Guerra Russia-Ucraina. Gazprom chiude i rubinetti del Nord Stream: dall’11 al 21 luglio stop al gas. Missili su Odessa: 21 morti, Zelensky: “Terrorismo russo”

L'edificio distrutto dall'attacco missilistico partiato dal Mar Nero a Serhiivka, città vicino a Odessa

A Mariupol fossa comune con cento cadaveri. Attaccata raffineria di petrolio a Lysychansk. Von der Leyen: «Con Kiev fino alla vittoria. Invieremo un altro miliardo». Nel pacchetto delle sanzioni Ue c’è l’oro russo messo al bando

Sono trascorsi 127 giorni dall’inizio della guerra della Russia contro l’Ucraina e si contano nuove vittime, fra cui bambini. Poche ore dopo le dichiarazioni del presidente Usa Biden che ha annunciato nuove armi all'Ucraina per 800 milioni di dollari, 20 persone sono morte nella notte e 38 sono rimaste ferite in un attacco missilistico contro un condominio nella regione meridionale ucraina di Odessa.

Il Vaticano è tornato a parlale della guerra. Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, in un'intervista al Die Tagespost sostiene sia «un'eresia che il patriarca di Mosca, Kirill, legittimi la brutale guerra in Ucraina per ragioni pseudo-religiose». Da un punto di vista cristiano - prosegue il cardinale - «non si può giustificare una guerra di aggressione, ma tutt'al più, a certe condizioni, una difesa contro un attacco ingiustificato. Sminuire la brutale guerra di aggressione di Putin come una “operazione speciale” è un uso improprio del linguaggio. Devo condannare questa come una posizione assolutamente impossibile».

Ma il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, lancia nuove implicite minacce anche alla Nato, sostenendo che fornire aiuti economici e militari a Kiev «non fa altro che intensificare il conflitto». Intanto il governatore regionale di Lugansk, Sergey Gaidai, dice che la situazione a Lysychansk, nel Donbass, è «estremamente difficile», e che le evacuazioni dei civili sono impossibili.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha elogiato infine le forze armate ucraine per il ruolo avuto nel ritiro russo dall'Isola dei Serpenti. Nel suo consueto discorso serale,ieri, il leader di Kiev ha detto di essere «grato ai nostri artiglieri, ai piloti dell'aviazione, all'esercito e alle forze aeree». Poi ha sottolineato che l'isolotto è un punto strategico e il ritiro russo «cambia in modo significativo la situazione nel Mar Nero». Secondo Zelensky tutto ciò «non garantisce sicurezza, non garantisce che il nemico non torni, ma limita già notevolmente le azioni degli occupanti. Passo dopo passo li spingeremo fuori dal nostro mare, dalla nostra terra, dal nostro cielo».

L’analisi – Russia, terrorismo di Stato
Il racconto – Lo show di Erdogan al vertice Nato: “Io super mediatore della guerra, si risolverà senza nessun perdente”
La denuncia – Amnesty International inchioda Mosca: “Crimine di guerra l’attacco russo al teatro di Mariupol”. 600 civili uccisi . La scritta “bambini”
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Missili russi su un condominio vicino Odessa,17 morti e decine di feriti: le immagini dei soccorsi

L’aggiornamento ora per ora

23.21 – Zelensky parla con i leader di Cile e Argentina
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato oggi con i presidenti di Cile e Argentina, per ottenere il sostegno dell'America Latina contro l'invasione russa. "Continuo a mantenere relazioni con una regione importante, l'America Latina", ha scritto Zelensky su Telegram riferendo dei colloqui avuti con l'argentino Alberto Fernández e con il cileno Gabriel Boric, dopo aver parlato nelle settimane scorse con l'ecuadoregno Guillermo Lasso e con il guatemalteco Alejandro Giammattei. Secondo l'agenzia di stampa argentina, Fernandez ha offerto il suo contributo a eventuali negoziati di pace Kiev-Mosca.

22.30 – Zelensky, bene decisione Usa su nuovi aiuti sicurezza, grazie Biden
«Lodo la storica decisione degli Stati Uniti di fornire all'Ucraina un nuovo pacchetto di assistenza alla sicurezza, compresi i moderni sistemi di difesa aerea. Grazie al presidente Usa per la sua continua leadership e supporto di Kiev nella sua lotta contro l'aggressore. Insieme verso la vittoria!». Lo ha scritto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, su Twitter.

21.45 – Usa annunciano nuovi aiuti militari a Kiev per 820 mln di dollari
Come anticipato a Madrid dal presidente Joe Biden, gli Stati Uniti hanno annunciato l'invio di nuovi aiuti militari all'Ucraina per un valore di 820 milioni di dollari. Il pacchetto comprende nuovi sistemi missilistici terra-aria e radar per la contro artiglieria, per rispondere ai ripetuti attacchi russi con missili a lungo raggio. Il Pentagono ha anche annunciato che fornirà a Kiev fino a 150mila proiettili di artiglieria da 155 millimetri. Del pacchetto fanno parte due sistemi di difesa antiaerea di progettazione norvegese, definiti 'NASAMS', impiegati anche per la protezione dello spazio aereo attorno alla Casa Bianca e al Congresso di Washington. Fino ad ora, gli Stati Uniti hanno fornito all'Ucraina aiuti militari per 8,8 miliardi di dollari, di cui 7 miliardi di dollari a partire dall'invasione russa.

21.08 – Via al rilascio dei passaporti russi nel Donetsk
Nel Donetsk, nell'Ucraina occupata, sono stati aperti i primi uffici che rilasceranno i passaporti della Federazione Russa: lo ha annunciato il ministero dell'Interno dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (DPR). Lo riferisce Interfax. I passaporti vengono già rilasciati a coloro che in precedenza avevano richiesto la cittadinanza russa nell'ambito di un programma speciale, ha affermato il ministero.

20.34 – Kiev accusa Mosca: bombe al fosforo sull’Isola dei Serpenti
Le forze armate di Kiev hanno accusato le forze russe di aver sparato bombe al fosforo contro l'Isola dei Serpenti, dalla quale gli uomini di Mosca di sono ritirati ieri.

20.00 – Filorussi Donetsk: altri 2 britannici sotto accusa
Altri due cittadini britannici, catturati dalle forze russe, sono stati messi sotto accusa come "mercenari". Lo ha riferito la Tass, precisando che si tratta di Dylan Healy e Andrew Hill, incriminati dalle autorita' della Repubblica popolare di Donetsk. Il 22enne Healy e' stato preso dalle forze russe ad aprile a un checkpoint a sud di Zaporizhzhia insieme al connazionale Paul Urey mentre erano impegnati nell'evacuazione dei civili. Hill, 35 anni, sarebbe stato catturato durante i combattimenti nella regione di Mykolaiv, nel sud dell'Ucraina.

19.55 – Donetsk, un britannico e un marocchino fanno ricorso contro la condanna a morte
Uno dei due cittadini britannici e un marocchino condannati a morte il 9 giugno scorso da un tribunale dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk hanno presentato appello contro la sentenza. Secondo l'agenzia di stampa Tass, la Corte suprema della “Repubblica” ha ricevuto il ricorso dai legali di Brahim Saadoun e Shaun Pinner. Nessun ricorso, invece, dal secondo cittadino britannico, Aiden Aslin. Tutti e tre sono stati condannati a morte con l'accusa di essere mercenari al soldo delle forze ucraine

19.50 – Zelensky: “L’attacco russo a Odessa è un atto di terrorismo”
«Questo non è un attacco casuale, ma di terrorismo contro il nostro popolo». Così, durante un briefing con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l'attacco russo contro Odessa. Lo riporta il Kyiv Independent. «Oggi l'esercito russo ha lanciato un altro brutale attacco missilistico. Era un missile da crociera supersonico antinave. Ha colpito un normale edificio residenziale a Odesa. Tali missili sono stati creati per colpire portaerei e altre grandi navi da guerra», ha detto Zelensky, «questo non è un attacco casuale, come dicono i mass media nella Federazione russa. Questo è un attacco missilistico russo mirato, un atto di terrore russo, siamo sinceri, contro le nostre città e villaggi, contro la nostra gente, adulti e bambini».

19.00 – Kuleba: “Abbiamo presentato all’Aja un dossier sulla Russia, affinché paghi”
«Oggi l'Ucraina ha presentato un dossier importante alla Corte internazionale di giustizia». Lo annuncia su Twitter il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. «Proviamo che la Russia ha violato la Convenzione sul genocidio giustificando la sua aggressione con un pretesto falso di un “genocidio” che non c'è mai stato», aggiunge, scrivendo di quello che per Kiev è un «passo fondamentale per far sì che la Russia ne risponda e per farla pagare per il male che ha inflitto».

18.35 – Sale a 17 il numero dei morti nell’attacco al centro commerciale di Kremenchuk
Gli specialisti hanno identificato 17 morti nel centro commerciale a Kremenchuk, in seguito all'attacco missilistico russo. Lo riporta il canale informativo ucraino Unian. Il sito riferisce che la maggior parte erano impiegati nel centro commerciale Amstor, mentre sette erano visitatori del complesso.

18.10 – Borrell: i responsabili dell’attacco ai civili di Odessa pagheranno
«Molte altre vittime civili con almeno 19 persone uccise e 38 ferite dagli attacchi russi nella regione di Odessa. Questi attacchi ai civili devono cessare immediatamente. I responsabili di atti che equivalgono a crimini di guerra saranno tenuti a rispondere ai sensi del diritto internazionale». Lo scrive in un tweet l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell.

17.15 – Kiev: trattative per i corridoi del grano, ma ancora nessuna data per i colloqui
Consultazioni sono in corso sullo sblocco dei porti ucraini per l'esportazione di grano, in particolare con le Nazioni Unite e la Turchia, ma non è stata ancora fissata alcuna data per un incontro «in Turchia o da qualsiasi altra parte». Lo ha detto il capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, citato da Ukrinform. Al momento, ha aggiunto, non ci sono invece accordi o trattative riguardanti un incontro tra il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, e il presidente della Russia, Vladimir Putin.

17.05 – I filorussi di Donetsk incriminano altri 2 “mercenari” britannici
Le autorità filorusse dell'autoproclamata Repubblica separatista di Donetsk hanno incriminato altri due «mercenari» britannici con le stesse accuse contestate ai tre combattenti volontari stranieri pro-Ucraina - due britannici e un marocchino - che sono già stati condannati a morte. Lo riferisce la Tass.

17.00 – Sale a 21 il numero dei morti nella regione di Odessa
Si aggrava ancora il bilancio dell'attacco missilistico russo sul villaggio di Sergiyivka, nella regione meridionale ucraina di Odessa. Le vittime accertate sono salite a 21, tra cui un bambino di 12 anni. Lo ha riferito Serhiy Bratchuk, portavoce del governatore regionale, citato da Ukrinform. I feriti sono almeno 38, tra cui 6 bambini.

16.40 – Von der Leyen: un altro miliardo di assistenza finanziaria all’Ucraina
«Proponiamo» «di dare 1 miliardo di euro per l'Ucraina. La prima parte del pacchetto di assistenza macrofinanziaria annunciato a maggio. Contribuirà a soddisfare le esigenze urgenti del Paese. L'Ue continuerà a fornire aiuti all'Ucraina e a sostenere la sua ricostruzione a lungo termine». Lo annuncia su twitter la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. La proposta odierna, spiega la Commissione, integrerà il sostegno già fornito dall'Ue, incluso l'erogazione di un prestito d'emergenza macro-finanziaria di 1,2 miliardi di euro partito nella prima metà dell'anno. Considerati insieme, i due filoni del programma porterebbero il sostegno totale all'Ucraina dall'inizio della guerra a 2,2 miliardi di euro, e potrebbero raggiungere i 10 miliardi di euro una volta che l'intero pacchetto di aiuti eccezionali all'Ucraina sarà operativo. Non appena il Parlamento europeo e il Consiglio approveranno la proposta odierna e saranno firmati il memorandum d'intesa e l'accordo di prestito corrispondenti con le autorità ucraine, la Commissione metterà rapidamente a disposizione dell'Ucraina l'importo di 1 miliardo di euro, spiega ancora l'esecutivo europeo.

16.20 – Kiev prepara la riapertura delle scuole dal 1 settembre
Scuole riaperte a Kiev dal prossimo 1 settembre. Questo l'obiettivo degli istituti scolastici della capitale ucraina, che proseguono nei preparativi per il nuovo anno accademico per garantire le lezioni in presenza degli alunni, secondo quanto riferisce l'agenzia d'informazione Unian. La direttrice del Dipartimento dell'istruzione e della scienza per la città di Kiev, Olena Fidanyan, ha spiegato che la priorità assoluta sarà data alla sicurezza. Pertanto, le zone adiacenti alle scuole saranno preventivamente bonificate dall'eventuale presenza di oggetti esplosivi da agenti speciali del Servizio di emergenza. In corso anche un'ispezione dei rifugi antiaerei presenti nelle scuole, dove saranno allestite tutte le risorse necessarie. Per le scuole prive di un rifugio saranno predisposti dei rifugi raggiungibili a piedi. Inoltre, all'inizio dell'anno scolastico, in tutte le scuole si terranno corsi per bambini e insegnanti su come comportarsi in caso di raid aereo. Tutte le 422 scuole di Kiev si stanno preparando all'apertura del 1 settembre. Ma solo, ricorda ancora l'agenzia, se ci saranno le garanzie per l'incolumità di studenti ed insegnanti, come riferito dal ministro dell'Istruzione e della Scienza Serhiy Shkarlet lo scorso 9 giugno.

15.45 – Ucraina: media, Ue studia la messa al bando dell'oro russo
L'Unione Europea sta lavorando a nuove sanzioni per prendere di mira l'oro russo. Lo scrive l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti secondo cui alcune nazioni spingeranno per includere nel nuovo pacchetto ulteriori misure prima che vengano presentate agli Stati membri per l'approvazione. Inoltre il nuovo pacchetto dovrebbe riguardare anche correzioni alle precedenti misure approvate, che potrebbero includere adeguamenti delle regole sul transito di merci sanzionate nell'enclave russa di Kaliningrad.

15.33 – Erdogan: «Parlerò con Putin e Zelensky su crisi grano»
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che parlerà con l'omologorusso, Vladimir Putin, e con il capo di Stato ucraino, Volodymyr Zelensky, per cercare di sbloccare le derrate di grano bloccate in Ucraina. «Ora faremo tutto quanto necessario per prendere un appuntamento e parlare con Zelensky e Putin, una volta parlato cercheremo la maniera di far partire il grano, il frumento, l'olio di girasole e le granaglie il cui blocco vede come vittime Paesi che soffrono e a cui vogliamo che questi prodotti arrivino. I nostri silos sono in buone condizioni grazie a dio – ha sottolineato Erdogan al termine della preghiera del venerdì -. Vogliamo però essere da tramite verso questi Paesi che sono in difficoltà. Circa 20 nostre navi si trovano in quella zona ora e sono pronte. Di questo ne parleremo con Putin e Zelensky perché i colloqui preliminari hanno già avuto luogo. Ottenuta la loro risposta positiva procederemo».

15.05 – Mariupol, trovata nuova fossa comune con 100 cadaveri
A Mariupol è stata trovata un'altra fossa comune con 100 cadaveri. Lo scrive su telegram il consigliere del sindaco, Petro Andryushchenko. Lo riporta Unian. «Le tombe temporanee nelle strade si stanno gradualmente trasformando in tombe permanenti», ha dichiarato.

La bandiera dell'Unione Europea entra solennemente nel parlamento ucraino mentre parla Von der Leyen



14.54 – Attacco a Odessa: sale a 20 il bilancio delle vittime
Sale a 20 il numero dei morti a seguito di un attacco missilistico russo in un villaggio nella regione di Odessa. Lo riporta Unian citando il servizio statale di emergenza della regione di Odessa. Per quanto riguarda le vittime - viene spiegato - 16 sono state trovate in un edificio residenziale e 4 in un centro ricreativo. Uno di loro è un bambino. I feriti sono 38.

14.47 – Nord Stream, da 11 al 21 luglio stop gas per manutenzione
Le linee del gasdotto Nord Stream saranno chiuse dall'11 al 21 luglio: lo riferisce l'operatore Nord Stream Ag, ripreso dalle agenzie russe Tass e Interfax, affermando che l'interruzione è dovuta a «lavori di manutenzione». «Dall'11 al 21 luglio 2022 la compagnia Nord Stream Ag effettuerà una momentanea chiusura di entrambe le condotte del Nord Stream per effettuare dei lavori pianificati di manutenzione, inclusi test di componenti meccanici e sistemi di automazione per garantire un efficace, sicuro e affidabile funzionamento del gasdotto», afferma il messaggio di Nord Stream Ag.

14.34 – Putin blinda maxi-giacimento, pressing su Shell e Tokyo
Il presidente russo Vladimir Putin torna a brandire l'arma del gas, firmando nella notte un decreto per trasferire i diritti sul giacimento di gas e petrolio Sakhalin 2 a una nuova società russa, motivando la decisione con ragioni di interesse nazionale e di sicurezza economica. Una quota del 27,5% del maxi-giacimento è infatti detenuta da Shell, che all'indomani dell'inizio della guerra in Ucraina aveva dichiarato di volerla vendere e recentemente ha annunciato progressi nella dismissione di asset valutato 4,1 miliardi di dollari. Il decreto, che complica i piani di vendita, assegna un mese di tempo agli azionisti per dire se intendono entrare nella nuova società, con Mosca che si riserva un diritto di veto, e avverte che una uscita dal capitale potrebbe non essere interamente compensata. 

14.15- Unicef: «Probabili 3 milioni di bambini sfollati»
«Oggi la priorità in Ucraina riguarda probabilmente 3 milioni di bambini sfollati, la metà con una grande crisi alimentare in corso. Quella dei minori, di cui purtroppo si parla sempre di meno, è una crisi che rischia di essere dimenticata». Lo dice all'Adnkronos il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini, che lancia l'allarme su quella che potrebbe diventare presto una tragedia umanitaria ''se non si interverrà immediatamente», sottolineando in ogni caso «che questi numeri devono essere verificati attraverso un'indagine indipendente e imparziale da parte delle Nazioni Unite». Riferendosi alle parole della moglie del presidente ucraino Zelensky, che ieri ha dichiarato che «stanno rubando i nostri bambini e li stanno portando in Russia, dove hanno cambiato addirittura la legislazione per poter permettere alle famiglie di adottare i bambini ucraini più facilmente», Iacomini commenta: «Abbiamo ammonito fin dai primi giorni della crisi sul rischio di sfruttamento, abuso e traffico che i bambini correvano». Quanto alla denuncia della first lady ucraina, prosegue il portavoce di Unicef Italia, «il principio dell'adozione internazionale in una situazione di crisi come questa non è una procedura corretta. Noi riteniamo che quella presente in Ucraina sia una situazione che riguarda bambini separati, che bisogna fare il possibile per ricongiungere alle famiglie originarie».

13.48 – 89% degli ucraini non vuole rinunciare ai territori, compresi Donbass e Crimea
L'89% degli ucraini ritiene che l'unico scenario accettabile per la fine della guerra sia il ritorno di tutti i territori, compresi Crimea e Donbass. E' quanto si legge in un'indagine effettuata dall'Istituto nazionale di Kiev riportato da Ukrainska Pravda.



13.34  – Ue sospende dazi doganali e Iva su import prodotti salvavita
Oggi la Commissione europea ha adottato una decisione che consente agli Stati membri di sospendere temporaneamente i dazi doganali e l'Iva sulle importazioni da paesi terzi di prodotti alimentari, coperte, tende, generatori elettrici e altri presidi salvavita destinati agli ucraini colpiti dalla guerra. Questa misura, richiesta dagli Stati membri, si applicherà retroattivamente a decorrere dal 24 febbraio 2022 e sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022. «A seguito dell'invasione non provocata e ingiustificata dell'Ucraina da parte della Russia - scrive l'esecutivo Ue in una nota - si stima che siano stati sfollati oltre 14 milioni di persone, ossia il 30 % della popolazione ucraina. Oltre 6,2 milioni di ucraini si sono recati nell'Ue e quasi 8 milioni hanno dovuto fuggire dalle loro case pur rimanendo in Ucraina. Ciò mette a dura prova gli Stati membri, che devono fornire assistenza umanitaria a un gran numero di persone in fuga dalla guerra, aiutando al tempo stesso gli sfollati interni ucraini a rischio di fame e malattie». Paolo Gentiloni, commissario per l'Economia, spiega: «La guerra contro l'Ucraina causa sofferenze inaudite, ma mostra anche la forza della solidarietà dell'Ue. Questa misura consentirà agli Stati membri di aiutare gli ucraini, che si trovino nell'Ue o ancora nel loro paese d'origine, agevolando la fornitura di dispositivi umanitari salvavita. È decisamente la cosa giusta da fare».

13.18 – Ucraina,  90% popolazione vuole entrare nell'Ue, 73% nella Nato
La stragrande maggioranza degli ucraini vuole che il Paese diventi membro dell'Ue e della Nato. E' il risultato di un'indagine effettuata dall'Istituto nazionale di Kiev. Il 90% degli abitanti vuole l'ingresso nell'Ue, mentre il 73% ha un parere favorevole anche in merito all'adesione alla Nato.

12.42- Cremlino su Odessa: «Non colpiamo obiettivi civili»
Le forze armate della Federazione Russa «non sparano su obiettivi civili». Lo ha affermato il portavace del Cremlino, Dmitry Peskov, in merito all'attacco missilistico su un edificio residenziale nella regione di Odessa .«Voglio ricordarvi ancora una volta le parole del Presidente della Federazione Russa secondo cui le forze armate non prendono di mira obiettivi civili - ha detto - allo stesso tempo prendono di mira i magazzini dove ci sono munizioni militari, imprese in cui vengono preparati e riparati equipaggiamenti militari, luoghi di concentrazione, addestramento e istruzione di mercenari, compresi quelli stranieri e nazionalisti».

11.59 – Putin, sanzioni accelerano integrazione Mosca-Minsk
La pressione politica e sanzionatoria "senza precedenti" da parte dell'Occidente ha spinto Mosca e Minsk ad accelerare il processo di integrazione fra i due Paesi confinanti. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin. In particolare, Russia e Bielorussia intendono sviluppare la cooperazione nelle forniture di cibo e fertilizzanti sui mercati mondiali, ha detto Putin.

11.39 – Attacco Odessa, il numero dei morti sale a 19
E' salito a 19 il numero delle persone uccise a Odessa nell'attacco missilistico russo delle prime ore di stamattina. Lo rende noto su Telegram il capo della protezione civile della regione di Odessa, Serhii Kruk.

11.27 – Ue: «Minaccia russa rottura diplomatica con Bulgaria eccessiva»
«L'Unione europea si rammarica dell'ingiustificata minaccia della Federazione russa di troncare i rapporti diplomatici con la Bulgaria in risposta alla decisione della Bulgaria, pienamente in linea con il diritto internazionale, di espellere 70 membri del personale dell'ambasciata russa che agivano in violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche», scrive in una nota un portavoce del Servizio per l'azione esterna Ue. «L'Unione europea sostiene pienamente e solidarizza con la Bulgaria in queste circostanze e seguirà da vicino la questione. Un passo così sproporzionato da parte della Russia servirebbe solo a isolarla ulteriormente a livello internazionale», aggiunge il portavoce Ue.

11.19 – Isw: «Ritiro russo dall’Isola dei Serpenti non mette fine al blocco del Mar Nero»
Il ritiro russo dall'Isola dei Serpenti riduce la pressione su Odessa, ma non basta a far cessare il blocco russo alla navigazione nel mar Nero. E' quanto sottolineano gli analisti dell'Institute for the Study of War, un think tank americano. «La sconfitta russa sull'Isola dei Serpenti - scrive l'Istituto- allevierà parte della pressione dalla costa ucraina, grazie alla rimozione delle difese russe antiaeree e i sistemi di missile anti nave sull'isola. Ma il ritiro in sé stesso non metterà fine al blocco navale, perché le forze russe hanno accesso a sistemi anti nave basati a terra in Crimea e nella regione di Kherson che possono ancora prendere di mira i cargo ucraini, così come possono farlo le navi rimanenti della flotta del mar Nero». Mosca ha presentato il ritiro dall'Isola come un «gesto di buona volontà», anche se arriva dopo giorni di attacchi ucraini. Gli ucraini hanno salutato una grande vittoria, ma ancora non sono sbarcati sull'isola, avvolta da un denso fumo dopo gli attacchi di Kiev.

11.00 – Von Der Leyen: «Al fianco di Kiev in ogni fase del percorso verso l’adesione all’Ue” 
L'Europa sarà al fianco dell'Ucraina in ogni fase del percorso verso l'adesione alla Ue, sebbene vi sia una lunga strada da percorrere" per diventare un membro dell'Unione Europea". Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in collegamento video con il parlamento ucraino, dove è stata esposta la bandiera dell'Unione Europea. "Un evento simbolico e molto significativo per ogni ucraino, perché ci abbiamo messo 30 anni per arrivarci", ha commentato su Facebook Oleksandr Kornienko, vice presidente Verkhovna Rada, aggiungendo che "oggi è stata solennemente esposta la bandiera della Ue al parlamento ucraino. Abbiamo molto lavoro davanti a noi con le riforme per l'integrazione nella Ue e siamo pronti ad affrontarlo. Siamo grati a Ursula von der Leyen e a Matti Maasikas, che in questo momento importante ci mostrano sostegno".

10.59 – Zelensky: «Percorso verso Ue non deve richiedere anni o decenni»
«Abbiamo presentato la candidatura per 115 giorni. E il nostro percorso verso l'adesione non deve richiedere anni o decenni. Dobbiamo superare questo percorso rapidamente. Rendere perfetta la nostra parte di lavoro. Per consentire ai nostri amici dell'Unione Europea di prendere un'altra decisione storica per noi, altrettanto rapidamente e in modo consolidato», scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su telegram nel giorno in cui la presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen è intervenuta in collegamento con il parlamento di Kiev. «Oggi, insieme al presidente della Verkhovna Rada dell'Ucraina e al primo ministro, firmiamo una dichiarazione congiunta, che è - spiega Zelensky -un segnale di unità di tutti i rami del governo e una prova della nostra determinazione a raggiungere l'obiettivo strategico dell'Ucraina di una piena adesione all'Unione Europea. E la firma di questa dichiarazione dovrebbe avere lo stesso significato della firma di una domanda di adesione al quinto giorno di guerra».

10.54 – Orban: «Aumenteremo drasticamente le nostre capacità di difesa»
L'Ungheria accelera il programma di sviluppo della difesa e ribadisce la sua indisponibilità a negoziare su un eventuale embargo dell'Ue alle importazioni gas russo. Il premier ungherese, Viktor Orban afferma:  «Dobbiamo aumentare drasticamente le nostre capacità di difesa. L'Ungheria, in quanto membro della Nato, deve restare fuori dalla guerra in Ucraina. Dobbiamo accendere i motori e accelerare il nostro programma di sviluppo della difesa.

10.41 – Bandiera Ue nel parlamento di Kiev
La bandiera dell'Ue è stata posta nel Parlamento di Kiev, la Verkhovna Rada. «Un momento storico! La bandiera del'Ue è ora nel Parlamento ucraino. Era un mio sogno ed è diventato realtà. E aggiungo: la Verkhovna Rada merita la bandiera dell'Ue sia per il colore che per il significato», ha scritto su twitter Ruslan Stefanchuk, presidente del Parlamento.

10.34 – Kiev: «Presto risposta ad attacco russo a Odessa»
Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha affermato che «la Russia non dovrà aspettare molto per ricevere la risposta delle forze armate ucraine dopo i brutali attacchi alle infrastrutture civili nella regione di Odessa». Prima dell'alba missili russi hanno attaccato un'area residenziale nella cittadina di Serhiivka, situata a circa 50 chilometri a sud-ovest di Odessa. Il bilancio al momento è di almeno 18 vittime.

10.26 – Mariupol, trovata nuova fossa comune con 100 cadaveri
Un'altra fossa comune con più di cento corpi è stata trovata a Mariupol, città dell'Ucraina sud-orientale occupata dall'esercito russo. Lo ha annunciato il consigliere del sindaco Petro Andryushchenko. «Una nuova fossa comune è stata trovata con più di 100 corpi. Gli occupanti stanno smantellando le macerie nelle vicinanze. Le tombe temporanee delle strade si stanno gradualmente trasformando in tombe permanenti», ha affermato.

10.10 – Kiev: “Uccisi 35.750 soldati russi. Distrutti 1573 tank”
I soldati russi rimasti uccisi in Ucraina sono 35.750, secondo il bollettino giornaliero diffuso su Facebook dallo Stato maggiore di Kiev. Per quanto riguarda le perdite russe di armamenti dall'inizio della guerra, vengono elencati 1.573 tank (4 più di ieri), 3.736 veicoli corazzati da combattimento (+10), 796 sistemi di artiglieria (+6), 246 sistemi lanciarazzi multipli (+0), 105 sistemi di contraerea (+1), 217 aerei (+0), 186 elicotteri (+1), 2.610 veicoli a motore e autocisterne di carburante (+8), 15 navi da guerra e barche (+1), 645 droni (+4), 61 unità di equipaggiamento speciale. Sono stati abbattuti in totale 143 missili da crociera russi (+0).

10.04 – Governatore di Lysychansk: «Truppe russe attaccano la raffineria di petrolio»
Le truppe russe stanno prendendo d'assalto la raffineria di petrolio di Lysychansk. Lo ha detto Serhii Gaidai, capo dell'amministrazione militare regionale. «Gli occupanti stanno prendendo d'assalto la raffineria di petrolio di Lysychansk - ha affermato - in particolare le zone nord-occidentali e sud-orientali dell'impianto. Inoltre, i russi hanno effettuato assalti a Topolivka e nelle aree settentrionali di Vovchoyarivka e Maloryazantsevo, con parziale successo, mantenendo sotto controllo il tratto della strada Topolivka - Lysychansk. Allo stesso tempo, i soldati ucraini hanno fermato l'avanzata del nemico in direzione di Loskutivka e li hanno costretti a ritirarsi».

9.52-  Von der Leyen: «Per la ricostruzione dell’Ucraina ingenti investimenti dal mondo, Kiev sarà in prima linea»
«Oggi la comunità internazionale si sta mobilitando per sostenere i vostri sforzi per ricostruire il vostro bellissimo Paese. Lunedì prossimo, insieme al Presidente Zelensky e al primo ministro Shmyhal, parteciperò alla conferenza di Lugano per la ricostruzione dell'Ucraina. Il vostro percorso europeo e la ricostruzione del Paese andranno di pari passo». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando alla Rada ucraina in videocollegamento. «L' Ucraina sarà in prima linea. Dovranno essere effettuati ingenti investimenti dovranno arrivare. Ma per massimizzare il loro impatto e per promuovere la fiducia delle imprese, investimenti dovranno essere accompagnati da una una nuova ondata di riforme». 

9.40 – Saliti a 18 i morti a Odessa, 2 bambini tra le vittime
L'attacco missilistico è avvenuto precisamente nella cittadina di Serhiivka, situata a circa 50 chilometri a sud-ovest di Odessa. Alcuni video dell'attacco, avvenuto prima dell'alba, mostrano i resti carbonizzati degli edifici residenziali.

09.25 – Sono 343 i bambini uccisi dall'inizio della guerra, oltre 600 feriti
Sono 343 i bambini uccisi in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa, 635 sono rimasti feriti: lo rende noto l'ufficio del Procuratore generale, riportato da Ukrinform. «Al primo luglio, più di 978 bambini sono stati colpiti in Ucraina dell'aggressione della Federazione Russa: 343 sono morti e più di 635 sono rimasti feriti», afferma la Procura. La maggior parte delle vittime sono state nelle regioni di Donetsk Kharkiv, Kiev, Chernihiv, Lugansk.

09.14 – Von der Leyen al Parlamento di Kiev: “Ora una legge anti-oligarchi”
«C'è una lunga strada da percorrere ma l'Europa sarà al vostro fianco ogni passo del cammino, fino al momento che attraverserete la porta che conduce nella nostra Unione europea». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando in videocollegamento alla Rada ucraina, il Parlamento ucraino, dopo la concessione dello status di candidato a Kiev. Von der Leyen si è soffermata sulla necessità per Kiev di attuare delle riforme e ha invitato Ucraina «a concentrarsi sulla legge anti-oligarchi».

09.00 – In Usa 800 aziende vogliono produrre armi innovative per Kiev
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta valutando 1.300 proposte di 800 aziende per la produzione di armi innovative per l'Ucraina. Nelle prossime settimane, il Pentagono intende decidere riguardo la possibile produzione di armi per l'Ucraina, oltre che per l'esercito americano. Le proposte che il Pentagono prenderà in considerazione dovrebbero includere armi per la difesa aerea, anticarro, antiuomo, per la difesa costiera, sistemi aerei senza pilota, controbatteria e comunicazioni sicure che sono state identificate come fondamentali per le esigenze militari dell'Ucraina. Il Ministero della Difesa statunitense vaglierà soltanto i progetti in grado di essere realizzati in 30 giorni o, per i più complessi, in 180 giorni. 

08.30 – I russi cercano di controllare l’autostrada Bakhmut-Lysychansk
«I militari russi stanno cercando di prendere il controllo del tratto dell'autostrada Bakhmut-Lysychansk in direzione Lysychansk, ma non ci stanno riuscendo», secondo il riepilogo mattutino dello Stato maggiore delle Forze armate ucraine, che aggiunge che «gli invasori stanno bombardando le posizioni ucraine con artiglieria e razzi nelle aree degli insediamenti di Siversk, Bilogorivka, Lysychansk e Vovchoyarivka. Il nemico sta concentrando i suoi sforzi principali nell'accerchiamento delle nostre truppe nella regione di Lysychansk da sud e da ovest, stabilendo il pieno controllo della regione di Luhansk. Conduce operazioni d'assalto con l'obiettivo di bloccare il supporto logistico delle nostre unità. Allo stesso tempo, il nemico ha intensificato le operazioni di combattimento nella direzione di Kramatorsk. Nella direzione di Slavyansk, le truppe russe «continuano a condurre la difesa, a riorganizzarsi e cercare di migliorare la posizione tattica», effettuando bombardamenti di artiglieria sulle posizioni delle forze armate vicino a Dolyna, Mazanivka, Dibrivny, Hrushuvaha, Adamivka, Husarivka e Ivanovka». «In direzione di Bakhmut - prosegue il rapporto - il nemico sta bombardando con l'artiglieria le aree degli insediamenti di Berestov, Yakovlivka, Vidrodzhenny, Mayorsk e Vugledarska. Sta cercando di migliorare la posizione tattica in direzione dell'insediamento di Pokrovske, ma non ci riesce. Nelle direzioni Avdiyiv, Kurakhiv, Novopavliv e Zaporizhzhya, ha bombardato le nostre posizioni con canne e artiglieria a razzo lungo la linea di contatto. Nella direzione di Kharkiv gli invasori hanno concentrato gruppi di truppe del distretto militare occidentale, stanno difendendo linee precedentemente occupate e stanno sistematicamente bombardando le nostre unità di difesa per limitare le nostre azioni. In direzione Sud Buz, il nemico ha continuato a bombardare con mortai, canne e artiglieria a reazione nelle aree degli insediamenti Potemkine, Berezneguvate, Partyzanske, Kiselyvka, Shevchenko, Tavriyske». Nel suo discorso serale di ieri, il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che la situazione nel Donbass rimane «estremamente difficile». Nel Donbass è attualmente in corso un'offensiva attiva delle truppe russe su Lysychansk. Secondo il capo dell'amministrazione statale regionale di Luhansk Serhiy Haidai, Lysychansk è l'ultimo avamposto della regione di Luhansk. I combattimenti continuano attorno alla città. 

08.27 – Mykolaiv colpita con bombe a grappolo, ci sono vittime
L'area portuale di Mykolaiv, nel Sud dell'Ucraina, è stata colpita da 'proiettili a grappolo proibiti', ci sono vittime. Lo riferisce il governatore Vitaliy Kim aggiornando le notizie fornite dal sindaco Oleksandr Sienkovych secondo il quale dieci missili sono stati lanciati questa mattina sulla città nell'arco di 25 minuti.

08.05 – L’Australia impone sanzioni contro altri 16 cittadini russi
Altri 16 cittadini russi sono stati inseriti nell'elenco delle sanzioni dell'Australia in relazione alla guerra in Ucraina, secondo i dati del registro federale australiano. Secondo il documento, sono state imposte restrizioni alla campionessa olimpica, presidente del consiglio di amministrazione del National Media Group, Alina Kabaeva, al difensore civico per l'infanzia Maria Lvova-Belova, al capo del ministero dell'Agricoltura Dmitry Patrushev, al ministro dell'edilizia Irek Fayzullin e al ministro dei trasporti Vitaly Savelyev. Oltra a questi nomi, compaiono il capo del consiglio di amministrazione di Pechenga International Sea Port OJSC Igor Putin, il vicepresidente del consiglio di amministrazione della compagnia di assicurazioni Sogaz Mikhail Putin e il presidente del consiglio di amministrazione di MRT Group of Companies LLC Roman Putin, che le autorità australiane ritengono essere imparentati con il presidente russo. Tra coloro ai quali sono state imposte sanzioni figurano anche il Presidente della NPF Gazfond Yuri Shamalov, il Direttore Esecutivo di JSC Vital Development Corporation Alexander Plekhov, il membro del Consiglio di Amministrazione di Sogaz Mikhail Klishin, il Presidente del Consiglio di JSC Rosgeologia Sergey Gorkov, lo sviluppatore e presidente del consiglio di amministrazione della società Kyiv Ploshchad God Nisanov, l'ex presidente della holding AFK Sistema Yevgeny Novitsky, il proprietario del gruppo di società ESN Grigory Berezkin e il presidente del gruppo di società Mercury Igor Kesaev. 

08.00 – Usa bloccano un fondo da oltre 1 miliardo all’oligarca russo Kerimov
Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver bloccato un trust del valore di oltre un miliardo di dollari legato all'oligarca russo Suleiman Kerimov. Il Dipartimento del Tesoro ha affermato che Kerimov gestiva segretamente l'Heritage Trust, incanalando denaro negli Stati Uniti attraverso società di comodo e fondazioni in Europa. La dichiarazione è arrivata settimane dopo che le Fiji hanno consegnato agli Stati Uniti un superyacht legato a Kerimov. Il segretario al Tesoro Usa Janet Yellen ha promesso che Washington continuerà a utilizzare «una gamma completa di strumenti per contrastare coloro che cercano di eludere le sanzioni e nascondere guadagni illeciti». 

07.50 – Dieci missili hanno colpito Mykolaiv questa mattina
Questa mattina dieci missili sono stati lanciati dalle truppe russe nel giro di 25 minuti su Mykolaiv, nell'Ucraina meridionale. Lo ha annunciato il sindaco Oleksandr Sienkovych, riferendo che i canali locali di Telegram parlano di una grande nuvola di fumo che si è alzata sulla città dopo le esplosioni. Al momento non ci sono informazioni sulle conseguenze.

07.40 – I russi tentano di accerchiare Lysychansk da Sud e Ovest
L'esercito russo sta cercando di accerchiare le truppe ucraine da Sud e da Ovest fuori dalla città di Lysychansk, nella regione di Lugansk: ha dichiarato lo Stato Maggiore delle Forze Armate di Kiev nel report della mattina riferito da Ukrinform. Nell'area di Lysychansk, le unità ucraine sono state sottoposte al fuoco dell'artiglieria fuori dagli insediamenti di Siversk, Bilohorivka, e Vovchoyarivka. I russi stanno tentando di prendere il controllo di un tratto dell'autostrada Bakhmut-Lysychansk.

07.45 – Stoltenberg: «Piu' armi pesanti per rafforzare Kiev»
L'Ucraina deve ottenere «più armi pesanti, equipaggiamento più moderno, che devono essere consegnati più velocemente». Lo ha affermato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un'intervista alla tv tedesca ZDF, ricordando il pacchetto di aiuti militari appena approvato dal vertice Nato di Madrid. L'obiettivo principale degli aiuti militari, ha spiegato Stoltenberg, è quello di «rafforzare la posizione dell'Ucraina in vista dei futuri negoziati di pace con la Russia».

07.35 – Dopo 8 anni tornano i bus tra Crimea e Kherson occupata
Dopo otto anni di interruzione, il servizio di autobus tra la Crimea e le città di Kherson, Melitopol e Berdyansk (occupate dalle forze russe) ha iniziato a funzionare. «Questo è un evento fondamentale. Per la prima volta in 8 anni, abbiamo il primo autobus per Kherson. I biglietti sono tutti esauriti», ha detto il ministro dei trasporti ad interim della Crimea Nikolai Lukashenko alla stazione dei bus di Sinferopoli.

07.25 – Salgono a 17 i morti nel bombardamento russo su palazzo Odessa
Sono 17 le vittime del bombardamento dei russi su un palazzo a Odessa, andato completamente distrutto. Il bilancio dei morti dunque aumenta mentre i feriti sono 31. Secondo fonti militari ucraine, come riportano organi di stampa di Kiev, i russi potrebbero riprendere l'offensiva contro le città di Bakhmut e Slavyansk.

06.00 – Zelensky, dall’Ucraina via all’export di energia elettrica per l’Ue
«Kiev ha iniziato a esportare energia elettrica in modo significativo nel territorio dell'Ue, in Romania», ha detto in un discorso video il presidente ucraino Zelensky. E «questo è solo il primo passo», sottolinea. «Ci stiamo preparando ad aumentare le forniture, perché l'elettricità ucraina può sostituire una parte considerevole del gas russo consumato dagli europei. Non è solo una questione di ricavi da esportazione per noi, è una questione di sicurezza per tutta l'Europa», ha insistito. La rete elettrica ucraina è stata collegata alla rete europea a metà marzo, il che avrebbe dovuto aiutare il Paese a continuare a funzionare nonostante la guerra. L'Ucraina è stata «sincronizzata» con la rete elettrica russa fino all'invasione del 24 febbraio e poi ha operato autonomamente.

03.00 – Attacco missilistico su un palazzo a Odessa: 10 morti
Un bombardamento da parte dei russi di un edificio a Odessa ha causato la morte di 10 civili. È quanto riferisce Sergei Bratchuk, portavoce dell'amministrazione regionale di Odessa sul suo canale Telegram. «Il missile ha colpito un edificio residenziale di nove piani - afferma - che è stato completamente distrutto. I soccorritori hanno aiutato morti e feriti». Si contano 10 vittime, anche 3 bambini.

Putin: "I leader G7 a torso nudo? Che si spoglino sopra la vita o sotto, sarebbe comunque uno spettacolo disgustoso"

00.00 – Zelensky: “Il ritiro russo Isola Serpenti cambia la situazione nel Mar Nero”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha elogiato le forze armate ucraine per il ruolo avuto nel ritiro russo dall'Isola dei Serpenti. Nel suo consueto discorso serale il leader di Kiev - riferisce l'agenzia ucraina Unian - ha detto di essere «grato ai nostri artiglieri, ai piloti dell'aviazione, all'esercito e alle forze aeree». Poi ha sottolineato che l'isolotto «è un punto strategico» e il ritiro russo «cambia in modo significativo la situazione nel Mar Nero». Secondo Zelensky tutto ciò «non garantisce sicurezza, non garantisce che il nemico non torni, ma limita già notevolmente le azioni degli occupanti. Passo dopo passo li spingeremo fuori dal nostro mare, dalla nostra terra, dal nostro cielo».

La cronaca del 30 giugno 2022

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