Il sindaco di Messina contro il Green Pass per attraversare lo Stretto

Cateno De Luca minaccia di bloccare il porto se la normativa non viene cambiata entro 48 ore

MESSINA. «Aspetterò 48 ore per una modifica della normativa, se la risposta legittima che noi chiediamo non arriva, domenica alle 10 saremo qui sulla banchina del porto e bloccheremo lo Stretto». Due anni fa, il sindaco di Messina Cateno De Luca faceva la dirette Facebook in cui minacciava di bloccare lo Stretto perché non venivano effettuati abbastanza controlli anti-Covid su chi entrava in Sicilia. Oggi è tornato online con la medesima minaccia, ma per la ragione opposta. Il Super Green Pass, obbligatorio dallo scorso 10 gennaio anche per chi sale sui traghetti che attraversano le Stretto di Messina, si è rivelato una mannaia per molti viaggiatori soprattutto frontalieri e, per chi lo invocava, un boomerang.

Emblematica in questo senso la vicenda di un agente di commercio palermitano, Fabio Messina, che non è vaccinato e che lunedì scorso si è visto respinto dagli addetti della società di navigazione Caronte agli imbarcaderi di Villa San Giovanni, in Calabria. L’uomo per giorni è rimasto accampato per strada anche perché, per il medesimo motivo che non ha un Super Green Pass, non poteva nemmeno andare in hotel in attesa che si sbloccasse la situazione. Il cui esito è arrivato oggi quando il tribunale di Reggio Calabria, cui si è rivolto con due avvocati dei fori di Messina e di Trapani, gli ha dato ragione, «autorizzandolo» a traghettare.

L’unica restrizione che il giudice ha disposto è che Messina effettui un tampone antigenico prima dell’imbarco e che indossi una mascherina Ffp2 per tutto il viaggio: «Ci riserviamo di approfondire le motivazioni giuridiche della decisione - hanno detto gli avvocati Grazia Cutino e Maura Galletta - ma possiamo sin da subito dire che abbiamo accolto molto favorevolmente il provvedimento del tribunale civile di Reggio Calabria grazie al quale il signor Messina potrà traghettare in Sicilia. Siamo molto felici di averlo riportato a casa». Messina ha trascorso le ultime due notti in casa di una famiglia calabrese che lo aveva accolto per solidarietà.

Quello di Fabio Messina non è un caso isolato. Lo stesso sindaco De Luca, che nei prossimi giorni si dimetterà dalla carica perché vuole candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana, durante la diretta social ha chiamato al telefono un catanese partito il 2 gennaio per accompagnare la moglie a Roma dove doveva subire un intervento chirurgico urgente, e che ora non può rientrare perché non è vaccinato e dunque non ha il Green Pass. Gli addetti al controllo dei biglietti della società privata Caronte e quelli delle Ferrovie dello Stato in questi primi giorni di applicazione della norma sul Super Green Pass hanno dovuto «respingere» diversi viaggiatori, sia nel versante siciliano sia in quello calabrese dello Stretto.

«Vogliamo la modifica della disciplina che riguarda il Green Pass che viola la continuità territoriale che riguarda tutte le isole, dalla Sicilia alla Sardegna - ha detto il sindaco di Messina -. I siciliani sono sotto sequestro. L'ho chiesto con due note allo Stato. Tante famiglie non possono uscire dalla Sicilia per interventi sanitari urgenti e tante che sono uscite dalla Sicilia non possono rientrare. Qui non c’entra la polemica sui No Vax, anzi io sono per la vaccinazione con una legge che obblighi tutti a vaccinarsi e che costringa lo Stato a prendersi la responsabilità di qualunque evenienza. Ma bisogna assicurare la continuità territoriale delle isole».

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