La strage degli innocenti

Eva Smulska, 8 anni, è stata uccisa da un missile russo piombato sulla sua casa

Sono almeno 334 i bambini morti dall’inizio della guerra, quasi tre al giorno secondo Save the Children. Nell’ultima settimana almeno 21 sono stati uccisi o feriti nell’escalation russa di attacchi contro i civili

Dal 24 febbraio l’Ucraina si sveglia ogni mattina con tre bambini in meno. Scompaiono seppelliti dalle macerie delle loro case, colpiti a tradimento da missili, bombe, schegge, vetro in frantumi, proiettili. Muoiono per le ferite, soffocati, schiacciati, vilipesi nella loro fiducia dalla ferocia della guerra.

Eva aveva 8 anni, l’hanno trovata rannicchiata tra i detriti, la maglietta gialla e i capelli pieni di polvere. Sembra stia ancora dormendo, in una di quelle strane posizioni in cui dormono i bambini. E in effetti, quando nel cuore della notte un missile ha colpito la sua casa a Ochakiv, regione di Mykolaiv, stava dormendo ignara nella sua cameretta.

Anche oggi, quando il rintocco della guerra segnerà il giorno numero 130, altri tre bambini saranno morti, cancellati dalla faccia della terra, altri vivranno una vita da mutilati.

Ieri era stato il turno di Dima Rudnitsky, che avrebbe potuto compiere 12 anni ad agosto se il raid su Odessa avesse risparmiato la sua vita, quella della mamma, Nadezhda, e di altre 19 persone. Prima di lui avevamo dovuto dire addio a decine di bambini che avevano il viso di Polina, 10 anni; Semyon, 5 anni; Sasha, 4 anni; Alisa 7 anni.

A Odessa i volontari continuano a scavare sotto le macerie del resort e del palazzo colpiti dai missili, con il terrore di trovare ancora qualcuno, mentre i bambini cantano con le maestre per farsi coraggio e gli adulti piangono tutto lo strazio del mondo. Scene già viste, orrore che si ripete, ancora e ancora. Si è scavato anche a Kremenchuk, sotto quel che resta del centro commerciale “Amstor” colpito dai razzi russi il 27 giugno. «Dall’inizio dei lavori sono stati scoperti un totale di 21 morti e 29 frammenti di corpi» si legge in una nota del Servizio di emergenza statale. Si scava anche a Sumy, regione di Kiev, su cui nelle ultime 24 ore sono piovuti 270 missili di vario calibro.

La guerra, che ormai ha stancato chi non la subisce e ora dopo ora si allontana dall’attenzione del mondo, è tutt’altro che finita. Negli ultimi sei giorni quattro bambini sono stati uccisi e altri 17 feriti in un’orribile escalation di attacchi contro aree residenziali civili. In molti casi non è possibile distinguere chi siano le vittime.

Dal 24 febbraio sono almeno 334 i minori uccisi e quasi 635 quelli feriti, ha denunciato ieri Save the Children, puntualizzando che i numeri sono al ribasso. Stesse cifre date dall’ufficio del Procuratore generale ucraino, che precisa che il maggior numero di vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev e Chernihiv. Anche l’ultimo rapporto della missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite sottolinea che le cifre effettive sono considerevolmente più alte poiché è difficile stabilirle a causa dei combattimenti in corso e dell’impossibilità di raggiungere alcuni territori.

I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe hanno danneggiato anche 2.061 istituzioni educative, 213 delle quali sono andate completamente distrutte.

L’impatto delle armi esplosive sui più piccoli è devastante, priva le famiglie delle loro speranze e ha un impatto terribile sul futuro sottolinea Save the Children in una nota. «Per i bambini il dolore fisico potrebbe durare anni», quello psichico per tutta la vita. Anche chi sopravvive alle bombe «potrebbe aver assistito alla morte di altri bambini, dei loro cari» e la «natura diffusa e imprevedibile di questo conflitto potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla loro salute mentale. Questa guerra non mostra segni di allentamento, anzi è sempre più fuori controllo».

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