Guerra Russia-Ucraina, Michel: “Ucraina e Moldavia candidate, per Georgia prospettiva europea”. Missili da crociera russi su Mykolaiv. Arrivati a Kiev i lanciarazzi Usa. Il Cremlino: “Pace alle nostre condizioni”

Inizia oggi il primo processo a un soldato russo accusato di aver stuprato una donna ucraina. Il Papa: «Tutto sembra andare nella direzione opposta, il cibo diminuisce e il fragore delle armi aumenta»

Il 120° giorno di guerra della Russia contro l’Ucraina si apre con l’annuncio del presidente Usa, Joe Biden, su nuove sanzioni. Gli stati Uniti e i leader del G7 annunceranno nuove misure per accrescere la pressione sulla Russia nel prossimo summit in Germania. 

Da domenica scorsa – dice l'intelligence britannica  – le forze russe sono avanzate per oltre 5 chilometri verso la città di Lysychansk, nel Donbass. «Alcune unità ucraine si sono ritirate, probabilmente per evitare di essere accerchiate, ma le forze russe stanno mettendo sotto pressione la sacca di Lysychansk-Severodonetsk». 

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Il documento – La deportazione dei bambini, in trecentomila strappati ai genitori. Così la Russia rischia il processo per genocidio
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Gli aggiornamenti ora per ora

22.45 – Lavrov accusa Guterres: “Prolunga la crisi alimentare”
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha accusato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, di prolungare la crisi alimentare respingendo le proposte di Mosca sull'esportazione di grano. «Guterres sta cercando di risolvere i problemi dell'esportazione di grano dai porti ucraini senza tener conto dei corridoi che annunciamo quotidianamente», ha affermato Lavrov in un'intervista alla televisione pubblica bielorussa, «questa situazione crea problemi a molti paesi in via di sviluppo». «Il segretario generale delle Nazioni Unite, con le sue azioni, sta prolungando la crisi alimentare, rendendo impossibile l'invio rapido di grano lì. Questo è deplorevole», ha proseguito il ministro degli Esteri russo, che ha inoltre attaccato Guterres per non aver preso in considerazione l'ipotesi di esportare via terra il grano ucraino attraverso la Bielorussia, «percorso meno costoso rispetto a passare per Polonia e Romania».

22.25 – Il consigliere capo di Zelensky: “Negoziare con Mosca ora non ha senso”
«Le trattative sono in pausa. Esiste solo una sottosezione umanitaria, che riguarda lo scambio di prigionieri, i corridoi umanitari, l'evacuazione dalla zona di guerra dei nostri cittadini», ha spiegato Podolyak, il consigliere capo di Zelensky, «quanto alla sezione politico-diplomatica, non ha senso, perché nell'Est del Paese continuano intensi combattimenti. La Russia scommette che sarà in grado di ottenere qualche vittoria militare tattica grazie a un significativo vantaggio numerico. Non ha senso negoziare con un avversario del genere, perché risponderà irrazionalmente a tutte le controproposte». Podolyak ha poi respinto le tesi di chi sostiene che concessioni territoriali alla Russia potrebbero consentire di arrivare alla pace.

22.04 – Gli Usa confermano aiuti militari a Ucraina (compresi missili) per altri 450 milioni di dollari
Gli Stati Uniti stanno inviando all'Ucraina aiuti militari per altri 450 milioni di dollari. Lo ha confermato il portavoce della Casa Bianca, John Kirby. «Questo pacchetto contiene armi ed equipaggiamento, inclusi i nuovi sistemi di razzi da artiglieria ad alta mobilità», ha spiegato Kirby. Verranno inoltre spedite decine di migliaia di munizioni da artiglieria e imbarcazioni da pattugliamento.

21.25 – Leader Ue: “Mosca sblocchi porti e liberi export di grano, è responsabile crisi alimentare”
«La Russia, usando il cibo come arma nella sua guerra contro l'Ucraina, è l'unica responsabile della crisi di sicurezza alimentare globale che ha provocato. Il Consiglio europeo esorta la Russia a cessare immediatamente di prendere di mira le strutture agricole e di sbloccare il Mar Nero, in particolare il porto di Odessa, in modo da consentire l'export di grano e le operazioni di navigazione commerciale. Il Consiglio europeo sostiene gli sforzi del Segretario generale delle Nazioni Unite a tal fine». E' quanto si legge nelle conclusioni del Consiglio europeo sull'Ucraina approvate questa sera.

21.15 – Filorussi: “I difensori fabbrica Azot disposti a resa”
I difensori ucraini trincerati nello stabilimento chimico Azot di Severodonetsk sono disposti ad arrendersi se verrà garantita l'incolumità dei civili. Lo ha riferito a Tass una fonte delle milizie separatiste filorusse del Lugansk. Secondo la fonte, «le condizioni che hanno proposto sono un cessate il fuoco e un'uscita sicura dalla zona industriale per i civili, quindi sono presumibilmente pronti a deporre le armi e ad arrendersi». Non è chiaro il numero di civili presenti nei bunker dello stabilimento, a fronte di stime che vanno dalle poche centinaia ai 1.200. I separatisti affermano che alcuni civili hanno lasciato la fabbrica in queste ore.

In precedenza il governatore ucraino dell'Oblast, Sergiy Gaidai, aveva affermato che i soldati presenti nella fabbrica stavano valutando un ritiro.

20.55 – Kiev: “Sei civili uccisi dai russi nel Donetsk”
Pavlo Kyrylenko, governatore ucraino del Donetsk, ha affermato su Telegram che nella regione oggi sei civili sono stati uccisi dai russi: tre a Pryshib, due ad Avdiivka e uno a Chasiv Yar. Altre cinque persone sono rimaste ferite, ha aggiunto. «E' al momento impossibile determinare l'esatto numero di vittime russe a Mariupol e Volnovakha», ha detto ancora Kyrylenko.

20.45 – Michel: “Ucraina e Moldavia candidate, per Georgia prospettiva europea”
Il Consiglio Europeo ha deciso di garantire all'Ucraina e alla Moldavia lo status di Paesi candidati all'adesione all'Ue, un «momento storico» per l'Unione. Lo annuncia via social il presidente Charles Michel, sottolineando che si tratta di un «passo cruciale nel percorso verso l'Ue». Come proposto dalla Commissione, alla Georgia viene riconosciuta una «prospettiva europea», ma l'Ue è «pronta a garantirle lo status di Paese candidato» una volta che verrano fatte le riforme richieste. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen fa i complimenti ai presidenti dei tre Paesi, che «fanno parte della famiglia europea. E la decisione storica presa oggi dai leader lo conferma».

20.40 – Zelensky: “Momento unico e storico, futuro Ucraina in Ue”
«E' un momento unico e storico». Lo scrive il presidente Volodymyr Zelensky su Twitter dopo il via libera del Consiglio Ue allo status di candidato all'adesione per il suo Paese ringraziando «Charles Michel, Ursula von der Leyen e i leader dell'Ue per il sostegno». «Il futuro dell'Ucraina è all'interno dell'Ue», ha aggiunto.

20.05 – Kiev: “Fermata l'offensiva russa a sud di Lysychansk”
L'esercito ucraino ha fermato l'offensiva russa verso la periferia meridionale di Lysychansk, la città gemella di Severodonetsk nella regione di Lugansk, infiggendo «perdite al nemico», e al momento lo ha «costretto a ritirarsi». Lo afferma nel suo bollettino serale lo Stato maggiore di Kiev.

19.15 – Orban, “No a nuove sanzioni, pace antidoto a inflazione”
«Diciamo sì all'adesione dell'Ucraina all'Ue, diciamo sì alla pace e diciamo no a ulteriori sanzioni». Così il premier ungherese, Viktor Orban, in un video su Facebook. «L'Europa sta soffrendo» della «inflazione di guerra, della crisi economica di guerra» ha aggiunto Orban, spiegando che sono state proposte nuove sanzioni, «causa - secondo il premier - di problemi economici». «Ora - ha concluso - non servono nuove sanzioni, ma la pace" perché questo è "l'unico antidoto all'inflazione di guerra».
18.17 – Kaliningrad, blocco merci lituana può essere aggirato con le navi
Il blocco imposto dalla Lituania alle merci dirette all'exclave russa di Kaliningrad può essere arginato «rapidamente reindirizzando sulle navi» i beni. Lo ha riferito il ministro per lo sviluppo delle infrastrutture della regione di Kaliningrad, Yevgeniya Kukushkina citato dall'agenzia di stampa russa Tass. Kukushkina ha anche spiegato che circa il 30% delle importazioni di merci di Kaliningrad era stato colpito dalla decisione lituana. "Questo volume può essere reindirizzato rapidamente sulle navi», ha aggiunto.
17.21 – Zelensky, russi distruggono tutto, loro tattica è primitiva
Le truppe russe «stanno distruggendo e devastando completamente i territori ucraini, impiegando artiglieria, bombe aeree e missili da crociera come armi preferite». Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parlando in collegamento con studenti e docenti delle principali strutture accademiche di Israele. Lo riferisce Ukrinform. «Gli occupanti non pensano a come dovrebbero combattere - ha aggiunto - hanno una tattica molto primitiva: usano la maggior parte delle loro capacità di bombe e artiglieria semplicemente per non lasciare spazio alla resistenza».
17.03 – Ucraina: media, da Usa nuovo invio armi
L'amministrazione Biden dovrebbe annunciare oggi un nuovo invio di armi all'Ucraina: lo riferisce la Cnn citando una fonte governativa americana. Nel pacchetto, di un valore di circa 500 milioni di dollari, dovrebbero esserci altri sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilita' (Himars) e munizioni. Lo conferma anche l'agenza Bloomberg citando l'Associated Press che, però, parla di 450 milioni di dollari.
15.55 – Borrell annuncia nuove linee guida per evitare blocchi a Kaliningrad
«La Commissione europea chiarirà le linee guida perché non vogliamo un blocco o vietare il traffico tra Russia e Kaliningrad. Gli obiettivi sono due: prevenire l'evasione delle sanzioni e non bloccare il traffico. E stiamo lavorando su questo». Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al suo arrivo al vertice Ue, dopo che la tensione è salita alle stelle nei giorni scorsi per le limitazioni e i controlli introdotti dalla Lituania sulle merci in ingresso nell'enclave russa.

15. 45 – Il ministro russo Shoigu: “Urgente una difesa militare unica Russia-Bielorussia”
Il raggruppamento regionale delle truppe e il sistema di difesa aerea dello Stato dell'Unione di Russia e Bielorussia hanno bisogno di misure urgenti per aumentare la prontezza di combattimento, ha affermato il ministro della Difesa di Mosca, Serghei Shoigu. «Le circostanze impongono la necessità di adottare misure congiunte urgenti per rafforzare la capacità di difesa dello Stato dell'Unione, aumentare la prontezza al combattimento del raggruppamento regionale di truppe e del sistema di difesa aerea regionale unificato», ha affermato Shoigu in un incontro con l'omologo di Minsk, Viktor Khrenin, a Mosca.
Shoigu ha aggiunto che la questione sta diventando oggi sempre più urgente e la Russia è pronta a fornire «qualsiasi supporto agli amici bielorussi» in questo senso. Il 19 maggio, il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko ha annunciato l'acquisto di sistemi di difesa aerea S-400 e sistemi missilistici Iskander dalla Russia.

15.30 – Scholz: Consiglio storico, prospettiva Ue a Ucraina
Quello di oggi a Bruxelles è «un Consiglio europeo storico mostreremo ancora una volta la nostra solidarietà all'Ucraina, ma prenderemo anche una decisione importante per la prospettiva europea dell'Ucraina». «L'obiettivo è quello di creare le condizioni necessarie per intraprendere questa strada condizionale per l'Ucraina». Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz, all'arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles.

15.30 – L'Onu: i civili morti in Ucraina sono almeno 4.662
È di almeno 4.662 morti il bilancio dei civili rimasti uccisi in Ucraina dallo scorso 24 febbraio, dall'inizio dell'invasione russa. L'ultimo aggiornamento diffuso dall'Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani registra almeno 1.207 donne e 320 bambini tra le oltre 4.600 vittime. I civili rimasti feriti sono almeno 5.803, compresi almeno 820 donne e 479 bambini, secondo il bilancio aggiornato alla mezzanotte del 22 giugno.

15.25 – Xi Jinping: “Basta mentalità da guerra fredda”
La Cina sottolinea la necessità di rifiutare una «mentalità da guerra fredda» e si oppone alle «sanzioni unilaterali». Lo ha detto il presidente Xi Jinping nel corso del suo intervento al vertice dei paesi Brics. Il leader di Pechino ha parlato anche dei «piccoli circoli costruiti attorno all'egemonismo» ai quali contrapporre «una grande famiglia in una comunità con un futuro condiviso per l'umanità». Xi ha parlato di promuovere l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite con lo «sviluppo sostenibile e incentrato sulle persone, investire di più nella riduzione della povertà, nel cibo, nell'istruzione, nella salute e così via per portare uno sviluppo globale più forte, più verde e più sano».

15.20 – I russi smantellano la più grande centrale solare di Zaporizhzhia
Nella regione di Zaporizhzhia, le forze russe hanno smantellato la più grande centrale solare dell'Ucraina, che si trovava vicino alla città di Tokmak. I pannelli solari sono stati smontati, imballati e portati via, secondo quanto riporta Unian. La Tokmak Solar Energy Station era entrata in funzione nel 2018 e si estende su una superficie di 96 ettari, con una capacità di 50 megawatt. È stata in grado di fornire elettricità a sei distretti della regione di Zaporizhzhia.

14.47 – Putin ai Brics: “Le sfide e le minacce transazionali richiedono risposte comuni”
Le sfide e le minacce transnazionali richiedono «risposte comuni» per rispondere «insieme e sulla base di una cooperazione onesta». Così il presidente russo Vladimir Putin al vertice dei Brics, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.

14.35 – Putin: “L'Occidente scarica i suoi errori sul resto del mondo”
Gli Stati occidentali «scaricano i propri errori macroeconomici sul resto del mondo attraverso meccanismi finanziari«. Lo afferma il presidente russo Vladimir Putin parlando al vertice dei paesi Brics, come riporta la Tass.

14. 27 – Nike esce definitivamente dal mercato russo
La Nike ha annunciato il pieno ritiro dal mercato russo a tre mesi dalla chiusura delle sue attività nel Paese come conseguenza per l'aggressione militare lanciata da Mosca nei confronti dell'Ucraina. La Nike aveva già smesso di accettare ordini online da parte dei clienti russi anche per la difficoltà di elaborare i pagamenti a causa delle sanzioni imposte dall'Occidente.

14.25 – Comandante Azov di Zaporizhzhia: “Presi in ostaggio due militari russi”
«Nella regione di Zaporizhzhia, unità di forze speciali del battaglione Azov hanno preso in ostaggio due militari russi». Lo riferisce, sul suo canale Telegram, il comandante di un'unità Azov di Zaporizhzhia Maksym Zhorin.

14.18 – Sereni: “Sosteniamo Onu e mediazione Turchia per sblocco grano”
«L'Italia sostiene l'operazione delle Nazioni Unite e anche la mediazione della Turchia perché si sblocchi la possibilità di esportare grano dall'Ucraina verso l'Africa, perché l'insicurezza e la crisi alimentare che può derivare dall'impedimento del grano di arrivare ai Paesi che ne hanno bisogno può essere drammatica, soprattutto per l'Africa e per il Mediterraneo», afferma la viceministra degli Esteri, Marina Sereni a margine della seconda Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo Co-Opera 2022.

14.02 – Kiev, arrivati lanciarazzi americani Himars
I lanciarazzi americani Himars sono arrivati in Ucraina. Lo ufficializza su twitter il ministro della Difesa di Kiev, Oleksii Reznikov che ringrazia il «collega e amico americano segretario alla Difesa Lloyd J.Austin» per questi «potenti strumenti». «L'estate sarà calda per gli occupanti russi. E l'ultima per alcuni di loro», aggiunge Reznikov. Il termine Himars è l'acronimo di “High 'Mobility Artillery Rocket System”, ovvero un sistema lanciarazzi d'artiglieria a elevata mobilità. La gittata è sensibilmente superiore a quella degli obici M177 da 155 millimetri, l'arma più potente finora consegnata a Kiev.

13.58 – Mosca: “Sull’Ucraina le relazioni con il Giappone al livello più basso”
Il Cremlino ha definito oggi le relazioni bilaterali tra Mosca e Tokyo «al punto più basso possibile» a causa delle accresciute tensioni sulla guerra in Ucraina. «Le relazioni con il Giappone si trovano al momento al livello più basso possibile e, di fatto, tutte le relazioni sono state limitate», afferma il portavoce Dimitri Peskov, citato dall'agenzia di stampa russa Interfax. «Sappiamo che il Giappone adotta un atteggiamento ostile nei confronti del nostro Paese», aggiunge Peskov, rispondendo alle critiche a Mosca per l'invasione dell'Ucraina.

13.45 – Esperto militare: “Ci aspettiamo massicci attacchi missilistici”
«Nel prossimo futuro, l'Ucraina dovrà affrontare massicci attacchi missilistici». Così l'esperto militare Oleg Zhdanov secondo il quale «la Russia cercherà di lanciare il maggior numero possibile di attacchi missilistici su diverse città dell'Ucraina. La gittata dei missili russi, purtroppo, copre l'intero territorio dell'Ucraina».

13.43 – 3 missili da crociera russi su Mykolaiv
La città di Mykolaiv è stata attaccata da tre missili da crociera partiti dal territorio della regione di Kherson occupata dai russi. Lo riporta su Telegram il comando operativo "Sud" del comune di Odessa. «L'infrastruttura industriale e sociale della città è stata colpita, un civile è rimasto ferito, i dettagli sono in fase di chiarimento», afferma il comando operativo.

13.30 – Letta: “Bene Ue, messaggio fortissimo a Putin” 
Il segretario del Pd Enrico Letta partecipa al prevertice del Pse a Bruxelles e afferma: «Oggi è un giorno storico per l'Europa, che, dando all'Ucraina lo status di Paese candidato all'adesione, fa una scelta di campo molto importante, un messaggio fortissimo che diamo a livello globale e a Vladimir Putin: toccare l'Ucraina vuol dire toccare l'Europa. Sosteniamo con grande forza questa scelta che l'Europa fa ed è importante che l'Italia sia in prima fila».

13.00 – Zelensky: ci aspettiamo maggior sostegno da Israele
In un discorso via zoom all'Università ebraica di Gerusalemme, il presidente Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere ad Israele un maggior sostegno e che si unisca alle sanzioni internazionali contro la Russia. «Un piccolo Paese come il Lussemburgo, con una popolazione di circa 600mila persone - ha spiegato - ci ha fornito un sostegno alla sicurezza per un importo del 15% del loro budget per la difesa. Ma che dire di Israele? Capiamo che questa non sia una situazione semplice per il Paese, ma vorremmo vedere più supporto», ha insistito riferendosi alle problematiche di Israele con la Russia per quanto riguarda la Siria. Poi ha insistito sull'adesione di Israele alle sanzioni dicendo che «ancora non si è vista» ed ha criticato lo stop alla politica dei visti liberi per gli ucraini. «Domani - ha aggiunto - saranno quattro mesi della guerra totale che la Russia ha dichiarato contro l'Ucraina. Penso che abbiate visto tutti voi stessi che questa è una tragedia». Zelensky ha poi incolpato la Russia, diventata uno «Stato terrorista». «Stanno distruggendo le nostre città - ha spiegato - stanno bruciando tutto sul loro cammino, in qualsiasi situazione. Non c'è selettività nell'artiglieria russa. Puoi immaginare la distruzione di 2.000 istituzioni educative in Ucraina. Che tipo di persona devi essere per danneggiare deliberatamente un asilo?». Ad un domanda sul futuro dell'Ucraina, Zelensky ha risposto che quel futuro si chiama Ue con l'ingresso di Kiev. «La guerra finirà - ha sottolineato - e noi vinceremo».

12.15 – Bombardato il porto di Skadovsk a sud: ucciso un civile
Un civile è stato ucciso in un bombardamento russo del porto di Skadovsk, nel sud dell'Ucraina, occupato dalla Russia il 22 giugno. Lo ha reso noto il sindaco Oleksandr Yakovlev, stando a Ukrainska Pravda. Il sindaco ha precisato che le infrastrutture della città sono rimaste integre e ha esortato la popolazione a fare attenzione. 

11.40 – Riapre l'ambasciata israeliana a Kiev
Riaperta l'ambasciata israeliana a Kiev. «La presenza diplomatica israeliana a Kiev è molto importante per noi ed è un altro segnale del sostegno di Israele per l'Ucraina», ha detto l'ambasciatore, Michel Brodsky, in dichiarazioni riportate da Ynet. La rappresentanza diplomatica era chiusa da fine febbraio, dall'inizio del conflitto a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina.

11.12 – Udienza preliminare nel primo processo per stupro
Oggi l'Ucraina dovrebbe tenere un'udienza preliminare nel suo primo processo contro un soldato russo accusato di aver violentato una donna ucraina. Lo scrive il Guardian, precisando che si tratta del primo caso del genere preso in esame dalle autorità giudiziarie del Paese. Sul banco degli imputati Mikhail Romanov, 32 anni, che sarà processato in contumacia. È accusato di aver ucciso un civile nella regione della capitale Kiev il 9 marzo scorso e di aver poi violentato ripetutamente la moglie dell'uomo.

10.50 – Il Papa: il cibo diminuisce e il fragore delle armi aumenta
«Tutto sembra andare nella direzione opposta: il cibo diminuisce e il fragore delle armi aumenta». Così Papa Francesco, parlando dell'«amata e martoriata Ucrain» ai partecipanti della 95esima Assemblea Plenaria della Riunione delle Opere per l'Aiuto alle Chiese Orientali (Roaco). «Nella fede sappiamo che le alture della superbia e dell'idolatria umane saranno abbassate, e colmate le valli della desolazione e delle lacrime, ma vorremmo anche che si compia presto la profezia di pace di Isaia: che un popolo non alzi più la mano contro un altro popolo, che le spade diventino aratri e le lance falci», ha sottolineato il Pontefice che ha esortato a continuare a pregare e a lavorare affinché la pace trovi spazio nella «giungla dei conflitti».

10.40 – Di Maio: l’aggressione dell’Ucraina mette a rischio la sicurezza Mediterraneo
«L'aggressione russa all'Ucraina sta causando scarsità e aumento dei prezzi di risorse energetiche, cereali e fertilizzanti. Queste tensioni sui mercati mettono a ulteriore repentaglio la sicurezza di un'area che, dalla Libia al Libano, è già attraversata da numerosi fattori di instabilità, accrescendo l'insicurezza alimentare, con potenziali riflessi negativi anche in termini di tensioni sociali e flussi migratori». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel suo intervento a Co-Opera 2022 a Roma, sottolineando che «la lotta all'insicurezza alimentare è un obiettivo prioritario della cooperazione italiana».

10.35 – Medvedev: “Livello dei politici italiani in declino, Draghi non è Berlusconi”
Il livello dei politici occidentali è «caduto in basso» e «l'ho visto con i miei occhi negli ultimi 20 anni». In Europa, ad esempio, «non c'è nemmeno traccia di personaggi politici del livello di Helmut Kohl, Jacques Chirac o Margaret Thatcher» e «senza offesa per nessuno, ma è chiaro a tutti che Mario Draghi non è Silvio Berlusconi, e Olaf Scholz non è Angela Merkel». Parole del vice presidente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa, Dmitri Medvedev, che in un nuovo messaggio su Telegram torna a scagliarsi contro l'Europa. Secondo l'ex premier ed ex presidente russo, i grandi leader del passato, che «non sono mai stati russofobi», sono stati sostituiti da una nuova generazione di «persone deboli» che «convenzionalmente si definiscono tecnocrati. Alcuni di loro sono specialisti abbastanza qualificati, ma niente di più. E qui sta il problema! Queste persone sono in grado di formulare correttamente un'idea, dare istruzioni precise agli assistenti. Ma non sono in grado di assumersi la responsabilità». «Cercano di nascondersi, sviare, parlare delle congiunture, addirittura dei cambiamenti climatici ma non prendono una decisione. Oppure la prendono con un ritardo catastrofico. E questo già è un guaio totale».

10.25 – I russi bombardano la regione di Karkhiv: feriti anche bambini
l russi hanno bombardato sul distretto di Chuhuiv nella regione di Kharkiv e 7 civili, di cui 2 bambini, sono rimasti feriti. Lo afferma capo dell'amministrazione militare regionale di Kharkiv, Oleg Sinegubov , come riporta Unian

10.00 – Mattarella: “Risposta netta a Mosca per il ripristino della pace”
«Il conflitto scatenato da Mosca per anacronistiche velleità di potenza richiede una risposta netta, unitaria e solidale, al fine di giungere al ripristino di condizioni di pace»: lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla sessione inaugurale della Conferenza nazionale della Cooperazione allo sviluppo. 

09.00 – Michel: oggi è il giorno decisivo con la candidatura Ucraina
«E' un momento decisivo per l'Unione europea. Sono fiducioso che oggi concederemo lo status di Paese candidato all'Ucraina e alla Moldavia e la prospettiva europea alla Georgia – ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, al suo arrivo al vertice Ue-Balcani a Bruxelles – Ma oggi abbiamo anche un importante incontro con i leader del Balcani perché c'è la concreta volontà politica di rivitalizzare il processo con i Balcani».

08.43 – Kosovo: “L’adesione Ue di Ucraina e Moldova rafforza anche noi”
Non vedo nessun danno nei confronti dei Balcani se la Moldova e l'Ucraina vanno avanti (nel percorso europeo), anzi l'opposto. Credo che aprendo le porte all'Ucraina e alla Moldova l'Ue manda un forte messaggio che ha un'importanza geostrategica e questo è esattamente quello di cui i Balcani hanno bisogno. Anche noi meritiamo di andare avanti come parte dell'Ue". Così la presidente del Kosovo, Vjosa Osmani, al suo arrivo al vertice Ue-Balcani occidentali a Bruxelles.

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08.30 – Il leader ceceno Ramzan Kadyrov: “Preso il villaggio di Katerynivka nel Lugansk”
Il villaggio di Katerynivka nell'autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk (Lpr) «è stato preso, ed è sotto il nostro controllo». Lo ha annunciato su Telegram il leader ceceno Ramzan Kadyrov, citato da Interfax. «Le unità delle forze speciali di Akhmat, insieme alle forze alleate hanno liberato un'altra località della Repubblica popolare di Lugansk, il villaggio di Katerynivka», ha precisato Kadyrov. 

08.25 – Salvini: “Le armi a oltranza non sono la soluzione”
«Ieri Mario Draghi in Parlamento ha parlato di pace. Io spero che, non come dice Boris Johnson, non ci sia una guerra ad oltranza perché sarebbe un disastro». Lo dice a Rtl 102.5 il leader della Lega, Matteo Salvini. «Aiutare l'Ucraina - aggiunge - è stato l'obiettivo di tutto il mondo, ma dopo 4 mesi dall'inizio del conflitto il mondo ora chiede diplomazia, dialogo. Noi stiamo aiutando economicamente, accogliendo i profughi. Però le armi ad oltranza non sono la soluzione».

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08.15 –  Il governatore di Lugansk: razzi sulla città e molte vittime
«Pesanti incendi nella città di Lysychansk causati dagli invasori russi» che hanno lanciato «più di cento razzi». Lo afferma il governatore dell'oblast ucraino estremorientale di Lugansk, Serhiy Gaidai, precisando che «interi quartieri sono sotto il fuoco dei russi» che utilizzano «artiglieria e mortai». Gaidai parla di «numerose vittime tra i civili», ma «nonostante gli incendi, la città continua ad essere in prima linea nella resistenza ucraina agli occupanti. Lysychansk si sta difendendo!».

07.40 – I russi conquistano due villaggialle porte di Severodonetsk
Le forze russe hanno conquistato due villaggi alle porte di Severodonetsk, città strategica situata nella regione di Luhansk, nel Donbass, da giorni obiettivo dichiarato dell'offensiva di Mosca. Lo ha reso noto lo Stato maggiore ucraino in un comunicato, sostenendo che «il nemico ha conquistato gli insediamenti di Loskutivka e Rai-Oleksandrivka e conduce operazioni d'assalto per prendere il controllo dell'insediamento di Syrotyne».

07.30 – Zelensky: Mosca vuole rendere il Donbass come Mariupol
«Nel Donbass ci sono massicci attacchi aerei e di artiglieria. L'obiettivo degli occupanti (russi) rimane lo stesso: vogliono distruggere l'intero Donbass passo dopo passo. Lysychansk, Slovyansk, Kramatorsk: mirano a trasformare qualsiasi città in Mariupol, un cumulo di macerie». Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella notte, esortando l'Occidente ad accelerare la fornitura di armi. 

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07.20 – Intelligence di Londra: “Da domenica i russi avanzano verso Lysychansk
Da domenica scorsa le forze russe sono avanzate per oltre 5 chilometri verso la città di Lysychansk, nel Donbass. Lo sottolinea l'intelligence britannica in un nuovo aggiornamento della situazione sul campo di battaglia. «Alcune unità ucraine si sono ritirate, probabilmente per evitare di essere accerchiate», ha precisato l'intelligence britannica, sottolineando come i progressi militari russi in questo settore siano «probabilmente il risultato del recente rafforzamento delle unità e della forte concentrazione di fuoco». «Le forze russe stanno mettendo sotto pressione la sacca di Lysychansk-Severodonetsk», ha aggiunto l'intelligence, sostenendo tuttavia come non si possa ancora affermare che abbiano preso il controllo dell'intera parte occidentale dell'oblast di Donetsk. 

06.50 – Zelensky chiede più armi pesanti e potenti
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che i massicci attacchi aerei e di artiglieria di Mosca mirano a distruggere l'intera regione del Donbas e ha esortato gli alleati dell'Ucraina ad accelerare la spedizione di armi pesanti per eguagliare la Russia sul campo di battaglia. La lotta per le città gemelle di Sievierodonetsk e Lysychansk nella regione ucraina di Luhansk sta «entrando in una sorta di terribile climax», ha affermato Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente Zelensky. «Dobbiamo liberare la nostra terra e ottenere la vittoria, ma più rapidamente, molto più rapidamente», ha detto Zelenskiy in un discorso video diffuso nel giorno del Consiglio europeo - in cui gli Stati membri vareranno un documento di sostegno all'Ucraina - ribadendo le richieste di armi più potenti e più veloci. «Ci sono stati massicci attacchi aerei e di artiglieria nel Donbas - ha affermato ancora - l'obiettivo delle forze occupanti è sempre lo stesso, vogliono distruggere l'intero Donbas passo dopo passo». Questo è il motivo, ha proseguito, «per cui sottolineiamo ancora e ancora l'accelerazione delle consegne di armi in Ucraina. Ciò che serve rapidamente è la parità sul campo di battaglia per fermare questa armata diabolica e spingerla oltre i confini del Paese».

06.30 – Johnson: “Putin deve fallire”
Il premier britannico Boris Johnson dice no a «una cattiva pace in Ucraina» e invita l'Occidente a non fermarsi. «Putin deve fallire», sostiene, in una intervista al Corriere della Sera. Per Johnson in Ucraina bisogna tornare ai confini esistenti prima del 24 febbraio. «Il territorio ucraino deve essere restaurato, almeno nei confini prima del 24 febbraio, la sovranità e la sicurezza dell'Ucraina devono essere protette», sottolinea. E spiega: «Quello che dobbiamo fare è lavorare assieme come europei per evitare quello che credo sarebbe un disastro, ossia una cattiva pace in Ucraina, costringere gli ucraini ad accettare termini che dovrebbero essere un anatema per gli europei».

02.06 – Lavrov a Teheran da Raisi per rafforzare la cooperazione
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è arrivato in Iran per tenere colloqui sul rafforzamento della cooperazione commerciale ed energetica, mentre i due Paesi sono alle prese con le sanzioni economiche occidentali. Teheran e Mosca hanno entrambi enormi riserve di petrolio e gas, ma sono vincolati da sanzioni che limitano la loro capacita' di esportare la produzione. «Al suo arrivo a Teheran, Lavrov ha incontrato il presidente (Ebrahim) Raisi», ha riportato il sito web della tv di Stato iraniana Iribnews. E il ministero degli Esteri russo ha pubblicato una parte del discorso di Lavrov durante l'incontro con in cui afferma che Mosca si stava adattando a quelle che lui definisce le politiche aggressive dell'Occidente. «In tutti i Paesi che subiscono l'influenza negativa della linea egoistica assunta dagli Stati Uniti e dai suoi alleati - avrebbe detto Lavrov - sorge l'oggettiva necessità di riconfigurare le relazioni economiche, così da non dover dipendere dai capricci dei nostri partner occidentali». Sempre secondo Iribnews, durante la sua visita di due giorni, il ministro russo dovrebbe discutere con i funzionari iraniani «l'accordo nucleare del 2015, la situazione in Ucraina, Siria e Afghanistan e il rafforzamento della cooperazione commerciale ed energetica» tra i due Paesi. Il mese scorso, Mosca ha affermato che Russia e Iran - che sono entrambi soggetti a sanzioni occidentali e possiedono alcune delle più grandi riserve mondiali di petrolio e gas - avevano discusso di scambiare forniture di petrolio e gas e di creare un hub logistico. 

00.30 – Bombardati due grandi terminal agricoli a Mykolaiv
Le multinazionali agroalimentari Bunge e Viterra hanno dichiarato che due dei loro terminal di grano nella città portuale di Mykolaiv, nel sud dell'Ucraina, sono stati colpiti durante un attacco russo. Il terminal portuale di Evri, di proprietà di Viterra, «è stato danneggiato da un attacco missilistico, durante il quale una persona è rimasta lievemente ferita», ha detto un portavoce del gruppo, aggiungendo che due silos erano in fiamme e un terzo danneggiato. Questo sito, acquistato nel 2020 da Glencore, società madre di Viterra, ha una capacità di stoccaggio di 160.000 tonnellate. Per quanto riguarda Bunge, le sue strutture sono state «colpite durante gli ultimi attacchi russi nella regione», ha detto una portavoce. «E' necessaria un'ispezione più approfondita per valutare l'esatto impatto sulla struttura», ha affermato Bunge in una dichiarazione inviata via e-mail. Nessuno del personale è rimasto ferito nel terminal, che è chiuso dal primo giorno dell'invasione russa il 24 febbraio, e comprende un sito di stoccaggio, carico delle navi e una unità di produzione di olio vegetale.

Draghi: "Armi e sanzioni per permettere all'Ucraina di difendersi. Crisi alimentare colpa della Russia"

00.20 – Johnson: “Lo slancio della Russia rallenterà nei prossimi mesi”
L'intelligence britannica prevede che lo slancio della Russia in Ucraina rallenterà nei prossimi mesi. Lo ha detto il primo ministro britannico Boris Johnson ad alcuni giornali europei. «Il nostro servizio di intelligence ritiene che nei prossimi mesi la Russia potrebbe arrivare a un punto in cui non ci sarà più alcuno slancio in avanti perché ha esaurito le sue risorse», sono le sue parole riportate dal Guardian. «Dobbiamo aiutare gli ucraini a invertire la dinamica. Discuterò per questo al vertice del G7 in Germania nel fine settimana», ha aggiunto.

00.05 – Biden al G7 proporrà nuove misure contro la Russia
Al prossimo vertice del G7 in Germania, il presidente Usa Joe Biden proporrà ai leader nuove misure contro la Russia, per «aumentare la pressione» su Mosca. Lo riportano i media americani citando le parole di un alto funzionario dell'amministrazione statunitense nel corso di un briefing. 

La cronaca di mercoledì 22 giugno

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