Taiwan risponde alle esercitazioni cinesi, ma Xi non molla la presa

Annunciate per ottobre simulazioni congiunte Usa-India a meno di 100 chilometri dal confine conteso tra Nuova Delhi e Pechino

Pechino si muove, Taipei prova a rispondere. Ieri, domenica, nella quarta giornata di esercitazioni militari cinesi in risposta alla visita di Nancy Pelosi, l'esercito taiwanese ha intercettato 66 aerei e 14 navi da guerra al largo delle coste dell'isola. Ventidue jet hanno oltrepassato la linea mediana. Sono state condotte simulazioni di attacchi terrestri e aerei a lungo raggio. I media cinesi suggeriscono che delle navi siano entrate nelle acque territoriali taiwanesi, Taipei nega e parla di «guerra psicologica». Qualche momento di tensione quando una decina di imbarcazioni dell'una e dell'altra parte si sono mosse a non grande distanza, ma le due parti si sono contenute. Pensare che i rischi siano finiti con la chiusura delle esercitazioni sarebbe un errore. Detto che oggi si prosegue ancora su una delle 7 aree designate, quella al largo della costa orientale, più fonti sostengono che ci si attendono test a intermittenza anche nelle prossime settimane. Almeno fino alla fine del raduno annuale del Partito comunista nella località balneare di Beidaihe, quest'anno ancora più importante perché anticipa il Congresso. Xi Jinping non può mostrare debolezze.

Domani invece via alla replica di Taipei. L'esercito taiwanese condurrà due esercitazioni di artiglieria a fuoco vivo su larga scala nella parte sud orientale dell'isola. Verranno sparati anche dei missili dalla base di Jiupeng: era stata visitata venerdì dall'esperto Ou Yang Li-hsing, il giorno prima che fosse ritrovato morto nella sua stanza d'hotel. Annunciati precedentemente a quelli cinesi, i test taiwanesi sono in calendario anche il 18/19 e 25/26 agosto. Il primo round di esercitazioni cinesi ha «rispettato» l'inizio di quelle taiwanesi: per capire le intenzioni di Pechino sarà cruciale vedere se possibili nuovi round si sovrapporranno a quelli di Taipei. Di certo l'esercito cinese andrà avanti fino al 15 agosto con manovre nel settentrionale Golfo del Bohai e sul mar Giallo, in prossimità della penisola coreana. Attesa a Seul per capire l'area precisa, dopo che la visita di Pelosi alla zona demilitarizzata di confine con la Corea del Nord ha fatto sbottare Kim Jong-un. Intanto, annunciate per ottobre esercitazioni congiunte Usa-India a meno di 100 chilometri dal confine conteso tra Nuova Delhi e Pechino, teatro di violenti scontri nella primavera del 2020. L'Asia è in fibrillazione.


 

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