Gentiloni replica a Salvini: “L’Ue non vuole massacrare di tasse nessuno. Necessario inetrvenire sul catasto”

Le raccomandazioni della Commissione europea: troppa incertezza, stop al patto di stabilità anche nel 2023

Avanti con Mario Draghi. Le raccomandazioni specifiche per Paese della Commissione europea, per l’Italia, sono soprattutto politiche. La situazione si fa sempre più incerta sulla scia della guerra in Ucraina, e allora le riforme che servono diventano ancora di più imprescindibili. «Un’attuazione piena e tempestiva dei piani di ripresa è fondamentale per raggiungere livelli di investimenti più elevati» che si rendono necessari. Suggerimento valido per tutti, e soprattutto per Paesi come l’Italia, per cui il messaggio è chiaro: nessuna crisi, nessuno strappo. Perché l’Italia non se lo può permettere

«L'Italia sta vivendo squilibri eccessivi», ricorda la Commissione europea. Le vulnerabilità riguardano l'elevato debito pubblico e la debole crescita della produttività, «in un contesto di fragilità del mercato del lavoro e alcune debolezze dei mercati finanziari, che hanno rilevanza transfrontaliera». Vuol dire che l’Italia può essere elemento di contagio per l’Eurozona, se le cose non si mettono sotto controllo, a cominciare dalla spesa pubblica e del percorso di riforme. «E' probabile che l'effetto di potenziamento della crescita degli investimenti e delle riforme richieda tempo per svilupparsi e dipende in modo cruciale da un'attuazione rapida e corretta».

Non solo. La Commissione europea ha deciso di mantenere sospeso anche nel 2023 il patto di stabilità. «Non stiamo proponendo il ritorno ad una spesa indiscriminata», sottolinea il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni. Invito non casuale. Si teme che si possano aprire i rubinetti, quando l’Italia non se lo può permettere, e in questo Draghi rappresenta un elemento di fiducia e garanzia. Gentiloni poi manda un messaggio a Salvini: «La Commissione non ha nessuna intenzione di massacrare nessuno di tasse».

La raccomandazione per l’Italia è, nel 2023, «garantire una politica di bilancio prudente, in particolare limitando la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale al di sotto della crescita del prodotto potenziale a medio termine». Spendere solo per transizione verde, digitale e sicurezza energetica, e nulla di più. 

La Commissione non avvierà procedure per squilibri eccessivi data la situazione. Non prenderà provvedimenti, ma l’Italia resta sorvegliato speciale per i suoi conti. A Draghi si chiede di fare da garante, alla politica di lasciarlo lavorare e lavorare con lui.

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