nessuno vuole una Guerra Fredda”

Su diritti umani e cybersicurezza Biden attacca: «Non cederemo». Putin sull’Ucraina: «Vogliamo aiutare ad agevolare gli accordi di Minsk»

Quando Joe Biden arriva a Villa La Grande a Ginevra, il presidente russo Vladimir Putin lo ha preceduto appena di qualche minuto. Sono da poco trascorse le 13.30 e a salutare i due capi di Stato che hanno scelto la Svizzera per incontrarsi è proprio il presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin. Poi nella biblioteca della villa, la pria stretta di mano. Joe Biden appare rilassato, forse lo  anche, certamente è meno contrito (così appare) rispetto all’omologo presidente Putin. A rompere il ghiaccio, «penso che sia sempre meglio incontrarsi faccia a faccia»: è per primo il presidente americano, Joe Biden,  che ha avviato l'incontro con il presidente russo Vladimir Putin a Ginevra. «Spero che il nostro incontro sia produttivo», ha risposto il leader russo. Il breve scambio di battute ha avuto luogo nella biblioteca al primo piano di Villa La Grange, di fronte alle telecamere, nel primo atteso faccia a faccia tra i due leader. I due si riuniranno inizialmente con i rispettivi capi delle diplomazie, Antony Blinken, e Serghey Lavrov, insieme ovviamente ai traduttori. I due leader siedono dietro le rispettive bandiere, Biden con le gambe accavallate, a differenza di Putin (che non ha questa abitudine). I due sono divisi da un vecchio mappamondo che appare assumere un significato simbolico in questo vertice in cui si discutono tanti dossier decisivi per il futuro del pianeta. La sede del vertice una biblioteca che contiene una ricca collezione libraria, con anche volumi antichi. 

La quadra è tutta da trovare. I temi sul tavolo dei negoziati a Ginevra sono tanti. Tra le poche parole di convenevoli prima del vertice Biden-Putin, non è passato inosservato il riferimento "paritario" del presidente americano a Usa e Russia come «due grandi potenze», dopo che Barack Obama aveva liquidato Mosca come una potenza regionale. «Stiamo tentando di determinare se abbiamo interessi reciproci, dove possiamo cooperare, e, dove non è possibile, stabilire un modo prevedibile e razionale in cui non essere d'accordo, noi due grandi potenze», ha detto il commander in chief. Parole che devono aver lusingato Putin, alla ricerca di rispetto e riconoscimento per la Russia nell'arena internazionale. Alla vigilia del summit Biden, dopo aver definito tre mesi fa lo zar un "killer", lo aveva promosso come un «avversario di valore, tosto e brillante»: pre-tattica di un summit alla ricerca del disgelo.

Alle 17 e trenta si conclude il faccia a faccia. Biden lascia Villa La Grange (e seguirà in hotel la conferenza stampa di Putin): nel totale i due capi di Stato hanno parlato per 93 minuti nella prima parte  e un’oretta nella seconda. Al termine dell’incontro Joe Biden mostra il pollice alzato ai giornalisti. È il segnale che le cose siano andate meglio rispetto alle previsioni. E così, ad indicare le impressioni del primo faccia a faccia è il Presidente russo: «L’incontro è stato costruttivo, nessuna ostilità. Penso che entrambe le parti si siano dimostrate disposti a capirsi e a trovare il modo di avvicinare le nostre posizioni». Tant’è, sottolinea, che «è stato raggiunto un accordo per il ritorno degli ambasciatori». «Noi – dice Putin – vogliamo aiutare, ad agevolare accordi di Minsk se l'Ucraina è disposta a farlo, lo faremo anche noi». Del resto, sottolinea il numero uno del Cremlino, «Biden è un politico di grande esperienza. Abbiamo avuto un incontro di quasi due ore. Non è una cosa che fai in modo così dettagliato con molti politici... Il suo predecessore aveva una visione diversa. Questo ha deciso di agire in modo diverso e la sua risposta è stata diversa da quella di Trump».

Il rapporto tra Stati Uniti e Russia sia «Certo e prevedibile, c'è una genuina prospettiva di migliorare significativamente le relazioni». Lo ha dichiarato il presidente Usa, Joe Biden, nella sua conferenza stampa dopo il vertice con il presidente russo, Vladimir Putin. «Ho detto al presidente Putin che la mia agenda non è contro la Russia o contro qualcun altro, è per il popolo americano» ha aggiunto. Anzi: «Abbiamo deciso di lavorare insieme per impedire che l'Iran ottenga armi nucleari». Poi ha sollevato preoccupazioni riguardo il leader dell'opposizione Alexei Navanly, tenuto in carcere in condizioni precarie di salute. Rispondendo alla domanda di un reporter, che ha ricordato come Putin non avesse garantito sulla salute di Navalny, Biden ha commentato: «Gli ho detto chiaramente che le conseguenze sarebbero devastanti per la Russia». Non solo: «Se Putin vuole che le società americane investano in Russia, dovrebbe rilasciare i detenuti americani». Ma, a margine di tutto il discorso, la certezza è una sola: «Un'altra Guerra Fredda non sarebbe nell'interesse di nessuno». La conferenza stampa è finita intorno alle 20, Biden e Putin hanno lasciato Villa la Grange dopo la conclusione del vertice con Joe Biden e la conferenza stampa che ha tenuto con giornalisti russi e americani

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