Emergenza Covid, il Consiglio regionale della Lombardia chiede l’intervento di Mattarella

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella a Milano il 4 settembre accolto dal sindaco Giuseppe Sala e dal presidente della Regione Attilio Fontana

Il Pirellone ha votato una mozione del centrodestra affinché intervenga il Capo dello Stato sulla gestione della pandemia

MILANO. Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato con 43 voti a favore e 23 contrari la mozione presentata dal centrodestra pochi giorni fa che impegna il presidente dell’Aula Alessandro Fermi a farsi portavoce presso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedergli “di prendere in considerazione ogni iniziativa finalizzata a valutare le responsabilità politiche dell'attuale governo” nella gestione dell'emergenza sanitaria.
Contrari alla mozione il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, +Europa: non hanno invece partecipato al voto il consigliere di Azione Niccolò Carretta, i Lombardi Civici Europeisti con Elisabetta Strada, Italia Viva con Patrizia Baffi (che già martedì, alla mozione di sfiducia alla Giunta Fontana presentata dalle opposizioni era uscita dall’Aula del Pirellone) e i consiglieri del M5S Luigi Piccirillo e Gregorio Mammì, che ha affermato poco prima del voto aveva spiegato che "non parteciperò perché la mia è una scelta di metodo, spero che da domani riusciremo tutti insieme a lasciare una traccia di quello che faremo per i nostri cittadini”.
Il testo licenziato dal Pirellone "ripercorre molti aspetti controversi dell'emergenza sanitaria nel periodo che va da febbraio a questi giorni, dalla mancata istituzione della zona rossa nei Comuni di Nembro e Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, fino alle criticità che ancora sussistono sull'avvio, ormai imminente, del nuovo anno scolastico", si legge in una nota. 

Nel documento, che ha visto come primi firmatari tutti i capigruppo del centrodestra, si sottolineano anche diversi altri aspetti sui quali, secondo gli estensori, “si deve fare ancora chiarezza”, come, ad esempio, l'esistenza “di un piano nazionale per un'ipotetica emergenza coronavirus, tenuto segreto e risalente ai primi di febbraio, che ipotizzava scenari con la possibilità di un numero di morti stimati fra le 35mila e i 60mila persone”. Per i consiglieri che sostengono la Giunta di Palazzo Lombardia, la “lacunosa gestione degli aiuti, il caos generato nei comparti istruzione, formazione, giustizia (in particolare la scarcerazione di boss mafiosi), immigrazione e delle gravissime omissioni nel fornire informazioni puntuali circa l'emergenza Covid19”, merita un intervento da parte del Capo dello Stato.

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