Ddl Zan, l’azzurra Masini d’accordo col decreto si commuove in Aula: “Quando mia madre mi disse: ‘Ho paura per te’”

Oltre 60 gli iscritti a parlare nella «maratona» di Palazzo Madama, che riprenderà martedì. Renzi: «Le battaglie di principio non portano a niente»

E' terminata nell'Aula del Senato la discussione sul ddl Zan contro l'omofobia. Poco più di una ventina gli interventi ascoltati, su un totale di 60 senatori iscritti a parlare. La discussione, come previsto,lascia il posto al question time con i ministri Bianchi, Garavaglia e Carfagna, previsto alle 15. Continuerà martedì 20 luglio, alle 16.30, giorno in cui, alle 12.00, è fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. Ad annunciarlo in aula è stato il vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa che presiedeva l'assemblea.

Ddl Zan, Masini (Fi) si commuove in Aula: "Quando mia madre capì di me disse 'ho paura per te'"

In aula è stata una giornata ad alta tensione dopo quella di ieri, che aveva visto la votazione sulla sospensiva avanzata dalla Lega respinta per un solo voto (136 contrati contro 135 favorevoli). Il rischio di un affossamento del disegno di legge vede confermata, almeno per ora, l’intransigenza di Pd e 5Stelle determinati a portare al voto il testo originale da una parte e dall’altra la Lega di Matteo Salvini: «Se insistono a non voler ascoltare, la legge è morta» ha dichiarato il numero uno della Lega.

Nel dibattito si inseriscono le parole del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che torna a proporre una mediazione: «Se fanno due cambi sul tema del gender e delle scuole, la legge viene fatta e garantisce ai ragazzi omosessuali e alle persone transessuali e con disabilità una tutela maggiore», ha spiegato Renzi ai microfoni di Rtl105. «Quindi io sono per fare un accordo: questa è politica, quelli che vogliono fare le battaglie di principi che non portano a niente, fanno i convegni, ma non fanno le riforme». 

In aula il commosso intervento della senatrice di Forza Italia Barbara Masini, che di recente ha fatto coming out. «Quando capì di me mia madre disse: 'Ho paura per te'» ha dichiarato in aula la senatrice. «Tutti i genitori hanno paura per i loro figli, ma non tutti sono costretti ad avere paura per una società immatura che ritiene che tuo figlio o tua figlia possa o debba essere un soggetto più vulnerabile per quello che è. A tutti voi auguro di poter guardare negli occhi i vostri cari e anche quelli che un domani saranno diversi dai vostri desideri e potergli dire: 'Io ti ho protetto dalla paura'». L’esponente di Forza Italia si è detta favorevole al Ddl. «La maggioranza degli italiani», ha spiegato, «si dice favorevole a questa legge anche così com'è, pur con tutte le criticità, e fra questi ci sono anche elettori di centrodestra. Sarebbe una grande sconfitta vedere ancora una volta un disegno di legge che in 25 anni, tutte le volte che si è tentato un iter legislativo, non l'ha mai terminato affossato nei due rami del Parlamento».

«Mi chiedo come sia possibile che il Senato si impantani in una guerra manichea in un momento come questo», le ha fatto eco la collega di partito Fiammetta Modena. «Con tutto quello che abbiamo da esaminare, approvare, ci impantaniamo per due settimane su un tema divisivo, peraltro non tenendo nella giusta considerazione l'appello del presidente Draghi ad evitare temi divisivi"». 

«Cosi' come è ora la legge Zan non passerà, non puo' passare perché contiene distorsioni evidenti», ha sintetizzato la senatrice Fi Paola Binetti. «La possibilità che possa essere approvata si gioca negli emendamenti che presenteremo entro martedì prossimo. Ma le proposte siano esaminate davvero in Aula visto che non lo abbiamo potuto fare in Commissione». 

«La verità è che dietro ai molti esponenti del politicamente corretto che oggi si battono per questa proposta, si celano in realtà colossi della finanza e del marketing, che promuovono uno stile di vita consumistico intento ad annientare ogni forma di identità e differenza, dal genere al pensiero dissidente», queste le parole in aula del senatore di Fratelli d’Italia Gianpietro Maffoni. «Il piano è chiaramente quello di creare un esercito di burattini che, mercificando le loro vite e facendosi profilare in tutto e per tutto, vadano a formare l'archetipo del perfetto consumatore, annullando ogni scelta personale».

 

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