Guerra Russia-Ucraina, Mosca ha preso il controllo dell’acciaieria Azovstal. Gettati in fosse comuni i corpi sotto le macerie del teatro di Mariupol. Gli Usa manterranno 100 mila soldati in Europa

Membri delle forze armate ucraine nell'acciaieria di Azovstal

Berlino dice no al debito condiviso per ricostruire l’Ucraina. Putin: vietato usare prodotti e tecnologie straniere. Mosca blocca il gas alla Finlandia. Missile sulla Casa della cultura di Lozova: 7 vittime tra cui un bambino

Ottantaseiesimo giorno di guerra in Ucraina. Le forze russe assaltano le linee difensive ucraine lungo le varie direttrici dell’offensiva nel Donbass e uccidono 5 civili nell’oblast di Donetsk. Il presidente ucraino Zelensky parla dell’inferno da Severodonetsk a Chernihiv, da Desna a Odessa. In serata dall’acciaieria Azovstal esce anche il comandante Volyn e Mosca annuncia: «Ora è completamente liberata».


Intanto, il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov e quello americano Mark Milley hanno discusso in una conversazione telefonica «su iniziativa della parte americana» di «questioni di reciproco interesse, compresa la situazione in Ucraina».

La Russia è pronta a riprendere i colloqui con l’Ucraina quando Kiev si dichiarerà pronta a farlo, ha detto il viceministro degli Esteri Rudenko. Immediata la replica di Kiev: «Non offriteci un cessate il fuoco, questo è impossibile senza il ritiro totale delle truppe russe».

Dal punto di vista energetico, infine, si cerca un accordo in Europa sugli stock comuni di gas. Il premier Mario Draghi rilancia il negoziato, ma sulle armi all’Ucraina e sulle polemiche interne ai partiti, tira dritto: «Si decide con l’Unione europea».

Il racconto – La vita in Russia al tempo delle sanzioni
Il puntoMargelletti: “Chi dice stop alle armi ammetta che ciò significa consegnare il Paese” 
Lo scenario – Italia in campo per la tregua
La cronaca – Così Usa e Russia ritentano i negoziati
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23.01 – Moody's taglia rating debito ucraino, outlook negativo
L'Agenzia Moody's ha tagliato il rating del debito dell'Ucraina rivedendo al ribasso l'outlook al negativo.

22.12 – Zelensky propone meccanismo confisca beni russi
Il presidente ucraino, Volodymr Zelensky, ha proposto di creare un fondo speciale per risarcire tutti gli ucraini che hanno subito l'aggressione russa: ha suggerito ai Paesi alleati di firmare un accordo multilaterale per il trasferimento dei fondi e dei beni russi sequestrati nei vari Paesi per la ricostruzione dell'Ucraina. Lo ha detto nel suo discorso serale, riferisce l'agenzia Unian. «Offriamo ai Paesi partner di firmare un accordo multilaterale e creare un meccanismo attraverso il quale tutti coloro che hanno subito le azioni della Russia potranno ricevere un risarcimento». In particolare, a suo giudizio, «i fondi russi e le proprietà sotto la giurisdizione dei Paesi partner dovrebbero essere sequestrati o congelati, quindi confiscati e inviati a un fondo dal quale tutte le vittime dell'aggressione russa potranno ricevere un congruo compenso».

22.03 – Telefonata Harris-Macron: “Sostenere Kiev”
«Il sostegno al popolo ucraino di fronte all'invasione russa ingiustificata e non provocata» e «le sfide alimentari e globali di sicurezza provocate dal conflitto» sono state al centro di una telefonata fra la vicepresidente americana Kamala Harris e il presidente francese Emmanuel Macron. Lo riferisce un comunicato della vicepresidenza degli Stati Uniti. Harris, si legge, ha «ribadito il forte sostegno per la stretta alleanza fra Stati Uniti e Francia e si è congratulata con il presidente per la sua recente rielezione». I due leader hanno parlato anche «dell'importanza di combattere l'epidemia di odio, violenza e razzismo nei due paesi e nel mondo» in seguito «all'orribile sparatoria di massa a Buffalo».

22.00 – Capo battaglione Azov portato via in veicolo blindato
Il comandante del battaglione Azov è stato portato fuori dalle acciaierie di Azovstal in uno speciale veicolo blindato: lo ha reso noto il portavoce del ministero della Difesa russo, secondo l'agenzia Tass. Il generale Igor Konashenkov ha spiegato che la misura è stata presa «per escludere rappresaglie da parte dei residenti locali», per proteggerlo «dall'odio dei residenti di Mariupol e del desiderio dei cittadini di punirlo per le numerose atrocità» commesse.

22.00 – Khodorkovsky e Kasparov in lista agenti stranieri. Sono l'ex oligarca e campione mondiale di scacchi
Il ministero della Giustizia russo ha iscritto l'ex oligarca russo dissidente Mikhail Khodorkovsky e il campione mondiale di scacchi Garry Kasparov nel registro dei singoli agenti stranieri. Lo riporta l'agenzia russa Interfax. L'elenco aggiornato è apparso oggi sul sito web del ministero. I «due uomini erano impegnati in attività politiche finanziate dall'Ucraina e dagli Stati Uniti», ha precisato il ministero.

21.59 – Kiev: “Identificato ufficiale russo accusato di atrocità”. Per procura avrebbe ordinato di uccidere civili vicino a Bucha
La procura ucraina ha identificato un nuovo ufficiale russo accusato di presunte atrocità nell'oblast di Kiev. Lo riporta il Kyiv Independent. Secondo la procuratrice generale ucraina Iryna Venediktova, Vasyl Lytvynenko, 30 anni, comandante della 64a brigata separata di fucilieri motorizzati, avrebbe ordinato ai suoi soldati di uccidere dei civili nel villaggio di Lypivka a 40 chilometri a ovest di Bucha.

21.55 – Zelensky: “Morti molti piloti per aiutare Azovstal”
Molti piloti ucraini sono morti cercando di sfondare ad Azovstal: lo ha reso noto il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyi raccontando per la prima volta come i piloti ucraini abbiano cercato di volare fino ad Azovstal per aiutare le centinaia di persone, civili e militari, rimasti intrappolati per settimane nei sotterranei delle acciaierie di Mariupol. Zelensky – riferisce l'agenzia Unian – ha riferito che le forze armate ucraine hanno subito perdite significative perché non è stato possibile organizzare un corridoio aereo con l'impianto Azovstal a Mariupol, a causa dell'imponete forza aerea russa. «Un gran numero di persone e' morto, i nostri piloti. Perché? Perché non c'erano corridoi aerei per Azovstal a causa della loro potente difesa aerea». Zelensky ne ha parlato in un'intervista in occasione del terzo anniversario del suo insediamento alla presidenza. «Sfortunatamente sono morte anche persone assolutamente eroiche che sapevano cosa era difficile, sapevano che era quasi impossibile volare: volare ad Azovstal e portare loro medicine, cibo, acqua, cibo da portare via i cadaveri».

21.49 – Mosca pubblica video della resa finale ad Azovstal
Il ministero della Difesa russo ha pubblicato il filmato dell'uscita degli ultimi militanti del battaglione Azov dalle acciaierie Azovstal a Mariupol. Il filmato mostra militari russi che ispezionano gli effetti personali degli ucraini che si arrendono e che controllano i loro tatuaggi.

21.42 – Usa manterranno 100mila militari in Europa
Gli Stati Uniti manterranno per il prossimo futuro 100mila militari in Europa, a meno che la Russia non dia vita a un’escalation minacciosa nei confronti di Finlandia, Svezia o altri membri della Nato. Lo riporta la Cnn, citando fonti dell'amministrazione. Il numero dei militari Usa potrebbe aumentare temporaneamente, hanno spiegato le fonti, se la Nato dovesse condurre un numero maggiore di esercitazioni nella regione e se il contesto della sicurezza dovesse mutare. I piani fanno seguito al vertice di ieri dei capi militari della Nato a Bruxelles. Gli Stati Uniti hanno portato la propria presenza in Europa dai circa 60mila militari presenti prima dell'invasione russa dell'Ucraina ai circa 100mila attuali.

21.40 – Kiev: “Uccisi 80 soldati russi e distrutto deposito munizioni”
L'esercito ucraino ha ucciso 80 soldati russi e distrutto un deposito di munizioni nemico nell'area sotto la responsabilità del Gruppo tattico e operativo est. Lo scrive lo stesso gruppo in un post su Facebook, rilanciato da Ukrinform. A quanto si legge, sono stati distrutti anche un tank, due veicoli da combattimento di fanteria (Ifv), due veicoli cingolati per il trasporto truppe Mt-Lb, un sistema d'artiglieria, un mortaio, quattro torri d'artiglieria e un drone.

21.26 – Berlusconi: “Invio armi doveroso, linea FI non è cambiata”
«La posizione del presidente Berlusconi e di Forza Italia non è cambiata ed è perfettamente in linea con quella del Ppe, dell'Europa e dell'Alleanza atlantica. Nessuno in Occidente – neppure gli stessi ucraini – ha immaginato che la guerra per difendere l'Ucraina dovesse diventare una guerra di aggressione alla Russia. In questo quadro l'invio di armi come strumento difensivo a Kiev è doveroso, l'enfasi propagandistica come ogni atteggiamento provocatorio non fa altro che allontanare la conclusione di questo conflitto». «Occorrono equilibrio e fermezza e riservatezza: solo così si potrà ottenere dai russi una soluzione diplomatica accettabile». Così in una nota del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.

21.18 – Kuleba, speriamo nella visita del Papa a Kiev Ministro: “Contiamo su S.Sede per liberazione dei deportati"
«Ho accolto il Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede mons. Paul R. Gallagher». Lo dice il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba in un tweet esprimendo apprezzamento per il fatto che l'arcivescovo abbia visitato la periferia di Kiev, «dove le persone hanno subito orribili atrocità russe. L'Ucraina è grata a Sua Santità Papa Francesco per le sue preghiere e spera nella sua visita apostolica». «Noi contiamo sulla partecipazione attiva della Santa Sede alla liberazione dei cittadini ucraini deportati dalla Russia e detenuti sul territorio russo», aggiunge Kuleba citato in un tweet dell'Ambasciata ucraina presso la Santa Sede.

21.12 – Pentagono: “Armi laser? Nessuna indicazione di impiego da parte dei russi
«Non abbiamo alcuna indicazione dell'uso di laser, almeno di armi laser, in Ucraina. Nulla che lo confermi». Lo ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby, dopo che Mosca ha annunciato di aver sviluppato una potente arma laser in grado di incenerire i droni a 5 km di distanza. Lo sviluppo di quest'arma, di cui non sono state diffuse immagini, è stato annunciato lo scorso 18 maggio dal vice premier Yuri Borisov secondo il quale «i primi prototipi sono già in uso».

20.10 – Mosca: “Preso il controllo di Azovstal”
La Russia ha annunciato di aver preso il controllo dell'acciaieria Azovstal a Mariupol. Lo riferisce il Guardian.

21.08 – Mosca, ad Azovstal arresi ultimo gruppo 521 uomini
Sono oltre 500 gli ucraini che erano nascosti nelle acciaierie di Azovstal, a Mariupol, e che si sono arresi quest’oggi: almeno a sentire il portavoce del ministero della Difesa, a Mosca. «Oggi si è arreso l'ultimo gruppo di 531 militanti», ha detto annunciando la conclusione dell'operazione nelle acciaierie.

21.04 – Mosca: “Conclusa operazione Azovstal, Mariupol libera”
Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha annunciato al presidente russo Vladimir Putin del completamento dell'operazione e della completa liberazione delle acciaierie di Azovstal e di Mariupol. Lo riferiscono le agenzie russe. L'esercito russo ha annunciato di aver «liberato completamente» l'acciaieria, dopo la resa degli ultimi soldati ucraini presenti sul posto. «Dal 16 maggio, si sono arresi 2.439 nazisti del battaglione Azov e militari ucraini che erano bloccati nella fabbrica. Oggi, 20 maggio, si è arreso l'ultimo gruppo di 531 combattenti», ha riferito il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov.

20.53 – Mons.Shevchuk, grazie S.Sede per azione diplomatica
«Oggi vorrei ringraziare l'arcivescovo Paul Gallagher, il segretario per i Rapporti con gli Stati, per la sua visita in Ucraina. Traducendo in un linguaggio laico, si tratta della visita del ministro degli Affari esteri della Santa Sede. La sua presenza insieme a noi è una speciale manifestazione dell'attenzione del Santo Padre verso i bisogni dell'Ucraina, un momento di ascolto e di preghiera. E siamo grati alla Santa Sede per quanto si sta facendo oggi, in particolare, nel campo diplomatico per fermare l'ingiusto aggressore russo». Lo dice il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, mons. Sviatoslav Shevchuk, in un videomessaggio diffuso oggi.

20.43 – Ambasciatrice Usa all’Onu: allarme livello 10 per crisi alimentare
La crisi alimentare globale provocata dalla guerra in Ucraina è al «livello di allarme 10». A dirlo alla Bbc è Linda Thomas-Greenfield, ambasciatrice Usa all'Onu. «Su una scala da uno a dieci, siamo probabilmente al livello 10 di allarme. Questa crisi ha esacerbato quella che era già una grave questione di insicurezza alimentare - ha affermato - la guerra in Ucraina e l’aggressione russa, il suo blocco dei porti, impedire al grano ucraino di raggiungere i mercati, ha peggiorato la situazione, l’ha resa ancora più grave e il suo impatto si sente nel mondo». Thomas-Greenfield ha poi aggiunto che, nei suoi colloqui con le parti, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha affrontato anche il problema della rimozione delle mine nel mar Nero.

20.20 – Attacco hacker: bloccati siti aeroporti italiani

Il gruppo hacker Legion (e non il collettivo russo Killnet come sembrava nei primi minuti) sarebbe il responsabile dell’ultimo attacco informatico contro siti istituzionali italiani. Killnet, come forma di ritorsione, avrebbe quindi stilato una nuova lista di obiettivi italiani da colpire, come gli indirizzi web di Milano Malpensa, aeroporto di Rimini, Milano Linate, aeroporto di Genova, aeroporto di Bergamo, Geasar, Italiatren e il sito della Difesa che stanno avendo problemi. Il sito del Ministero della Difesa avrebbe presentato problemi di connettività al server principale (in via di risoluzione). Fonti qualificate specificano però che si tratta di attacchi Ddos, «azioni dimostrative», «fastidiose», che rallentano il flusso e creano disservizi senza però penetrare i sistemi e intaccare i dati. I responsabili della Cyber Defense che monitorano costantemente i flussi stanno intervenendo per respingere i plurimi tentativi di accesso al sito. La situazione è al momento sotto controllo.

19.55 – Russi e bielorussi esclusi, Wimbledon perde i punti del ranking
Clamorosa decisione della Atp: Wimbledon non garantirà i punti per il ranking mondiale quest’anno. Il provvedimento a causa della decisione di escludere i tennisti russi e bielorussi dal torneo del Grand Slam. Le autorità del tennis hanno bandito Russia e Bielorussia dalle competizioni a squadre internazionali dopo l’invasione dell'Ucraina, ma hanno consentito ai giocatori dei due paesi di continuare a gareggiare come neutrali. «La possibilità per i giocatori di qualsiasi nazionalità di partecipare ai tornei in base al merito e senza discriminazioni è fondamentale per il nostro Tour» spiega l’Atp in una nota.

19.28 – Zelensky: 42 nazioni con noi alla Corte di giustizia internazionale
«Sono 42 gli stati che hanno preso le parti dell’Ucraina nell’azione contro la Russia alla Corte di giustizia internazionale e intendono unirsi al procedimento. Sono grato ai partner che hanno scelto la parte giusta della storia. La parte della verità, la legge internazionale e la giustizia. Insieme faremo sì che la Russia debba rendere conto». Lo dice su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
19.22 – Fonti russe: comandante Volyn uscito da Azovstal
Il comandante della 36a brigata dei Marines delle forze armate ucraine, Sergei Volynsky, meglio noto come Volyn, ha lasciato le acciaierie di Azovstal a Mariupol. Lo ha riferito la corrispondente di un’emittente russa Channel One, Irina Kuksenkova, che ne ha scritto nel suo canale Telegram.

19.09 – Mariupol, rimosse macerie del teatro: corpi in una fossa comune
I russi hanno completato la ripulitura delle macerie del teatro drammatico di Mariupol: i detriti sono stati rimossi, l’area è stata ripulita e i corpi di centinaia di civili morti sono stati portati via. Lo ha riferito il consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andryushchenko, secondo l’agenzia Unian. «Ora non sapremo mai quanti civili di Mariupol sono stati effettivamente uccisi da una bomba russa al Teatro Drammatico. I morti sono stati sepolti in modo anonimo in una fossa comune a Mangush», ha aggiunto Andryushchenko. Secondo il consigliere, «è difficile immaginare un crimine di guerra e contro l’umanità più grande di quello al teatro drammatico di Mariupol».

19.08 – Missile colpisce infrastruttura civile a Odessa
Un missile ha colpito un’infrastruttura civile ad Odessa, causando un incendio. Lo riporta l’Ukrainska Pravda citando i canali Telegram delle autorità locali secondo cui non ci sarebbe nessun pericolo per i residenti. Natalia Humeniuk, capo del centro stampa delle Forze di difesa dell’Ucraina meridionale, ha confermato che un missile russo ha colpito una delle infrastrutture nella regione di Odessa.

18.53 – Ambasciata americana: ironia sul nome piazza a Mosca
L’ambasciata americana a Mosca ironizza sulle autorità russe che potrebbero accogliere la proposta di rinominare una piazza vicino alla sua sede chiamandola «Piazza difensori del Donbass». «Sorpresi ma non offesi» il commento, «dalla proposta del governo russo di rinominare una parte del centro di Mosca vicino all’ambasciata, presumibilmente in onore dei militari ucraini che stanno coraggiosamente difendendo la loro madrepatria dall’aggressione del Cremlino. Il Paese deve conoscere i suoi eroi».

18.40 – Draghi: muro da Putin, più fortuna con Biden
A Putin ho detto «la chiamo per parlare di pace», e lui mi ha detto «non è il momento». «La chiamo perché vorrei un cessate il fuoco», «non è il momento». »Forse i problemi li potete risolvere voi due, perché non vi parlate?», «Non è il momento». Ho avuto più fortuna a Washington parlando con il presidente Biden; solo da lui Putin vuol sentire una parola e gli ho detto che telefonasse. Il suggerimento ha avuto più fortuna perché i loro ministri si sono sentiti». Lo ha raccontato Mario Draghi agli studenti dell’istituto Dante Alighieri di Sommacampagna.

18.34 – Fonti ucraine: sirene antiaeree in tutto il Paese, si temono i missili dal Mar Nero
«In tutta l’Ucraina suonano le sirene antiaeree»: lo scrive su Twitter Iuliia Mendel, portavoce del presidente ucraino Zelensky. La decisione di allertare la popolazione segue la previsione del ministero della Difesa ucraino, secondo la quale la Russia sarebbe pronta a lanciare 16 missili da crociera Kalibr dal Mar Nero.

18.10 – Michel: Putin ha fatto diversi errori, l’Ucraina può vincere
«Se guardiamo alla situazione, Putin ha fatto diversi errori» dichiara alla Cnn il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. «Ha pensato che l’Unione europea non sarebbe stata unita, che non sarebbe stata capace di avere la stessa posizione con i nostri alleati transatlantici. Ha pensato che l’Ucraina non sarebbe stata capace di resistere oltre qualche giorno. Il mondo può vedere che l’esercito russo non è così forte, che la corruzione dell’esercito russo ha delle conseguenze. Il mondo può vedere che la Nato si allarga con la Svezia e La Finlandia che hanno richiesto l’adesione». Alla domanda se l’Ucraina può vincere la guerra, Michel ha risposto «sì».

17.53 – Bach (Comitato olimpico internazionale): russi e bielorussi protetti, non puniti
«Si tratta di misure protettive, non di sanzioni, ma di misure per proteggere l'integrità delle competizioni perché la sicurezza degli atleti e dei funzionari russi e bielorussi non poteva essere garantita a causa dei profondi sentimenti anti-russi e anti-bielorussi in così tanti Paesi dopo l’invasione». È quanto affermato dal presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) Thomas Bach nel corso della conferenza stampa al termine della giornata conclusiva della 139/a Sessione del Cio in merito all’esclusione degli atleti russi e bielorussi dalle competizioni internazionali a seguito dell’invasione militare di Mosca in Ucraina.
17.39 – Viminale: 119.210 i profughi finora accolti in Italia
Sono 119.210 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina giunte fino a oggi in Italia, 113.197 delle quali alla frontiera e 6.013 controllate dal compartimento Polizia ferroviaria del Friuli Venezia Giulia. Sul totale, informa online il Viminale, 62.188 sono donne, 17.101 uomini e 39.921 minori. Le città di destinazione dichiarate all’ingresso in Italia continuano a essere Milano, Roma, Napoli e Bologna. L’incremento, rispetto a ieri, è di 979 ingressi nel territorio nazionale.

17.30 – Missile sulla Casa della cultura di Lozova: 7 vittime tra cui un bambino
Attacco missilistico russo sulla Casa della cultura appena ricostruita della città di Lozova, nella regione di Kharkiv. Sette vittime, tra cui un bambino di 11 anni. «Gli occupanti hanno identificato la cultura, l’istruzione e l’umanità come loro nemici. E non risparmiano loro missili o bombe. Cosa c’è nella mente delle persone che scelgono tali obiettivi? Male assoluto, stupidità assoluta», scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo canale Telegram.

17.13 – Attacco russo a Severodonetsk, massicci bombardamenti
Le truppe russe hanno lanciato massicci bombardamenti di artiglieria contro Severodonetsk, bastione controllato dall’Ucraina a Lugansk. Secondo fonti ucraine, l’azione militare annuncia il grande assalto russo per impadronirsi dell’ultimo territorio rimasto in mano all’Ucraina, ma rivendica dai separatisti. La città, e la sua gemella Lyshchansk sulla sponda opposta del fiume Siverskiy Donets, formano la parte orientale di una sacca controllata dall’Ucraina che la Russia ha cercato di invadere da metà aprile dopo aver fallito nel catturare la capitale Kiev.

17.02 – Berlusconi: sanzioni fanno male anche a noi
«Le sanzioni hanno fatto molto molto male all’economia russa, si prevede un calo del Pil del 14%, ma hanno fatto male anche a noi»: così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a pranzo a Napoli in un ristorante di Marechiaro, prima del suo intervento di domani alla convention nazionale del partito.

16.53 – Vaticano: disponibili a favore autentico negoziato
Il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, Paul Richard Gallagher, ha incontrato a Kiev il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. «La Santa Sede riafferma, come ha sempre fatto, la sua disponibilità a favorire un autentico processo negoziale» ha detto, «vedendolo come la strada giusta per una risoluzione equa e permanente» del conflitto tra Russia e Ucraina.

16.41 – Biden firma a Seoul provvedimento su 40 mld aiuti
Joe Biden riceverà il disegno di legge sugli ulteriori 40 miliardi di aiuti all'Ucraina, approvato ieri dal Senato, in Corea del Sud così che lo possa firmare. Lo riporta la Cnn sottolineando che il presidente ha chiesto di avere il provvedimento il prima possibile e non ha voluto aspettare di rientrare negli Stati Uniti dalla missione in Asia il 24 maggio.

16.38 – Gabrielli: spie russe in tv? No a censure, tutelare libertà di espressione
«Non immagino che ci sia da parte di chi svolge informazione pubblica un atteggiamento quasi di correità, la propaganda ha sempre attraversato le vicende umane e le vicende umane che hanno caratterizzato i momenti bellici. Oggi peraltro il tutto è enfatizzato da sistemi e mezzi di comunicazione particolarmente pervasivi. Io credo che su questo dobbiamo essere attenti ma credo che sia sempre meglio preservare un diritto di espressione e libera informazione che non atteggiamenti censori». Lo ha detto Franco Gabrielli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza nazionale a Rai Radio1 rispondendo all’ipotesi che in alcuni talk show siano stati ospitate spie russe.
16.33 – Vaticano, Gallagher: aggressione russa, Santa Sede vicina all’Ucraina
«La mia visita vuole dimostrare la vicinanza della Santa Sede e di Papa Francesco al popolo ucraino, particolarmente alla luce dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina. Assicuro che sia il Santo Padre che i suoi più stretti collaboratori siamo addolorati per i numerosi morti, le violenze di tutti i tipi, le distruzioni delle città, la separazione delle famiglie e per i tantissimi rifugiati». Lo ha detto monsignor Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, nella conferenza stampa a Kiev con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.
16.43 – Nato, Erdogan incontrerà il premier finlandese
Erdogan avrà un colloquio domani con il presidente della Finlandia Sauli Niinisto: lo ha annunciato lo stesso presidente turco, dopo aver discusso con il premier olandese Mark Rutte e in attesa del colloquio domani con il leader britannico Boris Johnson e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Ankara si oppone all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza Atlantica chiedendo di porre fine al loro presunto appoggio ai «terroristi» curdi e alla rete di Fethullah Gulen, esaudendo le oltre 30 richieste di estradizione inviate negli ultimi anni.

16.27 – Kiev: la situazione sulla linea del conflitto si aggrava
«La situazione nell’area delle ostilità è attualmente tesa e mostra segni di ulteriore aggravamento»: così Oleksandr Motuzyanyk, portavoce del ministero della Difesa di Kiev citato dall’agenzia Unian. «Le forze di occupazione russe stanno usando fuoco intenso lungo l’intera linea di contatto e stanno cercando di colpire con l’artiglieria nella profondità della difesa delle truppe ucraine» ha aggiunto.
16.21 – Ministero difesa Kiev: Russia sta per lanciare 16 missili nel Mar Nero
La Russia sarebbe pronta a lanciare 16 missili da crociera Kalibr dal Mar Nero. A sostenerlo, secondo quanto riferisce The Kyiv Independent, è il portavoce del ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzianyk: «Due navi russe dal Mar Nero sarebbero pronte a lanciare 16 missili da crociera Kalibr».

16.18 – Cina: +75% import di energia da Russia a 6,4 miliardi di dollari
La Cina ha continuato a importare energia dalla Russia ad aprile, acquistando petrolio, gas e carbone in aumento annuo del 75% a più di 6 miliardi di dollari, malgrado la domanda interna abbia subito un rallentamento a causa dei rigidi lockdown di contenimento dell’ondata di Covid-19 e il varo delle sanzioni occidentali contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina. L’import di gas naturale liquefatto, in base ai dati delle Dogane cinesi, sono salite dell’80% annuo a 463.000 tonnellate; quelle di greggio del 4% a 6,55 milioni di tonnellate, con la Russia nella seconda posizione di maggiore fornitore dietro l’Arabia Saudita.

16.07 – Tusk: guerra della Russia sfida all’integrazione europea
«La guerra lanciata dalla Russia contro l’Ucraina è una sfida al futuro delle nostre famiglie, ai nostri valori, ai nostri principi, alla nostra visione del mondo. Una sfida alle nostre imprese e al progetto stesso di integrazione europea»: a parlare è Donald Tusk, presidente del Ppe, in un videomessaggio alla convention di Forza Italia a Napoli. «Come assicurare il massimo sostegno ai nostri amici ucraini, che si battono per la propria e per la nostra libertà, ricercando al contempo una via d’uscita da questa assurda guerra? Come liberarci dalla nostra dipendenza verso il gas russo senza farne portare il peso alle famiglie, già gravate dalla crisi economica? Sta a noi, Popolari europei, trovare il giusto equilibrio, tra gli egoismi degli uni e gli estremismi degli altri».

15.58 – Germania: 15 semoventi antiaerei all’Ucraina

Secondo l’agenzia Dpa, Kiev riceverà a luglio i primi 15 semoventi antiaereo Gepard dell’industria tedesca. È quanto emerge dai colloqui tra la ministra tedesca della Difesa Christine Lambrecht e il suo omologo ucraino Olexiy Resnikov.

15.50 – Usa, nel mirino un secondo aereo di Abramovich
Le autorità statunitensi hanno bloccato altri aerei che avrebbero violato le sanzioni imposte alla Russia per l’invasione dell’Ucraina, compreso un secondo aereo di proprietà di Roman Abramovich, ex proprietario del Chelsea. Il Dipartimento del Commercio sostiene che un 787 Dreamliner di proprietà di Abramovich avrebbe probabilmente violato i controlli sulle esportazioni statunitensi, dopo aver identificato a marzo un primo aereo di proprietà dell'uomo d’affari russo.

15.01 – Putin: in aumento attacchi hacker contro la Russia
«La cyber aggressione contro la Russia è sostanzialmente fallita, proprio come gli attacchi delle sanzioni in generale», perché «eravamo preparati». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, citato da Tass, parlando al Consiglio di sicurezza nazionale. «I cyberattacchi contro la Russia provengono da diversi Paesi, sono strettamente coordinati e di fatto sono azioni delle agenzie degli Stati», ha aggiunto Putin, affermando che il loro «numero è cresciuto notevolmente dall’inizio dell’operazione speciale in Ucraina».
14.50 – Lindner, Germania rifiuta nuovo Next Generation Eu
La Germania non è favorevole a un nuovo debito comune europeo sul modello del piano Next Generation Eu post-Covid per finanziare la ricostruzione dell'Ucraina. Lo ha detto il ministro delle Finanze, Christian Lindner, nella conferenza stampa della presidenza tedesca al termine della riunione di ministri delle Finanze e banchieri centrali a Bonn. «La Germania rifiuta un fondo aggiuntivo sul modello del meccanismo Next Generation Eu» lanciato nel contesto della pandemia, ha detto Lindner.

14.33 – I russi bloccano le uscite da Kherson, più pattuglie e posti di blocco
Nella Kherson occupata è aumentato il numero delle pattuglie e dei posti di blocco russi. Bloccate tutte le uscite dalla città, tranne quella in direzione della Crimea. Lo comunica il comando operativo sud.

14.14 – Sumuvuori, “Fine della guerra quando nessun soldato russo sarà nel nostro territorio”
«Il mio presidente Volodymyr Zelenskyy è molto chiaro nel dire che ci sono alcune cose sacre nel diritto internazionale e la integrità e sovranità internazionale è qualcosa che non può mai essere barattato o contrattato». Così la vice ministra agli Esteri dell'Ucraina, Johanna Sumuvuori, a margine del Consiglio d'Europa colloquiando con i giornalisti: «La soluzione quando diciamo che vogliamo la pace, non può essere quella di mettere in discussione i nostri interessi vitali per noi fine questa guerra è fine occupazione della Crimea del Donbass e altre regioni nostro paese e quando non ci sarà più alcun soldato russo sul nostro territorio», ha aggiunto.

14.05 – Viceministra esteri Ucraina: l’ostacolo alla pace è Putin
«Certo che gli ucraini vogliono la pace, ma c'è un ostacolo, Putin». Lo ha detto a Venaria Reale, dove partecipa al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, la viceministra degli Esteri ucraina, Emine Dzhaparova. «Quando la guerra in Crimea è cominciata nel 2014 e tutto il mondo ha pensato che l'appetito di Putin sarebbe stato soddisfatto - ha aggiunto - ha fatto un errore, quindi la nostra richiesta e il nostro impegno è non fare più errori, la guerra va fermata in Ucraina, perché altrimenti diventerà più grande».

13.44 – G7: stanziati 19,8 miliardi per la mobilità in Ucraina
13.42 – Di Maio, aggressione russa sfida senza precedenti a Consiglio Europa

«La presidenza italiana è stata segnata dalla drammatica aggressione russa all'Ucraina, un attacco ai nostri principi e valori, gravido di ripercussioni umanitarie, di sicurezza ed economiche. Si è trattato perciò di un esercizio complesso che ha richiesto la gestione della sospensione prima e poi dell'esclusione della Federazione russa dal Consiglio d'Europa. In questo percorso istituzionale e politico senza precedenti siamo stati guidati dalla consapevolezza della sfida e dal vostro sostegno nell'interesse condiviso a muoversi uniti su una scelta di grande importanza strategica in difesa della credibilità dell'organizzazione e dei suoi principi e valori». Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al passaggio con l'Irlanda della presidenza del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa a Venaria Reale.

13.40 – Guerini: mantenere tutti i canali di comunicazione e di dialogo
13.20 – Kiev, comandante Azovstal ordina di smettere di combattere

Gli ultimi soldati ucraini trincerati nelle acciaierie Azovstal di Mariupol hanno ricevuto da Kiev l'ordine di «smettere di combattere per difendere la città». Lo ha dichiarato in un video messaggio Denis Prokopenko, comandante del Battaglione Azov, una delle unità ucraine presenti nello stabilimento assediato dai russi. «Il comando militare superiore ha dato l'ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città», ha detto Prokopenko, confermando che dal complesso industriale sono stati fatti uscire tutti i feriti gravi.

13.11 – Il comandante del reggimento Azov: evacuati da Azovstal i civili feriti
Tutti i civili e i combattenti ucraini rimasti gravemente feriti sono stati evacuati dalle acciaierie Azovstal di Mariupol. Lo ha dichiarato in un messaggio video il comandante del reggimento Azov, Denys Prokopenko, apparso con una fasciatura al braccio. La prossima tappa, ha spiegato, prevede di portare fuori dall'Azovstal i combattenti che hanno perso la vita mentre difendevano l'impianto. «Abbiamo risposto all'ordine di Kiev di non continuare la resistenza per salvare delle vite», ha spiegato Prokopenko dicendo di essere «riusciti a evacuare i civili e chi era gravemente ferito e necessitava di aiuto».

13 – Attacco russo su una scuola a Severodonetsk, tre morti 
Negli ultimi attacchi russi in Ucraina, è stata colpita una scuola a Severodonetsk; nel bombardamento, come riporta su Telegram il governatore regionale di Lugansk, Sergii Gaidai, sono rimaste uccise tre persone. Nell'edificio si nascondeva più di 200 persone, tra cui molti bambini. Lo riporta Ukraina 24. 

12.46 – Bombardamenti in Donbass: uccisi 20 civili
Le forze armate ucraine hanno riferito che ieri, 19 maggio, le truppe russe hanno bombardato 54 località nelle regioni di Donetsk e Luhansk in Donbass. Venti civili sono stati uccisi e almeno 50 sono rimasti feriti, secondo Kiev. 

12.31 – Il Cremlino: Putin e Lukashenko si vedranno a Sochi lunedì
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha annunciato che il presidente russo Vladimir Putin e il leader autoritario della Bielorussia, Alexander Lukashenko, si incontreranno a Sochi lunedì 23 maggio per tenere colloqui bilaterali. Lo riporta l'agenzia russa Tass.

12.28 – Mosca taglia il gas alla Finlandia da domani
Da domani alle 7 le importazioni di gas naturale dalla Russia alla Finlandia nell'ambito del contratto di fornitura di Gasum saranno interrotte. In merito alla chiusura delle forniture di gas alla Finlandia «è ovvio che nessuno fornirà nulla gratuitamente». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «Non abbiamo informazioni su tutte le società con cui Gazprom ha contratti, questa non è una nostra prerogativa, ma, ovviamente, nessuno fornirà nulla a nessuno gratuitamente».

12.15 – Media Gb: si valuta l’invio di missili antinave per liberare i porti
Gli Stati Uniti e gli alleati starebbero valutando l'invio all'Ucraina di missili 'anti-nave' con l'obiettivo di rompere il blocco navale dei porti e liberare le forniture alimentari. Lo scrive il Daily Telegraph. Secondo il giornale inglese le nuove armi potrebbero già entrare nelle nuove forniture promesse da Boris Johnson al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

12.05 – Mosca: quasi 2 mila soldati ucraini si sono arresi ad Azovstal
L'assedio russo all'acciaieria Azovstal a Mariupol continua e a oggi sono 1.908 i soldati ucraini che si sono arresi. Sono i numeri forniti dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu.

11.45 – Nato, Russia: nuove basi militari in risposta all’espansione 
Mosca costruirà basi nella Russia occidentale in risposta all'espansione della Nato, dopo la richiesta di adesione presentata da Svezia e Finlandia. 

11.40 – Mosca: minacce occidentali ai nostri confini sono in aumento
«La situazione nella direzione strategica occidentale è caratterizzata dalla crescita delle minacce militari vicino ai confini della Russia». Lo ha affermato venerdì il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, al consiglio del dipartimento militare. Lo riporta la Tass. «Negli ultimi otto anni, l'intensità dei voli dei bombardieri strategici statunitensi in Europa è aumentata di 15 volte», ha spiegato. Inoltre «le visite nel Mar Baltico delle navi americane con missili guidati sono diventate sistematiche», ha detto ancora.

11.31 – Mosca: la liberazione di Lugansk è quasi completata
«La liberazione della Repubblica popolare di Lugansk sarà completata nel prossimo futuro». Lo ha detto il ministro della Difesa russo, Sergej Shoigu. Lo riporta la Tass. Per il militare di Mosca anche il controllo sul territorio del Donbass si sta «ampliando».

11.20 – “Rubizhne come Mariupol”: è completamente distrutta
La città di Rubizhne, nella regione di Lugansk, condivide lo stesso «destino di Mariupol»: «è stata completamente distrutta, non ci sono edifici superstiti, molte case non possono essere restaurate. Nei cortili ci sono cimiteri». Lo afferma il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk Sergi Gaidai, che su Telegram pubblica le immagini della città, con palazzi distrutti o rasi al suolo e croci di legno nei cortili. «Prima della guerra più di 60.000 persone vivevano qui e lavoravano», spiega Gaidai, assicurando che «la ricostruiremo quasi da zero».

11.05 – Von der Leyen: erogata nuova tranche di 600 milioni di aiuti a Kiev
«Oggi abbiamo erogato una nuova tranche di 600 milioni di euro in Assistenza macrofinanziaria all'Ucraina. Altri fondi stanno arrivando: abbiamo proposto un prestito aggiuntivo di 9 miliardi di euro per l'Ucraina nel 2022. Oltre ai soccorsi, lavoreremo su una piattaforma di ricostruzione per aiutare a ricostruire l'Ucraina come paese libero e democratico». Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter.

11 – La Russia valuta la rimozione dei limiti di età per entrare nell'esercito
La Russia potrebbe prendere in considerazione la rimozione dei limiti di età per entrare nell'esercito consentendo di far parte delle forze armate anche alle persone con più di 40 anni. A renderlo noto è la Duma. «Per l'uso di armi di alta precisione, il funzionamento di armi e attrezzature militari, sono necessari specialisti altamente qualificati - viene spiegato sul sito web - l'esperienza mostra che si diventa tali all'età di 40-45 anni».

10.50- Di Maio: “Nuovo vertice europeo”
«Il processo che ha condotto alla cessazione dello status di membro del Consiglio d'Europa da parte della Federazione Russa, un passaggio doloroso ma necessario sancito dal comitato dei ministri, apre una nuova pagina nella storia di questa organizzazione. Credo che quella di un nuovo vertice sia una prospettiva a cui dobbiamo guardare con attenzione, anche se necessita di un ulteriore affinamento in relazione a risultati attesi e tempi di realizzazione», afferma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, nel suo intervento al Consiglio d'Europa in corso a Venaria. «E' sempre importante definire un obiettivo verso cui far convergere riflessioni e iniziative concrete. La prospettiva di un vertice può attivare dinamiche di confronto e impegno politico di livello adeguato all'entità delle sfide che abbiamo di fronte. Mi auguro che una delle prossime presidenze voglia farsi carico di questa responsabilità valorizzando questa preziosa opportunità».

10.41 – Avvertimento della Cina a Biden: “No divisioni e cerchie ristrette”
Avvertimento della Cina agli Stati Uniti, nel giorno dell'arrivo del presidente Usa, Joe Biden, in Corea del Sud, per l'inizio della missione in Asia orientale che lo porterà anche in Giappone fino al 24 maggio prossimo. La Cina, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, «auspica che gli Stati Uniti siano all'altezza delle loro parole azioni e collaborino con i Paesi della regione per discutere di unità e cooperazione nell'Asia-Pacifico, invece di pianificare misure di divisione e confronto, costruiscano una cerchia di amici aperta e inclusiva, invece di mettere insieme una cerchia chiusa ed esclusiva, e facciano di più per contribuire alla pace e allo sviluppo, piuttosto che creare disordini e caos nell'Asia-Pacifico». 

10.19 – Contatti tra Washington e Mosca
L'offensiva russa nel Donbass continua ma da Mosca arriva qualche barlume di apertura, come sempre da prendere con le molle. Il più significativo riguarda il primo colloquio dall'inizio dell'invasione tra il suo capo di Stato maggiore, il potente generale Valery Gerasimov, e l'omologo americano Mark Milley. E c'è anche una disponibilità a riprendere i negoziati con Kiev. A cui tuttavia la controparte ha risposto con freddezza, ribadendo che la precondizione è il ritiro delle truppe. Per quasi tre mesi i ripetuti tentativi americani di contattare i leader militari russi erano caduti nel vuoto. Poi qualcosa è cambiato, perché evidentemente il protrarsi del conflitto e le difficoltà affrontate dall'esercito hanno suggerito al Cremlino di tentare altre strade. Iniziando ad esempio a tastare il polso del principale sponsor di Kiev. Così il 13 maggio il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu ha accetto di parlare con il capo del Pentagono Lloyd Austin.

9.58 – Colloqui russo-ucraini su Azovstal
Mykhaylo Podolyak, capo negoziatore ucraino e assistente del presidente, ha dichiarato che sono in corso colloqui «molto difficili e molto fragili per l'evacuazione» dei militari ancora nascosti all'interno di Azovastal aggiungendo che gli ucraini dovrebbero astenersi dal commentare finché l'operazione non sarà conclusa. Secondo nuove informazioni militari provenienti dal Regno Unito, ben 1.700 combattenti del vasto impianto industriale si sono arresi e sono stati portati nelle aree controllate dalla Russia. Ma ancora alcuni "irriducibili" sono dentro l'acciaieria di Mariupol.

9.54 – In corso nuova offensiva russa nel Donbass
Secondo le forze armate ucraine quattordici attacchi russi «sono stati respinti nelle direzioni Donetsk e Lugansk nelle ultime 24 ore, otto carri armati, quattordici unità di veicoli corazzati da combattimento e sei unità di veicoli nemici sono stati distrutti». Nella direzione di Kurakhiv, i russi hanno effettuato «massicci bombardamenti di artiglieria sulle infrastrutture civili, inclusi più lanciarazzi». L'offensiva nei distretti di Novomykhailivka e Oleksandrivka «non ha avuto successo». Nelle direzioni di Zaporizhzhia, l’esercito russo «ha colpito le infrastrutture e le famiglie con razzi, artiglieria e colpi di mortaio». Per Kiev, «c'è ancora un'alta probabilità di continuare i combattimenti per migliorare la situazione tattica e raggiungere il confine amministrativo della regione di Kherson».

9.47 – Kiev, intensificati attacchi russi nel Donetsk
Nella direzione di Donetsk, i russi hanno intensificato «le operazioni offensive e d'assalto per migliorare la situazione tattica», infliggendo «danni da fuoco da mortai, artiglieria, lanciagranate a propulsione a razzo e aerei tattici operativi, distruggendo le fortificazioni» delle unità ucraine lungo la linea di contatto. E' quanto riporta lo Stato maggiore ucraino. In direzione di Lyman l’esercito russo «effettua bombardamenti periodici di infrastrutture civili nelle aree degli insediamenti di Dibrova e Zakitne», mentre «ha preso d'assalto la direzione di Severodonetsk».

9.30 – Gb, russi pronti a trasferire truppe da Mariupol verso Donbass
La Russia potrebbe trasferire le sue forze da Mariupol per intensificare le operazioni nel Donbass. E' l'analisi dell'Intelligence britannica. «Una volta che la Russia si sarà assicurata Mariupol, è probabile che si muova per intensificare le operazioni nel Donbass», viene spiegato. Tuttavia «la costante resistenza degli ucraini a Mariupol dall'inizio della guerra comporta che le forze russe nell'area debbano essere nuovamente equipaggiate prima di poter essere redistribuite efficacemente».

8.59 – Kiev: i russi hanno perso 28.700 soldati da inizio conflitto
Le forze armate russe avrebbero perso 28.700 soldati in Ucraina da inizio conflitto. Lo comunicano nel loro bollettino le forze armate di Kiev. Inoltre sarebbero stati distrutti fra gli altri 1263 carri armati, 3090 mezzi corazzati, 596 sistemi di artiglieria, 204 aerei e 168 elicotteri.

8.37 – Attacco hacker dei russi a siti istituzionali italiani
Un attacco hacker a vari portali istituzionali italiani è in corso fin dalle 22 di ieri sera. La notizia è confermata dalla stessa Polizia postale, che sta lavorando per proteggere i siti. A rivendicare l'offensiva informatica sarebbe stato il collettivo russo Killnet, che - secondo quanto scrive su Telegram - avrebbe preso di mira i siti del Consiglio Superiore della Magistratura, dell'Agenzia delle Dogane e dei ministeri di Esteri, dell'Istruzione e dei Beni Culturali.

8.25 – La procura di Kiev: 232 bambini morti e 427 feriti da inizio conflitto
32 bambini sono morti e 427 sono rimasti feriti dall'inizio del conflitto in Ucraina. Lo ha comunicato nel suo bollettino giornaliero la procura generale di Kiev. La regione con il maggior numero di decessi è quella di Donetsk.

7.59 – Gb: i comandanti russi sotto pressione per i risultati
«La tenace resistenza ucraina a Mariupol dall'inizio della guerra significa che le forze russe nell'area devono essere riequipaggiate e ristrutturate prima che possano essere ridistribuite efficacemente. Questo può essere un processo lungo se eseguito a fondo». Lo ha sottolineato l'intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano, notando però che «i comandanti russi sono sotto pressione per raggiungere risultati operativi». Questo «significa che probabilmente la Russia ridistribuirà rapidamente le proprie forze senza un'adeguata preparazione, il che rischia un ulteriore logoramento delle forze». 

7.35 – Missili su Desna: “Molti morti”
Missili russi hanno colpito la notte scorsa il villaggio di Desna - nell'Ucraina settentrionale, vicino al confine con la Bielorussia - provocando «molti morti»: lo ha detto nel suo messaggio notturno il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

7.23 – Gb: dopo Mariupol Mosca rafforzerà la campagna nel Donbass
«E' probabile che ben 1.700 soldati ucraini dell'acciaieria Azovstal si siano arresi. Un numero imprecisato di forze ucraine rimane all'interno della fabbrica. Una volta che la Russia si sarà assicurata Mariupol, è probabile che sposterà le proprie forze per rafforzare le operazioni nel Donbass». E' l'ultimo aggiornamento sul campo dell'intelligence britannica in merito all'invasione russa dell'Ucraina. 

6.50 – La polizia ucraina: più di 12.000 crimini di guerra
«Dall'inizio dell'invasione su vasta scala gli investigatori della Npu hanno registrato più di 12.000 crimini di guerra». Lo ha detto il primo vice capo del dipartimento investigativo della Polizia nazionale ucraina (Npu), Serhiy Panteleev, che oggi ha partecipato insieme al viceministro degli Interni Kateryna Pavlichenko a un incontro con un team della società americana Hala System, specializzata in soluzioni tecnologiche per i contesti di guerra.

6.25 – Biden in Corea Sud e Giappone, firmerà subito gli aiuti a Kiev
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è partito per una missione in Corea del Sud e in Giappone. L'obiettivo del viaggio del capo della Casa Bianca è consolidare la leadership degli Stati Uniti in Asia, dove la crescente potenza commerciale e militare cinese sta minando il 'dominio' di Washington. Ma l'attenzione dell'Amministrazione Usa è comunque focalizzata sulla guerra in Ucraina. Prima della partenza per l'Asia, Biden ha incontrato la prima ministra svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinisto, dopo che i due Paesi hanno formalmente chiesto di aderire alla Nato. Inoltre, la Casa Bianca ha annunciato che Biden firmerà, mentre si trova in Asia, il massiccio pacchetto di armi e aiuti all'Ucraina da 40 miliardi di dollari approvato dal Congresso.

6 – Zelensky: la fase finale della guerra sarà la più sanguinosa
«La fase finale è la più difficile e la più sanguinosa. Non possiamo permetterci di dire che la guerra è finita». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyi, in una conversazione con alcuni studenti ucraini, stando a quanto riportato dal Kiev Independent. «Non posso gridare 'Torna a casa oggi' a tutti quelli che sono scappati all'estero, perché la guerra non è finita», ha detto Zelensky.
02.50 – La Russia rifiuta di consentire le spedizioni di grano dall’Ucraina
Mosca ha ignorato le richieste di porre fine al blocco del Mar Nero che impediva all’Ucraina di trasferire la maggior parte del suo grano ai mercati internazionali. Vasily Nebenzya, l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, ha dichiarato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che le sanzioni occidentali contro la Russia e altri fattori sono responsabili dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari, non della guerra su vasta scala della Russia in Ucraina.

02.20 – Lukashenko: la Bielorussia ha acquistato sistemi missilistici dalla Russia 
La Bielorussia ha acquistato i sistemi missilistici Iskander e S-400 dalla Russia, ha detto il presidente bielorusso Alexander Lukashenko al media statale Belta. La Bielorussia ha anche iniziato a costruire il proprio sistema missilistico simile all’Iskander, che potrebbe essere completato entro la fine dell’anno con il supporto russo, ha affermato Lukashenko.

01.50 – Commissariati militari a Mosca attaccati con bombe molotov
Russi non identificati hanno attaccato i commissariati militari nell’oblast di Mosca con bombe molotov. Gli attacchi in tre insediamenti nelle ultime cinque settimane sono probabilmente un segnale di protesta contro l’invasione ucraina, ha affermato l’Istituto per lo studio della guerra. Lo stato maggiore ucraino segnala almeno 12 casi di incendi dolosi in commissariati militari in Russia, come riferisce The Kyiv Independent.

01.12 – Autorità Donetsk: 5 civili uccisi da forze russe
Le truppe russe hanno ucciso 5 civili e ne hanno feriti altri 6 nell’oblast di Donetsk. Lo ha dichiarato il governatore Pavlo Kyrylenko, in un post su Facebook citato da Kyiv Independent. Ha aggiunto che gli attacchi russi hanno ucciso due civili a Bakhmut, uno a Krasnohorivka, uno ad Avdiivka e uno a Khrestyshche. Ha anche affermato che al momento è impossibile ottenere un conteggio accurato delle vittime degli attacchi della Russia a Mariupol e Volnovakha.

00.51 – Onu: il 90% popolazione ucraina rischia di finire in povertà
Il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp) ha avvertito che il 90% delle persone in Ucraina potrebbe finire in povertà, se la Russia continuerà il suo assalto. «Stiamo parlando di nove ucraini su 10 che cadranno in povertà, se questa guerra continuerà fino alla fine dell’anno», ha affermato il vice rappresentante dell’Undp in Ucraina, Manal Fouani citato da Bbc. Ha descritto questo numero come «scioccante», dato che il tasso di povertà nel paese era solo del 2,5% appena prima dell’inizio della guerra. Fouani ha affermato che 18 anni di guadagni in termini di sviluppo potrebbero essere persi entro la fine dell’anno: gli «investimenti dell'Unione europea e di tutti i donatori e partner di sviluppo di questo paese negli ultimi 20 anni».

00.39 – Capo stato maggiore: Kiev non si difende solo ma contrattacca
Il generale Valeriy Zaluzhny, comandante in capo dello stato maggiore ucraino, condivide una valutazione ottimista sull’andamento del conflitto con la Russia: «Oggi non ci stiamo solo difendendo. Abbiamo condotto una serie di contrattacchi riusciti», ha detto al Comitato militare della Nato. Le forze ucraine hanno sbloccato gli assedi di Kharkiv e Mykolaiv e stanno combattendo nella direzione di Kherson, ha detto. Zaluzhny ha affermato di aver sottolineato che gli ucraini stanno pagando un prezzo altissimo per la libertà e la scelta europea e che l’Europa sta vivendo la più grande crisi di sicurezza dalla seconda guerra mondiale, ha riferito Cnn.

00.21 – Europarlamento: sostenere cittadini e imprese, aiuto a Kiev
Per affrontare le conseguenze della guerra in Ucraina, il Parlamento europeo richiede fondi aggiuntivi dalla confisca dei beni degli oligarchi russi, dalle nuove risorse e dal pieno utilizzo del bilancio Ue. In una risoluzione sulle conseguenze sociali ed economiche per l’Ue della guerra russa in Ucraina, i deputati affermano che «l’aggressione militare russa contro l’Ucraina e le sanzioni giustificate dell’Ue nei confronti della Russia e della Bielorussia stanno incidendo sulla ripresa economica post-pandemia dell’Ue». È necessario far fronte a tali conseguenze, per aiutare famiglie e imprese e mantenere «il sostegno dei cittadini europei a favore delle azioni intraprese contro la Russia e delle altre azioni necessarie per sostenere gli ucraini nella loro difesa». La risoluzione conclude il dibattito in plenaria del 4 maggio. Il testo, non legislativo, è stato approvato giovedì per alzata di mano.

00.05 – Zelensky: perseguiremo tutti i criminali di guerra
«Il primo processo in Ucraina a un criminale di guerra russo è già iniziato. E si concluderà con un completo ripristino della giustizia già nell’ambito del tribunale internazionale. Sono sicuro di questo. Troveremo e perseguiremo tutti coloro che danno ordini penali e li eseguono». Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, secondo un post sul suo profilo Facebook.

00.01 – Zelensky: nel Donbass c’è l’inferno e non è un’esagerazione
Nel suo quotidiano messaggio serale, il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha dato una terribile valutazione della situazione nel Donbass. «C'è l'inferno, e non è un’esagerazione», ha detto, come riporta il Guardian. «Il brutale e assolutamente inutile bombardamento di Severodonetsk, con 12 morti e decine di feriti in un solo giorno. I bombardamenti di altre città, gli attacchi aerei e missilistici dell’esercito russo: tutto questo non è solo ostilità bellica», ha detto il leader ucraino. «Attacchi russi nella regione di Chernihiv, in particolare il terribile attacco di Desna, continua lo sgombero dei detriti, ci sono molti morti; attacchi continui nella regione di Odessa, nelle città dell'Ucraina centrale, il Donbass è completamente distrutto - tutto ciò non ha e non può avere alcuna spiegazione militare per la Russia», ha detto Zelensky. «Questo è un tentativo deliberato e criminale di uccidere il maggior numero possibile di ucraini».

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