Guerra Russia-Ucraina, Zelensky: offensiva russa brutale, ci servono altre armi. Kiev: la Nato non sta facendo “letteralmente niente” contro l’invasione della Russia.

Kramatorsk

Nato: domani mattina telefonata Macron-Erdogan. Il Papa: «Vicini al popolo, imploriamo la pace». Il Cremlino annuncia di non volersi ritirare dall’Oms 

Oggi è il 91° giorno di guerra. Le truppe russe stanno portando avanti una massiccia offensiva sul fronte di Severodonetsk, nella regione filo-russa di Lugansk. L’esercito ucraino, invece, sta lottando in queste ore per mantenere il controllo di un'autostrada chiave per Severodonetsk, al momento circondata su tre lati dalle forze russe. L’operazione militare russa è un altro passo nel tentativo di controllare tutto il Donbass.
Il presidente russo Vladimir Putin si è recato all'ospedale militare centrale Mandrika di Mosca per visitare per la prima volta alcuni dei soldati feriti nei combattimenti. Putin, che indossava un camice bianco, era accompagnato dal ministro della Difesa, Serghei Shoigu. Alcune immagini della visita sono state trasmesse dalla televisione russa.
E Putin ha anche firmato un decreto che semplifica il procedimento per ottenere la cittadinanza russa per chi risiede nelle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhia, occupate dalle truppe russe. Il ministero degli Esteri ucraino ha denunciato il testo come «flagrante violazione» dell'integrità territoriale del Paese.

Il premier italiano Mario Draghi è tornato a parlare del ruolo dell’Italia nella crisi ucraina. «Abbiamo finalmente affrontato, in Italia, la nostra dipendenza energetica dalla Russia che ora rischia di diventare sottomissione piuttosto che dipendenza», ha detto il presidente del Consiglio aggiungendo che «bisogna preparare un futuro per non dipendere più dalla Russia per il gas, utilizzando la globalizzazione e acquistandolo in altri Paesi come in Africa».

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23.22 – Nato: domani mattina telefonata Macron-Erdogan
Il presidente francese Emmanuel Macron ha in programma una conversazione telefonica domani mattina con il leader turco Recep Tayyip Erdogan: lo ha annunciato l’Eliseo, precisando che Macron si trova al Forte di Brégançon, residenza presidenziale in Costa Azzurra, per qualche giorno (domani in Francia e altri Paesi è un giorno festivo, l’Ascensione). La Turchia ha minacciato di esprimersi contro l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato, esercitando il potere di veto che spetta a tutti i membri dell’Alleanza sulle nuove adesioni. Anche oggi Ankara ha detto che il suo accordo all'ingresso dei Paesi nordici è vincolato alla loro decisione di «misure concrete» in tema di sicurezza, dopo aver ricevuto le delegazioni diplomatiche dei due Paesi. Il riferimento è alla protezione offerta da Svezia e Finlandia ad esponenti curdi che dovrebbero essere processati in Turchia. Nei mesi scorsi, i rapporti fra i presidenti turco e francese hanno vissuto alcuni momenti di incomprensione e tensioni.

23.00 – Zelensky: offensiva russa brutale, ci servono altre armi
«Le forze armate ucraine, la nostra intelligence e tutti coloro che difendono lo Stato si oppongono all’offensiva estremamente brutale delle truppe russe nell’est. In alcuni luoghi, il nemico supera di gran lunga l’equipaggiamento e il numero dei nostri soldati». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo consueto discorso video serale alla nazione, che è tornato a chiedere agli alleati occidentali pieno sostegno nella fornitura di armi. «Sono grato a tutti coloro che ne hanno parlato, anche a Davos, e a chi ne parla sui media e nelle capitali dei principali Paesi, nonostante le pressioni di tutti coloro che sono rimasti bloccati nel XX secolo, quando gli interessi dei popoli venivano spesso barattati nel tentativo di soddisfare gli appetiti dei dittatori», ha aggiunto, citato da Ukrinform, riferendosi in particolare all’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che aveva ipotizzato possibili concessioni territoriali di Kiev per ottenere una tregua con Mosca.

22.35 – Capo militare Lugansk: ai russi 95% della regione
Le forze armate russe controllano attualmente il 95% del territorio della regione di Lugansk. Lo ha annunciato su Telegram il capo dell’amministrazione militare dell’oblast di Lugansk, Sergiy Gaidai. «Il 95% del territorio della regione di Luhansk è occupato. La situazione nel Donbass è estremamente grave. La regione di Luhansk continua a frenare l’orda, che sta distruggendo i nostri insediamenti. I bombardamenti non si fermano affatto».

22.31 – Kiev: costretti a seppellire morti Lugansk in fosse comuni
«Nella regione di Lugansk, la polizia ha sostituito le pompe funebri. A Lysychansk, 150 persone sono state sepolte in una fossa comune. La polizia della regione di Lugansk sta sostituendo molti servizi, c'è una squadra funebre appositamente costituita». Lo ha riferito il governatore regionale Serhiy Gaidai, pubblicando su Facebook un video sullo spostamento dei corpi dalle case private alla fossa comune. «Gli agenti si recano dove le persone sono morte per bombardamenti o morte naturale e le seppelliscono in una fossa comune», ha spiegato, aggiungendo che i cadaveri potranno essere traslati in tombe private solo a fine guerra.
 

22.19 – Mosca: via a 2 corridoi per uscita navi da 7 porti
Il ministero della Difesa russo ha annunciato l'apertura di due corridoi per permettere la partenza delle navi straniere bloccate da 7 porti del Mar Nero e del Mar d'Azov. «Ogni giorno, tra le 8.00 e le 19.00, le Forze Armate russe aprono due corridoi umanitari marittimi, dove le navi si potranno muovere con sicurezza», ha dichiarato il capo del Centro di controllo della Difesa nazionale russa, Mikhail Mizintsev. Il corridoio «nel Mar Nero, per l'uscita dai porti di Kherson, Mykolaiv, Cornomorsk, Ocakiv, Odessa e Juzne, si trova a sud-ovest del mare territoriale ucraino, è lungo 80 miglia e largo tre miglia». L'altro corridoio, «nel Mar d'Azov, per l'uscita dal porto di Mariupol, è lungo 115 miglia e largo due miglia, in direzione del Mar Nero». «Settanta navi straniere di 16 Paesi restano bloccate in sei porti: Kherson, Mykolaiv, Cornomorsk, Ocakiv, Odessa e Juzne. La minaccia di bombardamenti creata da Kiev e l'elevato pericolo di mine impediscono alle navi di navigare liberamente in mare aperto», ha dichiarato Mizintsev.

22.16 – Media Usa: almeno 56 scuole colpite da inizio guerra
Sono almeno 56 le scuole ucraine danneggiate o distrutte dalla Russia dall'inizio del conflitto. E' quanto afferma una verifica indipendente fatta dalla serie di giornalismo investigativo «Frontline» di Associated Press e Pbs, secondo quanto riporta il Guardian. Secondo le autorità ucraine, le scuole bombardate sono oltre mille e quelle distrutte 95.

21.57 – In bozza conclusioni summit Ue aiuti a Kiev, nodo 'tregua'
L'Ue «resta impegnata a rafforzare la capacità dell'Ucraina di difendere la propria integrità territoriale e sovranità» e «accoglie la decisione di aumentare il sostegno militare nell'ambito del Fondo europeo per la pace». È quanto prevede la bozza delle conclusioni del vertice europeo straordinario di lunedì. Nel testo, che comunque tornerà sul tavolo di almeno un'altra riunione degli ambasciatori dei 27 da qui a lunedì, manca tuttavia un riferimento chiaro alla tregua o al cessate il fuoco. Assenza che, spiegano fonti europee, riflette una possibile divergenza sui termini di un eventuale cessate il fuoco.

21.32 – “Accordo informale Nato a non fornire aerei o tank occidentali”
I paesi membri della Nato si sono accordati informalmente per non fornire alcuni tipi di armamento all'Ucraina in modo da evitare il rischio di uno scontro fra la Russia e l'Alleanza Atlantica. Lo hanno confermato fonti diplomatiche della Nato all'agenzia stampa tedesca Dpa Secondo le fonti, l'intesa informale è stata rispettata anche per il timore i che in caso di rappresaglia russa non vi sarebbe stato il pieno sostegno da parte dei membri dell'Alleanza. Per questo la Polonia in marzo non ha fornito Mig 29. Finora i membri della Nato non hanno fornito tank di tipo occidentale o aerei caccia. Paesi membri dell'est Europa hanno inviato in Ucraina armi ed equipaggiamento di era sovietica. Interrogato dalla Dpa, un portavoce della Nato non ha voluto commentare, sottolineando che ogni decisione sulla fornitura di armi viene presa dai singoli stati membri.

21.08 – L’Italia revoca il Cavalierato a Mishustin
L'Italia revoca «per indegnità» l'Onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella d'Italia a Mishustin Mikhail Vladimirovich, Primo Ministro della Federazione Russa e a Manturov Denis, Ministro dell'industria e del commercio della Federazione Russa. Lo stabilisce il decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale odierna. Un secondo Dpr revoca «per indegnità» l'Onorificenza di Commendatore dell'Ordine della Stella d'Italia a Evtukhov Viktor Leonidovich, Segretario di Stato della Federazione Russa e a Kostin Andrey Leonidovich, Presidente della Banca russa VTB.

20.50 – Usa: passaporto russo è per assoggettare popolazione
La concessione della cittadinanza russa agli ucraini che vivono nelle zone occupate è «una tattica della Russia per assoggettare la popolazione ucraina, per imporre la sua volontà con la forza». Lo ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price, affermando che gli Usa «respingono con forza» l'azione di Mosca.

20.28 – Kuleba: se non avremo armi pesanti saremo uccisi
«Se non avremo tutte le armi pesanti di cui necessitiamo saremo uccisi dai russi». Lo ha detto il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in una conferenza stampa al World Economic Forum.

20.10 – Putin ordina un aumento di salario per i soldati
Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato un aumento del salario dei soldati che combattono in Ucraina. Lo scrive l'agenzia stampa russa Interfax, senza però quantificare l'aumento. Il leader del Cremlino ha affermato che l'aumento delle paghe dei soldati di stanza all'estero è legato al deprezzamento del dollaro rispetto al rublo.

19.36 – Unità russe nel Donbass pianificano offensiva in direzione Lyman
Le unità russe nel Donbass stanno cercando di sviluppare operazioni offensive in direzione di Lyman, ma senza successo. Lo ha reso noto lo Stato maggiore.


19.21 –  Due morti e sette feriti in attacco a Balakliia
Due civili sono stati uccisi e sette sono rimasti feriti negli attacchi di artiglieria russi che hanno colpito la città di Balakliia, nella regione di Kharkiv. Lo riporta Ukrinform.

19.11 – Kiev: bombardamenti su Balakliia, 2 morti e 7 feriti
Attacchi di artigliera russi sulla città di Balakliia, nella regione di Kharkiv, hanno causato due morti e sette feriti, uno dei quali, un minore, è in condizioni critiche. Lo ha riferito l'agenzia Ukrinform.

18.36 – Kuleba: la Nato non fa nulla
La Nato non sta facendo «letteralmente niente» contro l'invasione della Russia, mentre l'Unione europea ha preso decisioni «rivoluzionarie» a sostegno dell'Ucraina. Lo ha detto intervenendo al World Economic Forum di Davos il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. «La Nato come alleanza, come istituzione, è messa completamente da parte e non sta facendo letteralmente nulla. Mi dispiace dirlo», ha dichiarato Kuleba che ha al tempo stesso lodato Bruxelles per le «decisioni rivoluzionarie e che nemmeno loro si aspettavano di prendere».

18.05 – Papa: vicini al popolo, imploriamo la pace
«In questi giorni con il nostro pensiero siamo vicini alle persone in Ucraina e preghiamo per tutti gli uomini, la cui vita è minacciata e condizionata, per tutti coloro che anelano alla pienezza di vita che solo il Signore può dare. Imploriamo la sua pace!». Così Papa Francesco nel Messaggio inviato in occasione della 102esima Giornata dei fedeli cattolici tedeschi (Deutsche Katholikentag) che si svolge a Stoccarda, in Germania, da oggi fino al 29 maggio e che ha per motto: «Condividere la vita».

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17.57 – Dagli Usa 4 milioni di dollari per lo sminamento
Gli Stati Uniti hanno donato 4 milioni di dollari per sostenere un programma di sminamento e rimozione degli ordigni inesplosi in territorio ucraino. Lo ha annunciato su Twitter l'ufficio Affari politico-militari del dipartimento di Stato degli Stati Uniti. I fondi statunitensi, si legge nel tweet, andranno a sostenere l'organizzazione non governativa britannica Halo Trust, specializzata nella rimozione di detriti lasciati dalla guerra. Saranno create 10 squadre che provvederanno a sminamento e rimozione delle bombe non esplose.

17.23 – Kiev: passaporti russi a nostri concittadini violano sovranità
Il Ministero degli Esteri dell'Ucraina «condanna» il decreto del presidente russo Vladimir Putin sull'acquisizione semplificata della cittadinanza russa per i residenti delle regioni di Zaporizhia e Kherson. Secondo Kiev questa pratica costituisce «una grave violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina, delle norme e dei principi del diritto internazionale umanitario e degli obblighi del Federazione Russa come potenza occupante, ai sensi dell'articolo 45 della Convenzione dell'Aia del 1907 e dell'articolo 47 della Convenzione del 1949 per la protezione delle persone civili in tempo di guerra».

17.11 – Mosca: “Non ci ritireremo dall'Oms”
La Russia non ha intenzione di ritirarsi dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di propria iniziativa. Lo ha detto oggi alla Tass Pyotr Ilyichev, direttore del Dipartimento delle organizzazioni internazionali del ministero degli Esteri russo. «No, assolutamente nessun ritiro dall'Oms. La Russia non si ritirerà di propria iniziativa», ha detto in risposta a una domanda.

17.09 – Cristoforetti: tristi per guerra, ma lavoriamo insieme
«Tutti qui sulla Stazione Spaziale siamo tristi per il conflitto in corso in Ucraina, ma penso che sia importante continuare a lavorare insieme»: lo ha detto l'astronauta Samantha Cristoforetti in collegamento con il forum economico di Davos. «La Stazione Spaziale Internazionale è un esempio importante di collaborazione internazionale e la Russia è un partner importante», ha aggiunto l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che sta affrontando la sua seconda missione nello spazio, Minerva, e che fa parte dell'attuale equipaggio della Iss con tre russi e tre americani.

16.49 – Intelligence Kiev: i russi hanno usato 60% scorte armi ad alta precisione
Secondo l'intelligence ucraina i russi avrebbero usato più del 60% delle scorte di armi ad alta precisione a loro disposizione. «Secondo i nostri dati, se parliamo di armi ad alta precisione, circa il 60 percento delle scorte è già stato utilizzato. Per alcune tipologie siamo al 70%», ha spiegato Vadym Skibitsky, vice capo della direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino. Lo riporta Ukrainska Pravda.

16.11 – Putin visita per prima volta feriti in guerra Ucraina
Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato all'ospedale militare centrale Mandrika di Mosca per visitare per la prima volta alcuni dei soldati feriti nella guerra in Ucraina. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. Putin, che indossa un camice bianco, è accompagnato dal ministro della Difesa Serghei Shoigu.

15.51 – Putin e Shoigu visitano soldati feriti in ospedale
Vladimir Putin e il suo ministro della Difesa, Sergei Shoigu, hanno visitato in ospedale soldati feriti nell'«operazione militare speciale», come viene ancora chiamata in Russia l'invasione, in Ucraina. La televisione Rossiya 1 ha trasmesso le immagini della visita. Putin e Shoigu indossavano entrambi un camice bianco.

15.39 – Mosca, Roma non ci ha inviato piano ma da quanto leggiamo
«Da Roma non ci hanno inviato nulla, ma da quello che leggiamo sui media le proposte italiane sono talmente distaccate dalla realtà che in linea di principio è difficile che possano essere prese sul serio». Lo ha detto oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata dalla Tass, in merito al piano italiano per la pace in Ucraina. Il piano, ha aggiunto la Zakharova, citata da Interfax, «può servire come esempio per quello che si può chiamare una “teoria da ufficio”». «Ci sono delle idee, ma nella pratica non sono state verificate in alcun modo, non c'è nemmeno una connessione con la situazione in loco».

15.32 – Kuleba, strategia concessioni a Putin è fallita
L'Ucraina non farà concessioni al presidente russo Vladimir Putin, poiché questa strategia è già fallita dal 2014 e ha portato agli attacchi missilistici su Kiev. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, al Forum economico mondiale di Davos. «Questa strategia è stata utilizzata dalle principali potenze mondiali dal 2014 al 24 febbraio 2022: cedere qui, fare concessioni là, aiuterà per prevenire la guerra. Ha fallito. Otto anni di questa strategia hanno portato agli attacchi missilistici su Kiev e a spargimenti di sangue nel Donbass», ha sottolineato Kuleba.

15.26 – Premier Slovacchia, se Kiev cade noi saremo i prossimi
«Con la Russia siamo stati difensivi per troppo tempo. Dobbiamo supportare l'Ucraina che sta difendendo con il suo sangue i nostri valori. Se cade la Slovacchia sarà la prossima e noi non possiamo permetterlo». Lo ha detto il premier slovacco, Eduard Heger, intervenendo al Forum economico mondiale di Davos.

15.24 – Kuleba, Kissinger? Non condivido il suo punto di vista
«Kissinger, lo rispetto ma non ha alcuna posizione ufficiale nell'amministrazione Usa, è la sua posizione, che non condivido». Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba intervenendo al Forum economico di Davos in Svizzera. Secondo Henry Kissinger, intervenuto anche lui a Davos, l'Occidente non dovrebbe cercare di infliggere una sconfitta alla Russia e l'Ucraina dovrebbe rinunciare a qualche territorio per la pace.

15.15 – Kiev: “La Russia ha intensificato l’uso dell’aviazione”
Le truppe russe hanno recentemente aumentato l'uso di aerei da combattimento contro le unità delle forze armate ucraine. Lo ha annunciato nel briefing di oggi il portavoce del ministero della Difesa Oleksandr Motuzyanyk. «Il nemico ha intensificato l'uso dell'aviazione, in particolare di aerei d'assalto e dell'esercito, per supportare la sua offensiva di terra - ha detto - Inoltre, l'aviazione russa ha condotto esercitazioni nelle acque del Mar d'Azov e del Mar Caspio e nello spazio aereo della Federazione Russa». «Secondo il Ministero della Difesa ucraino, bombardieri russi a lungo raggio Tu-22M3 e Tu-95/160 provenienti dallo spazio aereo sopra il Mar d'Azov e il Mar Caspio, così come dallo spazio aereo della Russia, hanno effettuato lanci di missili da crociera».

15.04 – Parlamento russo approva ddl per cancellare limite età per arruolarsi
Il Parlamento in Russia ha approvato un disegno di legge che cancella il limite di età per coloro che desiderano arruolarsi nelle forze militari per la prima volta. La legge ancora in vigore prevede che tutti i cittadini di età compresa fra i 18 e i 40 anni possano arruolarsi come militari a contratto (sono 400mila in questo momento, a cui si aggiungono le 130mila reclute che possono essere dispiegate all'estero dopo quattro mesi dall'inizio del loro servizio militare). «L'esperienza specialistica si matura con l'età: a 40-50 anni, una persona ha l'esperienza più ricca che deve essere usata per gli obiettivi della difesa», ha dichiarato il Presidente della Commissione difesa della Duma, Andrei Kartapolov, esponente di Russia unita. Il provvedimento diventerà legge dopo la firma di Vladimir Putin.

15.03 – Kiev, Russia ricatta il mondo su sblocco export cibo
«La Russia ora ricatta il mondo chiedendo di revocare le sanzioni in cambio dello sblocco delle esportazioni alimentari dell'Ucraina. Qualsiasi politico o funzionario straniero che potrebbe pensare di accettare questo gioco dovrebbe prima visitare le tombe dei bambini ucraini uccisi e parlare con i loro genitori». Lo ha scritto su twitter il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba.

15.01 – Zelensky: “Intensificati cyber attacchi russi a siti governativi”
«L'aggressore russo ha intensificato gli attacchi informatici ai siti web del governo, a importanti infrastrutture, ha sparato spietatamente alle nostre torri tv e ha distrutto i canali di comunicazione internet». Lo fa sapere su Telegram il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, sottolineando che «questo conflitto è stato il primo al mondo in cui il cyberspazio è diventato un'arena di guerra a tutti gli effetti, come terra, aria o mare. Il nemico usa cinicamente attacchi informatici, come proiettili e missili, per portare a termine i suoi piani criminali». Nonostante i cyber attacchi «il personale e i militari del Servizio statale per le comunicazioni speciali e la protezione delle informazioni dell'Ucraina stanno facendo tutto il possibile e l'impossibile per mantenere affidabili, stabili e sicure le comunicazioni governative e civili del Paese».

14.54 – Kiev, non revocare sanzioni in cambio sblocco export cibo
«La Russia sta ricattando il mondo chiedendo di revocare le sanzioni in cambio dello sblocco delle esportazioni alimentari dell'Ucraina. Qualsiasi politico o funzionario straniero che possa pensare di accettare questo gioco dovrebbe prima visitare le tombe dei bambini ucraini uccisi e parlare con i loro genitori». Lo scrive su Twitter il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba.

14.53 – Mosca, proposte piano pace Italia avulse da realtà
In merito al piano di pace per porre fine al conflitto in Ucraina studiato dall'Italia «i nostri esperti hanno studiato le pubblicazioni sull'argomento, ma sottolineo ancora una volta che nessuno del Ministero degli Affari Esteri italiano ci ha fornito alcun piano. Sulla base di quanto scrivono sui media, le proposte contenute nel piano annunciato sono così fuori dal contatto con la realtà che sono difficili da prendere sul serio». Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Lo riporta Ria Novosti. «È sorprendente che Mosca possa essere interessata alle iniziative di pace che danno priorità alla logica di un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro la Federazione Russa e al continuo sostegno militare a Kiev regime», ha aggiunto

14.52 – Kuleba: “Revoca sanzioni per grano? Russia ricatta il mondo”
«Ora la Russia ricatta il mondo chiedendo di revocare le sanzioni in cambio dello sblocco delle esportazioni alimentari dell'Ucraina. Qualsiasi politico o funzionario straniero che pensi di accettare questo gioco dovrebbe prima visitare le tombe dei bambini ucraini uccisi e parlare con i loro genitori». Lo ha dichiarato su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, commentando le parole del vice ministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko, secondo cui Mosca è disposta a consentire l'uscita di mercantili carichi di generi alimentari dall'Ucraina, a patto di una parziale revoca delle sanzioni.

14.47 – Separatisti, completato accerchiamento Severodonetsk
I separatisti filorussi del Lugansk hanno annunciato di aver completato l'accerchiamento di Severodonetsk, l'ultima roccaforte ucraina nella regione. Lo riporta la Tass. Secondo tali fonti, la città è stata accerchiata ed è nell'«ambiente operativo» delle milizie filorusse e dell'esercito russo. L'accesso alla città sarebbe quindi stato chiuso anche da Sud, dal momento che Severodonetsk era già da giorni circondata da Nord, Est e Ovest.

14.41 – Lanciata app per raccogliere prove su crimini di guerra
Una app per raccogliere prove dei crimini di guerra russi in Ucraina. Ad annunciarne il lancio è su Telegram l'ufficio del procuratore generale di Kiev. L'applicazione, che funzionerà sia con sistemi Ios che Android, si chiama “Rwc”, acronimo che sta per “Russian War Crimes" e si affianca al portale unico warcrimes.gov.ua. «L'app offre tutte le funzionalità del sito, con un'interfaccia intuitiva, rendendo il processo di presentazione delle prove ancora più veloce», sottolinea la Procura generale, assicurando che «l'applicazione e il portale hanno istruzioni chiare e garantiscono la protezione dei dati personali e la conservazione delle prove». Al portale unico creato per raccogliere prove sui crimini di guerra commessi dai soldati russi in Ucraina sono già arrivati oltre 15mila messaggi. «I pubblici ministeri – fa sapere l'ufficio del pg – continuano a raccogliere informazioni e a interrogare i testimoni».

14.37 – Zakharova, Italia non ci ha mandato alcun piano pace
Il ministero degli Esteri italiano non ha spedito alla Russia nessun piano su come risolvere la situazione in Ucraina. Lo ha dichiarato in conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. «Questa iniziativa, questa sorta di piano non ci e' stata mandata», ha spiegato la portavoce, «abbiamo solo informazioni dai media su un qualche piano che il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha sottoposto alle Nazioni Unite. Ancora, tutte le informazioni che abbiamo sull'argomento le abbiamo apprese dai media». «Che cosa si può dire di un piano se non lo hai visto nemmeno? Nessuno dal ministero degli Esteri italiano ci ha passato alcun piano».

14.31 – Kiev smentisce che la regione di Lugansk sia stata isolata Gaidai
Il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk Sergiy Gaidai ha smentito che l'esercito russo avrebbe isolato la regione dal resto dell'Ucraina e bloccato l'autostrada Lysychansk-Bakhmut. Lo riporta Ukrinform. La regione di Lugansk non è isolata. La strada Lysychansk-Bakhmut non è bloccata. È disponibile l'accesso a Lysychansk e Severodonetsk. Nel pomeriggio, i media hanno iniziato a diffondere la notizia che gli occupanti avrebbero interrotto la “strada della vita”. Questo non è vero. Oggi siamo riusciti a consegnare aiuti umanitari. A partire dalle 13, il traffico è possibile», ha scritto Gaidai su Telegram.

14.03 – Banca centrale russa anticipa riunione su tassi interesse
La Banca Centrale di Russia ha anticipato di oltre due settimane la prossima sessione sui tassi di interesse, dal 10 giugno a questo giovedì, ha annunciato l'istituto. Gli osservatori ritengono possibile una significativa riduzione dei tassi di interesse. Il rublo ha continuato a rafforzarsi dopo l'annuncio di mercoledì ed è salito a un massimo pluriennale rispetto al dollaro Usa. Dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, la banca ha inizialmente reagito con un forte aumento dei tassi di interesse per arrestare il crollo storico del rublo. Nelle ultime settimane, tuttavia, il rublo è salito in modo significativo e ha raggiunto i massimi storici rispetto al dollaro e all'euro. Uno dei motivi sarebbe il controllo dei capitali, che ha notevolmente allentato la pressione di vendita sul rublo. La banca centrale ha quindi già iniziato a ridurre i tassi di interesse e probabilmente continuerà a farlo. Questo alleggerirebbe in parte la pressione sull'economia russa. A causa delle pesanti sanzioni imposte dai Paesi occidentali in risposta alla guerra in Ucraina, gli esperti prevedono una drastica contrazione dell'economia russa quest'anno.

13.58 – Mosca approva legge per arruolamento oltre i 40 anni
Il Consiglio della federazione russa ha votato una legge che abolisce il limite di età per l'arruolamento militare. La legge russa attualmente consente a qualsiasi cittadino di età compresa tra i 18 ei 40 anni di arruolarsi nelle forze armate firmando un contratto. «Per l'uso di armi di alta precisione, il funzionamento di armi e attrezzature militari sono necessari specialisti altamente professionali» e, di norma, «si diventa tali all'età di 40-45 anni», viene spiegato nelle motivazioni.

13.55 – Putin: “Cittadinanza semplificata per residenti Zaporizhia e Kherson
Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che introduce una procedura semplificata per l'ottenimento della cittadinanza russa per i residenti delle regioni ucraine di Zaporozhye e Kherson. 

13.52 – Von der Leyen: ”Confisca beni oligarchi per ricostruire Ucraina”
«Presentiamo regole più severe per tracciare e congelare i guadagni illeciti, anche dalla violazione delle sanzioni. Non permetteremo agli oligarchi di prosperare grazie alla macchina da guerra russa. I loro beni dovrebbero essere confiscati e possibilmente utilizzati in seguito per ricostruire l'Ucraina». Lo scrive in un tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. «Oggi adottiamo ulteriori misure per mantenere alta la pressione su Putin e sui suoi compari, gli aggressori dell'Ucraina. In primo luogo, vogliamo aggiungere le violazioni delle sanzioni dell'Ue all'elenco dei reati dell'Ue e farne un reato penale. Chi viola le sanzioni deve essere assicurato alla giustizia», aggiunge.

13. 45 – Mosca: “Cinque navi straniere hanno lasciato il porto di Mariupol”
Cinque navi "straniere" hanno potuto lasciare il porto di Mariupol dopo lo sminamento. Lo rende noto il ministero degli Esteri di Mosca.

13.40 – Kiev:  “Russia ha perso 29.450 soldati dall’inizio del conflitto”
Le forze armate russe hanno perso 29.450 soldati dall'inizio del conflitto. Lo riporta il bollettino giornaliero fornito dall'Ucraina. A questi si aggiungono, fra le altre cose, 1.305 carri armati, 3.213 veicoli blindati, 170 elicotteri, 206 aerei, 491 droni e 13 navi.

13.38 – Stabilimento statale sospende l’attività. Emergenza sale in Ucraina
E' emergenza sale nel Paese. La sospensione dell'attività dello stabilimento di produzione del sale Artemisil, nella regione di Donetsk, ha portato lo stabilimento di Drohobych ad aumentare la propria capacità di produzione fino a 55mila tonnellate, ma ciò non basterà neanche per coprire la regione di Leopoli.

13.27 – Kiev:  “Dall’ inizio del conflitto uccisi 238 bambini"
Sono 238 i bambini uccisi in Ucraina dall'inizio del conflitto. Lo riporta la procura generale di Kiev. A questi si aggiungono 433 feriti. Le cifre dovrebbero essere più elevate poiché non includono le vittime dei bambini nelle aree in cui sono in corso le ostilità e nelle aree occupate. 

13.16 – Il governo russo “segue da vicino il rafforzamento del rublo”
Il rafforzamento del rublo priva il bilancio di parte delle sue entrate e grava sulle esportazioni. Vladimir Putin ha presentato il rafforzamento del rublo come una prova della resistenza della Russia alle sanzioni occidentali. La valuta russa, che si aggirava intorno a 80 rubli per dollaro e 90 rubli per euro prima del 24 febbraio, giorno in cui le truppe russe sono entrate in Ucraina, inizialmente si è fortemente indebolita per poi riprendersi dal 9 marzo. Ieri il dollaro è stato scambiato a circa 56 rubli, un livello visto da febbraio 2018, e l'euro è a 57,6 rubli, record dal 2015. La Banca centrale russa ha infatti attuato severi controlli sui capitali. La valuta russa ha anche beneficiato dell'apertura di conti in rubli da parte di un gran numero di società straniere clienti del colosso Gazprom per pagare i loro acquisti di gas. E questo nonostante l'Unione europea abbia ritenuto, a più riprese, che questo meccanismo equivalesse ad aggirare le sanzioni imposte alla Russia. Lunedì il ministero delle Finanze ha annunciato l'imminente riduzione della quota del reddito degli esportatori russi che hanno dovuto trasformare in rubli, dall'80% al 50%, segno di un allentamento delle misure di controllo dei cambi messe in atto dalle autorità per prevenire il collasso della moneta nazionale.

12.57 – Zelensky: “L’evacuazione di Azovstal unico momento positivo dei negoziati con la Russia”
«L'unico aspetto positivo dei colloqui con la Russia e l'evacuazione delle persone da Mariupol compresi i militari e i civili da Asovstal», afferma il premier ucraino, Volodymyr Zelensky, al forum di Davos. «Quando l'Ucraina dice che combatterà fino a quando non riconquisterà tutti i suoi territori, significa solo che l'Ucraina combatterà fino a quando non riconquisterà tutti i suoi territori e niente altro. Si tratta di indipendenza e sovranità. Questa è una fase sanguinosa», aggiunge. Secondo Zelensky comunque la guerra «può trasformarsi in un formato di colloqui diplomatici con la partecipazione dei presidenti di Russia e Ucraina, se Mosca «dimostra almeno qualcos,a come il ritiro delle truppe ai confini precedenti l'invasione».

12.48 – Ue, violare le sanzioni sarà reato. Regole più dure per le confische
La Commissione Europea agisce per rendere più efficace l'attuazione delle sanzioni Ue. L'esecutivo comunitario propone da un lato di fare della violazione delle sanzioni un reato a livello comunitario, cosa che ridurrebbe l'attuale frammentazione delle regole, che sono nazionali, dall'altro di rafforzare il quadro normativo per rendere più facile confiscare i beni sequestrati. Più nel dettaglio, l'inclusione della violazione delle sanzioni nella lista dei reati Ue permetterà di fissare uno standard comune di base, rendendo più facile indagare, perseguire e punire la violazione delle sanzioni, che è un reato grave, in tutti gli Stati membri nello stesso modo. I reati inclusi saranno, per esempio, agire in modo da aggirare le misure in vigore, evitare di congelare beni o fondi appartenenti a persone fisiche o giuridiche sanzionate, importare o esportare beni vietati. La proposta viene accompagnata da una comunicazione con un allegato: una volta che gli Stati avranno concordato sulla proposta di allungare la lista dei reati Ue, la Commissione presenterà una proposta legislativa basata sulla comunicazione. 

12.41 – Di Maio: “Rischio di altre guerre legare al cibo e all’energia”
«
A me dispiace che qualcuno si sia convinto di quello che vuole Putin e cioè che noi abbiamo un problema di grano perché l'Unione Europea ha colpito la Russia con le sanzioni. Noi abbiamo un problema di grano perché i porti dell'Ucraina sono bloccati, hanno un blocco militare da parte delle navi russe», sostiene il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. E aggiunge: «In queste ore, grazie alla mediazione dell’Onu e di altri Paesi, si stanno cominciando a sbloccare alcune navi commerciali per portare via quelle quantità di grano prodotto in Ucraina. Ci sono paesi africani che sono dipendenti al 100 per cento dal grano ucraino e russo. In questo momento storico, oltre alla dinamica dell'aumento del costo dei prodotti al consumo nei Paesi europei- in altri quadranti come in quello nordafricano la mancanza di grano può causare da instabilità politica a maggiore immigrazione, a colpi di Stato e proliferazione di organizzazioni terroristiche».

12.28 – Intelligence Usa: “Russia controlla intero traffico del settore nord del Mar Nero”

La Marina russa ora controlla in modo effettivo l'intero traffico nel settore nor del Mar Nero, effettuando il blocco navale che ha fermato le esportazioni dai porti ucraini con quello che i leader mondiali definiscono un deliberato attacco alla distribuzione alimentare mondiale. I documenti dell'intelligence Usa analizzano le firme termiche emesse dalle navi russe per rivelare dense aree di attività navali lungo la costa ucraina e della Crimea, occupata ed annessa nel 2014. Il blocco navale, scattato dopo l'inizio dell'invasione il 24 febbraio scorso, sta «intrappolando le esportazioni agricole ucraine e mettendo a rischio le forniture alimentari globali», ricordano le fonti dell'intelligence Usa. «L'impatto delle azioni della Russia non può essere compreso se non si considera quanto le esportazioni marittime dell'Ucraina siano vitali per la sicurezza alimentare mondiale - proseguono - l'Ucraina garantisce il 10% dell'esportazione mondiale di grano, e la grande maggioranza di queste esportazioni, circa il 95% nel 2020, transita nel Mar Nero».

12.18 – Letta: “Ci sarà confronto alle Camere, non drammatizzare”
Giuseppe Conte chiede un nuovo confronto in Parlamento sulla linea italiana per la guerra in Ucraina: «Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, si andrà in Parlamento perché ci sarà un nuovo dibattito. Noi non ci sottrarremo al dibattito parlamentare quando il governo valuterà che ci sarà l'occasione. Quindi, non mi sento di drammatizzare questa situazione», afferma il leader dem Enrico Letta.

12.14 – La guerra spinge nuove richieste di asilo Ue. Da gennaio a febbraio 2022, boom di domande ucraini, +568%
La guerra in Ucraina fa aumentare il numero delle nuove richieste di asilo in Unione Europea da parte di cittadini extra europei. Lo rende noto Eurostat. A febbraio 2022 sono state presentate 54.565 richieste di protezione internazionale negli Stati membri dell'Ue, il 3% in più rispetto a gennaio e ben l'85% in più rispetto a febbraio dello scorso anno. L'aumento da gennaio a febbraio, sottolinea l'ufficio di statistica europeo, può essere in gran parte attribuito ai richiedenti asilo di nazionalità ucraina che hanno presentato richiesta di protezione internazionale per la prima volta, da 355 a gennaio a 2.370 a febbraio, un aumento pari al 568%. La maggior parte dei richiedenti asilo che hanno inoltrato la domanda di protezione internazionale per la prima volta sono afghani e siriani, seguiti da venezuelani, colombiani e ucraini. Oltre un quarto si è rivolto alla Germania (27%), seguita da Spagna (17%), Francia (17%) e Italia (9%), dove le richieste di asilo alla prima presentazione sono state 5.160. Assieme all'Austria (6%) questi Stati membri hanno ricevuto più di tre quarti (76%) di tutte le nuove domande di asilo in Ue.

11.51 – Putin incontrerà i militari russi feriti in guerra
Il presidente russo Vladimir Putin visiterà oggi uno degli ospedali militari di Mosca, dove vengono curati i soldati feriti nella guerra in Ucraina. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov,

11.45 – Dopo le dimissioni il diplomatico russo teme per la sicurezza Boris. Bondarev era in servizio all’Onu a Ginevra
Il diplomatico russo presso le Nazioni Unite a Ginevra che nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni in segno di protesta contro la guerra in Ucraina teme per la sua sicurezza: «Quando sei solo devi aspettarti, a torto o a ragione, di essere vittima di violenza, ha dichiarato Boris Bondarev al quotidiano elvetico Tages-Anzeiger-. E' incredibilmente importante sapere che c'è qualcuno che ti sostiene e cerca di proteggerti». Il diplomatico 41enne ringraziaa la missione svizzera presso le Nazioni Unite a Ginevra e il governo elvetico per questo. Bondarev afferma che le sue aperte critiche al presidente russo Vladimir Putin e al ministro degli esteri Sergei Lavrov sono giudicate un crimine in Russia. «Non sono considerato solo un oppositore, come diplomatico sono anche un funzionario. Quindi un procedimento penale è quasi certo per me». Il diplomatico spiega quindi di avere paura per la sua famiglia, i suoi parenti e i suoi amici più stretti: “Non ci sono molti diplomatici russi che sono molto vicini a fare come me perché sono stanchi di difendere posizioni che disapprovano».  L'ex ambasciatore spiega di aver agito per la sua "coscienza", ma anche per mostrare a tutti i russi che è sempre possibile «alzarsi e dire la verità». Bondarev per il momento vuole rimanere in Svizzera e cercare un nuovo lavoro.

11.34 – Nato: adesione Svezia-Finlandia a Consiglio sicurezza turco
Domani il Consiglio di sicurezza nazionale turco, presieduto dal presidente Recep Tayyip Erdogan, discuterà della richiesta di Finlandia e Svezia di aderire alla Nato. Nell'incontro si affronteranno anche le «iniziative di pace della Turchia per l'Ucraina», nonché la possibilità della mediazione di Ankara in questo processo e della fornitura di assistenza umanitaria a Kiev. 

11.15 – Mosca: no alla scorta occidentale nel Mar Nero alle navi che trasportano grano
Un'eventuale scorta occidentale delle navi che trasportano grano dall'Ucraina aggraverebbe seriamente la situazione nel Mar Nero: ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko, citato da Interfax. «Credo che questo aggraverebbe seriamente la situazione nella regione del Mar Nero», ha affermato in risposta alla domanda se la Russia si opporrebbe a una possibile mediazione occidentale di questo tipo.

11.05 – Il governatore di Luhansk: “I russi vogliono distruggere Severodonetsk”
«L’esercito russo ha deciso di distruggere completamente Severodonetsk. La stanno semplicemente cancellando dalla faccia della Terra». Lo ha affermato su Telegram il governatore della regione di Luhansk, Sergiy Gaidai.

10.55 – Scomparsi in Ucraina 1.918 bambini
L'Ufficio del difensore civico dell'Ucraina ha riferito che, dall'inizio dell'invasione russa del Paese, 1.164 persone si sono rivolte al Segretariato del Commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, per cercare 1.918 bambini scomparsi. I minori erano per lo più provenienti dalle regioni di Donetsk (compresa Mariupol), Kiev e Kharkiv. Lo riportano i media ucraini.

10.50 – Kiev: i russi colpiscono la stazione di Pokrovskoye per rafforzarsi nel Donbass
Le forze russe hanno colpito la stazione della località ucraina di Pokrovskoye (est) in una operazione volta ad eliminare le truppe ucraine che vengono trasferite per rafforzare il Donbass: lo hanno reso noto il vertici militari di Kiev, secondo quanto riporta la Tass.

10.45 – Mosca: “Il porto di Mariupol è tornato operativo”
Il porto di Mariupol ha ripreso a funzionare regolarmente. Lo ha annunciato il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, citato dalle agenzie. «Nella città di Mariupol, liberata dai militanti ucraini, nella Repubblica popolare di Donetsk, sono stati completati lo sminamento e la smilitarizzazione del porto marittimo, che ha iniziato a funzionare regolarmente», ha detto Konashenkov.

10.35 – Nuovo intervento di Zelensky a Davos: “L’Occidente non è forte e unito”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo nuovamente al World economic forum a Davos, ha criticato i Paesi occidentali per non avere una posizione unita sul sostegno all'adesione dell'Ucraina all'Ue, sull'espansione della Nato e sull'imposizione di sanzioni contro la Russia. «C'è un Occidente forte e unito? No». E poi: «L’Ucraina combatterà fin quando non riavrà tutto il suo territorio».

10.30 – Le condoglianze di Zelensky agli Usa per la strage in Texas
«Profondamente rattristato dalla notizia dell'uccisione di bambini innocenti in Texas - ha poi scritto Zelensky in un tweet - Sentite condoglianze per questa tragedia alle famiglie delle vittime, al popolo degli Stati Uniti e al presidente americano». «La popolazione dell'Ucraina - ha aggiunto - condivide il dolore dei parenti e degli amici delle vittime e di tutti gli americani».

10.25 – Il consigliere del sindaco di Mariupol: “Morte almeno 22mila persone”
A causa dell'aggressione russa a Mariupol, almeno 22.000 persone sono morte. Lo ha dichiarato alla Cnn il consigliere del sindaco della città ucraina Petro Andryushchenko, definendo «Mariupol una città fantasma» e aggiungendo che la cifra si basa sulle notizie da parte di funzionari del consiglio comunale che sono ancora a Mariupol. Tuttavia, il numero reale delle vittime potrebbe essere molto più alto. Il consigliere del sindaco ha anche affermato che il processo di sepoltura è stato complicato dall'insistenza dei russi sul fatto che i corpi vengano portati all'obitorio e che le persone che desiderano seppellire i resti dei loro cari devono accettare di registrare un video in cui dicono che il defunto è stato ucciso dai soldati ucraini.

10.20 – Il sindaco di Kramatorsk: “Missili nella notte”
Le forze russe hanno bombardato durante la notte la città ucraina di Kramatorsk (est): lo ha reso noto su Facebook il sindaco, Alexander Goncharenko, precisando che non ci sono vittime. Lo riporta l'agenzia Unian. «Notte ansiosa a Kramatorsk - ha scritto Goncharenko - attacco missilistico aereo su aree residenziali e settore privato. Nessuna vittima».

10.15 – Separatisti: “La difesa ucraina nel Luhansk sta crollando”
L'ambasciatore dell'autoproclamata Repubblica popolare di Luhansk in Russia, Rodion Miroshnik, ha affermato che le forze separatiste filo-russe della regione, insieme all'esercito russo e ai combattenti dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, hanno sfondato le difese ucraine nella regione di Luhansk. «La difesa ucraina sta crollando. È in corso un assalto attivo a Zolote. Le forze di pace stanno avanzando verso Maloryazantsevo, Volcheyarovka», ha scritto su Telegram Miroshnik, secondo quanto riporta il Guardian.

10.10 – Mosca: “Rimuovere le sanzioni per risolvere la crisi del grano”
«Risolvere il problema alimentare richiede un approccio globale, compresa la rimozione delle sanzioni e restrizioni imposte alle esportazioni russe e alle transazioni finanziarie russe. Richiede inoltre che l'Ucraina sdogani tutti i porti dove si trovano le navi. La Russia è pronta a fornire i necessari passaggi umanitari, cosa che fa ogni giorno". Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko, citato da Ria Novosti.

10.00 – Zelensky alla Bild: “Se Putin comprende la realtà, c’è una via di uscita diplomatica”
Volodymyr Zelensky torna ad intervenire a Davos ed insiste sul parlare direttamente con Vladimir Putin e non via intermediari. «Se Putin comprende la realtà, allora c'è la possibilità di trovare una via di uscita diplomatica dal conflitto», ha affermato. Il presidente ucraino ha insistito sulla necessità che Mosca ordini il ritiro delle sue truppe lungo le linee precedenti l'invasione dell'Ucraina il 24 febbraio. «Questo potrebbe essere un primo passo in direzione dei colloqui», ha aggiunto Zelensky, citato dalla Bild.

09.50 – Mosca: scambio con i prigionieri dell’Azovstal dopo il loro processo
Il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che si potrà discutere dello scambio dei combattenti ucraini che si sono arresi all'acciaieria Azovstal solo dopo che questi saranno sottoposti al processo. «Prima di allora, tutti i discorsi sullo scambio sono prematuri», ha detto Rudenko ai giornalisti, rispondendo alla domanda se la Russia prenderà in considerazione la possibilità di scambiare il soldato Vadim Shishimarin, condannato in Ucraina. Ne dà notizia l'agenzia russa Interfax.

09.40 – Media: la Nike non rinnova gli accordi per 37 negozi in Russia
La Nike non ha rinnovato gli accordi con Inventive Retail Group (Irg), che gestisce 37 negozi al dettaglio a marchio Nike in Russia, segnando l'ultima uscita di un importante marchio statunitense da quando le forze russe sono entrate in Ucraina. Lo riferisce il quotidiano economico russo Vedomosti, secondo cui il produttore Usa di abbigliamento sportivo ha dichiarato che dal 3 marzo ha sospeso le operazioni in tutti i suoi negozi di proprietà e gestiti da Nike in Russia, spiegando che quelli ancora aperti sono gestiti da partner indipendenti.

09.35 – Mosca: pronti al dialogo sulle forniture di grano ucraino
La Russia è pronta al dialogo con tutti i partner internazionali sulle forniture di grano dall'Ucraina: lo ha detto oggi il vice ministro degli Esteri, Andrey Rudenko, rispondendo ad un appello in questo senso lanciato dall'Occidente a Mosca. La Russia, ha inoltre affermato Rudenko, è pronta a fornire un corridoio umanitario per le navi che trasportano prodotti alimentari fuori dall'Ucraina.

09.25 – Mosca proroga di due settimane l’allarme terrorismo nella regione di Belgorod
Le autorità di Mosca hanno annunciato oggi la decisione di estendere di altre due settimane l'allarme terrorismo per la regione di Belgorod, al confine con l'Ucraina. Fino al 9 giugno resterà in vigore il livello giallo, ha annunciato il governatore regionale, Viacheslav Gladkov, su Telegram. La misura è stata varata la prima volta l'11 aprile e da allora è stata prorogata varie volte. Mosca ha denunciato a più riprese attacchi dell'esercito ucraino contro Belgorod, situata nei pressi della frontiera, uno dei principali punti di rifornimento di armi e truppe nell'offensiva contro l'Ucraina.

09.10 – I soldati dell’Azovstal detenuti dai russi “in condizioni soddisfacenti”
I soldati ucraini dell'Azovstal di Mariupol, consegnatisi ai russi nei giorni scorsi, sono detenuti in condizioni «soddisfacenti» e non vengono maltrattati. Il comandante del Battaglione Azov, Denis Prokopenko, che ha guidato la resistenza dentro l'acciaieria della città portuale ormai conquistata dai russi, si è messo in contatto con sua moglie. «Ha detto che sta bene e mi ha chiesto di me», ha riferito Kateryna Prokopenko, come riporta il Guardian. La connessione è stata interrotta prima che potesse parlare di se stesso in modo più dettagliato, ha aggiunto la donna, dicendo di avere comunque informazioni da altre fonti sulle condizioni di detenzione dei militari prigionieri. Secondo lei, le loro condizioni sono «soddisfacenti», viene data loro acqua e cibo e non hanno subito abusi. Non è noto se il comandante Prokopenko potesse parlare liberamente.

08.55 – Kiev: 29.450 le perdite tra le truppe russe
Ammonterebbero a 29.450 le perdite fra le fila russe dal giorno dell'attacco di Mosca all'Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 29.450 uomini, 1305 carri armati, 3213 mezzi corazzati, 606 sistemi d'artiglieria, 201 lanciarazzi multipli, 93 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 206 aerei, 170 elicotteri, 2217 autoveicoli, 13 unità navali e 491 droni.

08.45 – Dall’inizio della guerra uccisi 29 giornalisti, 15 scomparsi
Dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte dei russi sono stati commessi 280 crimini contro giornalisti. Le cifre le comunica l'Institute of Mass Information (Imi), precisando che dall'inizio del conflitto i russi hanno ucciso 29 giornalisti di cui 7 mentre svolgevano il proprio lavoro (tre ucraini e 4 stranieri). 9 i giornalisti feriti. 15 quelli scomparsi. Sono stati registrati 9 casi di rapimento dei giornalisti da parte dei russi. Almeno 113 media regionali hanno cessato la loro attività a causa delle minacce da parte degli occupanti Russi, l'occupazione delle redazioni, e l'impossibilità di lavorare sui territori occupati e stampare i giornali.

08.30 – Zelensky: “Fornire armi è il miglior investimento per mantenere la stabilità nel mondo”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando in un video messaggio del peggioramento della situazione nella regione del Donbass, ha chiesto ai governi stranieri di continuare a fornire supporto militare sotto forma di armi ed equipaggiamenti perché questo è «il miglior investimento per mantenere la stabilità nel mondo». Lo riporta il Guardian.

08.20 – Amministrazione regionale: 6 morti a Severodonetsk a causa dei bombardamenti
Sei persone sono morte a Severodonetsk a causa dei bombardamenti russi. Lo ha detto il capo dell'amministrazione militare regionale di Luhansk Serhiy Haidai, aggiungendo che altre otto persone sono rimaste ferite e che la maggior parte delle vittime si registrano vicino ai rifugi antiaerei. «I russi stanno picchiano la folla - ha detto ancora -. Sì, sanno che nell'impianto chimico Azot di Severodonetsk sono stati allestiti rifugi antiaerei e lì stanno bombardando. Ieri hanno ucciso quattro locali, altri tre sono stati ricoverati in ospedale. Il nemico sa anche quali scuole hanno un rifugio e una donna è stata ferita vicino a una delle istituzioni educative».

08.10 – Kiev: in corso un’offensiva russa verso Severodonetsk
Continuano i combattimenti in direzione di Severodonetsk, dove i russi stanno conducendo un'offensiva. Lo rende noto lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate ucraine, precisando che «gli occupanti russi stanno conducendo, con il supporto dell'artiglieria, un'offensiva nella direzione dell'insediamento di Severodonetsk, dove i combattimenti continuano». Lo Stato Maggiore aggiunge che «nella direzione di Bakhmut, il nemico ha condotto un'offensiva nell'area di Komyshuvakha, Yakovlivka e Troitsky, ma senza successo e subendo perdite. Nelle direzioni Volyn e Polissya, fino a sette battaglioni delle forze armate bielorusse continuano a svolgere compiti per rafforzare la protezione del confine bielorusso-ucraino».

07.40 – Media: numerose esplosioni a Zaporizhzhia
Diverse esplosioni sono state segnalate da testimoni oculari in piena notte a Zaporizhzhia. Lo riferisce il Kyiv Independent, spiegando che le forze russe hanno lanciato quattro missili contro la città, uno dei quali è riuscito a distruggere la difesa aerea ucraina. Una persona è stata uccisa e altre tre sono rimaste ferite nell'attacco.

05.50 – Zelensky: “Torneremo ai colloqui di pace dopo il ritiro delle truppe russe”
L'Ucraina tornerà ai colloqui con la Russia quando le truppe russe si ritireranno completamente. Lo ha affermato il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky in un'intervista al quotidiano giapponese NHK, come riferisce Ukrinform. «Per ogni ucraino - afferma il presidente ucraino - la vittoria è il ritorno dei territori. Crediamo che la Crimea e il Donbass siano i nostri territori. Stiamo combattendo per noi stessi. Vorrei che arrivassimo almeno ai confini del 24 febbraio, e poi ci proponiamo di sederci nuovamente al tavolo dei negoziati e concordare la pace, la fine della guerra e il ritorno dei nostri territori».

02.23 – La Lituania è pronta a curare i militari ucraini feriti
Il ministro della Difesa lituano Arvydas Anusauskas ha dichiarato che «nelle prossime settimane, la Lituania accetterà i soldati ucraini per la riabilitazione», secondo una dichiarazione pubblicata sul sito web del ministero.

00.46 – Zelensky: per il Donbass la Russia impiega tutte le forze
«Occorrono molto tempo e una forza straordinaria per contrastare il vantaggio della Russia in termini di armi e attrezzature». Nel suo discorso quotidiano, scrive il Kiev Indipendent, il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la Russia ha impiegato «tutte le forze che le sono rimaste» per attaccare il Donbass. Zelensky ha anche detto che le conversazioni intercettate delle truppe russe chiariscono che «sono ben consapevoli che questa guerra non ha senso e che strategicamente il loro esercito non ha alcuna possibilità».

Nell'acciaieria Azovstal conquistata dai russi: ecco quel che resta dell'ultimo baluardo della resistenza ucraina

00.07 – Militari russi uccidono 5 civili nell'Oblast di Luhansk
I militari russi uccidono 5 civili a Sievierodonetsk, nell'Oblast di Luhansk. Le truppe ucraine sono riuscite a evacuare due civili dal villaggio di Bilohorivka. Lo scrive il Kiev Indipendent. «È arrivato il momento in cui evacuiamo meno persone (al giorno) di quante ne perdiamo», ha dichiarato Serhiy Haidai, capo dell'amministrazione militare regionale.

00.01 – Guardian: i militari di Azov ricevono acqua e cibo, nessuno in Russia
«Vengono nutriti, ricevono acqua. Le condizioni soddisfano i requisiti e non hanno subito violenze in questo breve periodo», ha dichiarato Kateryna Prokopenko. «Cosa accadrà in seguito, ovviamente, non lo sappiamo, ma al momento ci sono terze parti - l'Onu e la Croce Rossa - che stanno controllando la situazione». La maggior parte dei combattenti di Azov feriti è detenuta in una prigione a Olenivka, un villaggio nella Donetsk occupata dai russi, ma un gruppo più piccolo di combattenti gravemente feriti si trova in un ospedale nella città di Novoazovsk, sempre nella Donetsk occupata dai russi. La Prokopenko ha dichiarato che, a sua conoscenza, nessuno dei combattenti è stato portato in Russia.

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