Elezioni, Calenda: “Il patto l’ha rotto Letta, l’avevo avvertito”. Salvini: “Flat tax al 15%”. Raggi out, Conte: “Nel vincolo dei due mandati”. Casalino e Di Battista non si candidano

Il leader della Lega attacca Gelmini, Carfagna, Brunetta. Scaduto il termine per partecipare alle «parlamentarie» del Movimento 5 Stelle. Forza Italia parla di riforma per il presidenzialismo «da condividere con tutti»

Il «campo largo» voluto dal segretario del Pd Enrico Letta perde un pezzo, quello di Carlo Calenda che del patto del centrosinistra era stato uno dei promotori. «È una delle decisioni più sofferte» ha detto il leader di Azione, motivando la decisione con gli accordi stretti dal Pd con Sinistra Italiana, Verdi, Di Maio e Tabacci. Letta andrà avanti, come spiega al nostro giornale, mentre Calenda potrebbe tentare di riconquistare spazio al centro con Matteo Renzi, che parla di «grande opportunità». Convocata per oggi la direzione di +Europa, ad ora parte del patto. Emma Bonino è furiosa: «Credo non sia serio cambiare opinione ogni tre giorni».

«Capisco molte persone che non hanno votato e magari anche adesso pensano di non votare, prima di tutto perché uno vota un partito, un parlamentare e poi questo cambia casacca. Pensiamo agli ultimi avvicendamenti, Gelmini, Carfagna, Brunetta i cambi di idea di Conte, Di Maio, Calenda...» attacca Matteo Salvini, che esclude l'astensionismo per il centrodestra ma offre una chiave di lettura e una possibile soluzione al fenomeno. «È irrispettoso per chi sceglie un partito, un candidato e poi questo cambia, senza mollare la poltrona», ribadisce. Intanto, Giorgia Meloni ricorda la regola concordata nel centrodestra, cioè che chi prende un voto in più decide la premiership.

Alle ore 14 sono scaduti i termini per candidarsi nel Movimento 5 Stelle: nei prossimi giorni i vertici pentastellati vaglieranno le auto-candidature pervenute in vista del voto online, che dovrebbe tenersi il 16 agosto. Dopo la candidatura annunciata dall'ex sindaca di Torino, Chiara Appendino, hanno deciso di non partecipare alle Parlamentarie sia Alessandro Di Battista, il pioniere del Movimento, che Rocco Casalino, portavoce del presidente Conte.

Il podcast – Letta e Calenda, tragicomica cronaca di un amore mai nato
L’intervista – Il segretario dem: “Da Calenda un regalo alla destra”
Il punto – Meloni e Salvini esultano: “Dal Pd telenovela ridicola”
Il retroscena – Renzi corteggia Calenda: “Facciamo il Terzo polo”

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22.57 – Bonino: ci devono essere due Calenda…

«Calenda mi pare abbia detto che vuole bene a +Europa, pensi se ci voleva male... Anch'io sono affezionata al Calenda buono che firma gli accordi ma ci deve essere un gemello Calenda cattivo che li straccia dopo 76 ore. Ma ora questo è passato, dobbiamo affrontare la campagna elettorale in una situazione difficile, direi drammatica. Dice che sapevo, io non sapevo niente. Io mi scrivo tutto, venerdì 5 ho scritto una lettera a Calenda, Magi e Della vedova per dire come la vedevo e Calenda non mi ha risposto». Lo ha detto Emma Bonino a La corsa al voto su La7. «Le alleanze elettorali, grazie al Rosatellum e al taglio dei parlamentari ci obbliga alle alleanze, l'accordo con Fratoianni riguarda Letta, io mi attengo all'accordo tra noi e il Pd».

22.46 – Renzi: se Calenda non vorrà fare strada insieme è errore
«Non sono previsti incontri con Calenda. Sarei molto contento di vedere sia Calenda sia altri, perché non ho alcun problema, anzi con Calenda abbiamo lavorato assieme io come premier e lui come ministro. Dopodiché se ci sarà da fare questo percorso assieme lo faremo con tutto il nostro entusiasmo, se Carlo e gli amici di Azione non lo vogliono fare, secondo me è un errore ma lo rispetterò». Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, in diretta a Zona Bianca, su Rete4.

22.37 – Renzi: candidato premier terzo polo è Mario Draghi
«Se il terzo polo è forte abbiamo un obiettivo: il nostro candidato premier è Mario Draghi, perché è l'unico che può andare in Europa a trattare il patto di stabilità – ha dichiarato il leader di Italia viva, Matteo Renzi, in diretta a Zona Bianca, su Rete4 –. Se la Meloni e Salvini non avranno i voti sufficienti per fare il governo da soli proporremo di continuare e Draghi. Secondo me tra Meloni e Draghi meglio Draghi. Chi vuole confermare Draghi deve votare il terzo polo».

21.47 – Calenda: c'è esenzione a raccolta firme Azione
«Sulla questione delle firme abbiamo verificato una esenzione – ha spiegato Carlo Calenda a 'La corsa al voto' su La7 –. Io sono stato eletto al Parlamento europeo, ci sono state comunicazioni ufficiali del Parlamento europeo». 

21.47 – Tajani: Renzi? Porte aperte ma non corteggiamo nessuno
«Renzi contattato da Forza Italia? «Io non l'ho contattato…forse qualche messaggio può averlo ricevuto, per dirgli che le porte sono aperte a chi è alternativo alla sinistra. Ma noi non dobbiamo corteggiare nessuno – ha spiegato il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani –. Se qualcuno vuole venire dalla nostra parte e condivide i nostri progetti è il benvenuto». 

21.40 – Tajani: premier? Da FI no pregiudizi su Meloni
La premiership? «Ci siamo dati una regola – ha sottolineato il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, –: chi prenderà più voti avrà la possibilità di indicare un nome al Capo dello Stato. Noi di Forza Italia non abbiamo pregiudizi: se toccherà a Giorgia Meloni sarà Giorgia Meloni ma abbiamo l'ambizione di arrivare primi».

21.40 – Tajani: sono convinto che Berlusconi si candiderà
Berlusconi si candiderà? «Glielo stiamo chiedendo a gran forza – ha dichiarato il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, in diretta a Zona Bianca, su Rete4 –, io sono proprio convinto di sì, sto insistendo che lo faccia perché è giusto che ritorni in Parlamento da dove è stato cacciato, è stata una grande vergogna».

21.13 – Fratoianni: Calenda per uso esercito? Roba da matti
«Penso che se c'è qualcuno che va dicendo che bisogna militarizzare il Paese, mi pare una roba da matti». Lo ha detto il segretario di Sinistra Italia, Nicola Fratoianni, a In Onda su La7, commentando la frase del segretario dei Verdi Angelo Bonelli, che aveva definito «drammaticamente fascista» la proposta di Calenda di usare l'esercito per realizzare termovalorizzatori e rigassificatori.

21.10 – Lega: Pd? Flat tax giusta e sostenibilissima
«La flat tax è giusta e sostenibilissima. Chi la vorrebbe bocciare è lo stesso Pd che pensa solo a tassare la casa e le successioni – dichiara il deputato della Lega Massimo Bitonci, capogruppo in commissione Bilancio e responsabile dipartimento Economia del partito –. Se ogni tanto la Sinistra mettesse fuori il naso dai salotti radical-chic si accorgerebbe che ci sono 2 milioni di partite Iva che pagano una flat tax al 15%. Estenderla anche ai lavoratori dipendenti, nell'arco dei prossimi cinque anni, è una misura realistica e realizzabile. Certo, finché Letta e soci pensano a candidature e poltrone, invece di lavorare per un fisco più leggero e più semplice a vantaggio dei contribuenti, i risultati sono questi».

20.59 – Magi: Calenda ha abbandonato chat Azione-Europa+
«Sì. È andata così. Questa è la politica zero». Riccardo Magi, deputato e presidente di +Europa, ha confermato a 'In onda' su La7 il fatto che ieri improvvisamente nella chat comune di Azione e +Europa sia apparso il messaggio 'Carlo Calenda ha abbandonato'. «Noi siamo qui a discutere in una Direzione perché anche il modo, i processi democratici, hanno un valore. Non come un leader che fa pensare a una rock star», ha spiegato Magi in una pausa dei lavori della Direzione di +Europa

20.52 – Della Vedova: Calenda incomprensibile,patto non cambia
«Noi abbiamo sottoscritto il patto elettorale con il Pd meno di una settimana fa e sapevamo benissimo che Letta avrebbe siglato accordi elettorali con Verdi, Sinistra italiana e con la nuova formazione di Di Maio – ha affermato il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova intervenendo a 'Controcorrente' su Rete4 –. Abbiamo posto condizioni esigenti che sono state rispettate. Il patto non è cambiato, le condizioni non si sono modificate e quindi trovo incomprensibile la scelta di Calenda, non so perché ha cambiato idea». 

20.11 – Calenda: Iv? Noi stiamo raccogliendo firme
Accordo con Renzi? «Noi stiamo raccogliendo le firme e faremo una campagna fatta finalmente solo sulle cose da fare, le cose di buonsenso non sono né di destra né di sinistra. L'Italia è ferma di tantissimi anni, del resto mi interessa poco». Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, al Tg Uno. 

20.04 – Calenda: Letta ha rotto patto, impossibile presentarsi insieme
«No, l'accordo lo ha rotto Enrico Letta firmando un patto con noi che diceva una cosa e poi ne ha firmato un altro con forze che dicono l'opposto e io lo avevo avvertito per tempo che così sarebbe stato. In questo modo non era possibile presentarsi in modo coeso, perché la coalizione diceva tutto e il contrario di tutto». Così Carlo Calenda, leader di Azione, intervistato al Tg1.

19.53 – Salvini: nucleare garantirà bollette meno care
In prospettiva «solo il ritorno al nucleare garantirà agli italiani di pagare meno care le bollette». Lo ha detto Matteo Salvini, in un'intervista che andrà in onda nell'edizione di questa sera del Tg2.

19.49 – M5s: quasi 2mila candidature per correre alle elezioni
«Quasi duemila cittadini hanno scelto di autocandidarsi per correre con il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche: 1.165 per la Camera, 708 per il Senato e 49 per la circoscrizione Esteri». È quanto si legge sulla pagina Facebook del M5S. «Un ringraziamento a tutti voi per aver deciso di mettere al servizio della collettività la vostra competenza nel rispetto dei principi del Movimento - conclude il post -. Con il presidente Giuseppe Conte garantiremo candidature di alto profilo, espressione della migliore società civile per continuare a portare avanti in Parlamento tutte le nostre battaglie per i cittadini».

19.47 – Conte: Draghi voleva cambiale in bianco, con M5s non funziona così
«Draghi voleva cambiale in bianco, con noi non funziona così». Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, collegato via Zoom con gli attivisti abruzzesi.

19.46 – Salvini: a sinistra propongono più tasse, con noi flat tax, decreti sicurezza e nucleare
«I litigi a sinistra non appassionano né me né gli italiani", ma la differenza sostanziale tra i due schieramenti è che «a sinistra propongono più tasse mentre il centrodestra a guida Lega ne propone di meno. Faccio l'esempio della Flat Tax». Lo ha detto Matteo Salvini, in un'intervista che andrà in onda nell'edizione di questa sera del Tg2. A proposito di immigrazione, il leader della Lega ha sottolineato: «Tornare ai Decreti Sicurezza significa garantire la sicurezza degli italiani e salvare vite nel Mediterraneo perché purtroppo più gente parte, più gente muore». Nei primi cento giorni di un eventuale governo di centrodestra, ha aggiunto Salvini, le priorità sono «la rottamazione delle cartelle di Equitalia e interventi diretti per aiutare gli italiani a pagare le bollette di luce e gas». In prospettiva, ha concluso Salvini, «solo il ritorno al nucleare garantirà agli italiani di pagare meno care le bollette».

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19.43 – Conte: sistema e potentati economici ci temono, saremo sorpresa
«Il sistema e i potentati economici e finanziari ci temono, per far politica come noi ci vuole coraggio. Noi con i cittadini che non hanno voce. Saremo la sorpresa». Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, collegato via Zoom con gli attivisti abruzzesi.

19.06 – Giani: Calenda ora è nelle mani di Renzi
«Calenda ora è nelle mani di Renzi. Ora deve raccogliere in due giorni le firme, cosa impossibile, e quindi si deve rimettere a Renzi – dichiara il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a margine di una conferenza stampa in Giunta –. Sono i paradossi della storia, del resto Calenda era un ministro del governo con Renzi presidente del Consiglio ed è evidente che nella posizione del centro Renzi assume una notevole centralità e Calenda diventa un suo personaggio a seguire».

18.53 – Fragomeli (Pd): flat tax di Salvini ingiusta e insostenibile
«Ingiusta e insostenibile: la proposta di flat tax di Salvini non si può che bocciare con queste parole – dichiara il capogruppo democratico in commissione Finanze alla Camera, Gian Mario Fragomeli –. Deluso al ritorno dal suo viaggio fallimentare a Lampedusa, il leader della Lega ripesca un vecchio cavallo di battaglia in grado solo di esasperare le disuguaglianze già pesanti nel nostro Paese. Non gli interessa abbassare le tasse ai ceti più in difficoltà o attuare l'eliminazione dell'Irap attesa dalle imprese. D'altra parte, non avrebbe dato il suo contributo alla caduta del governo Draghi. Ma guai ad adottare iniziative che mettono a rischio la tenuta della nostra economia. Con loro al governo abbiamo già visto disastri e lettere da Bruxelles, pagate a caro prezzo da imprese e lavoratori».

18.42 – Contatti partito animalista-Impegno Civico per alleanza
Contatti in corso, in queste ore, tra il Partito Animalista Italiano e Impegno Civico di Luigi Di Maio per un'alleanza. «È in corso un'interlocuzione con i vertici di Impegno Civico per definire insieme una proposta concreta che caratterizzi Impegno Civico oltre che per la sua sensibilità ambientale anche per una sensibilità animalista», annuncia la presidenza del Partito Animalista Italiano.

18.37 – Malpezzi: con Flat tax Italia meno giusta meno servizi
«Con la Flat Tax di Salvini e Berlusconi chi guadagna poco continuerà a pagare le stesse tasse e chi ha redditi più alti ne pagherà molte di meno – così in una nota la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi –. Nel frattempo ci sarebbero meno risorse per i servizi pubblici essenziali, dalla sanità alla scuola, e nuovo debito a gravare sulle future generazioni. Quella della destra è un'Italia ingiusta. Noi siamo per diminuire il carico fiscale per tutti in modo progressivo, contrastando le disuguaglianze sociali».

18.35 – Tajani: a sinistra cambiano idea ogni giorno
«Sembra di stare su scherzi a parte, a sinistra cambiano idea ogni giorno, fanno e disfano. Non è piacevole per i cittadini che assistono a questi balletti. Un giorno dicono una cosa e quello dopo l'esatto contrario, poi litigano tra di loro», così Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, intervistato da Radio Radio. «Io credo – ha aggiunto – che agli italiani interessi cosa vogliono fare le forze politiche dopo il 25 settembre, che idea di Italia hanno, cosa intendono fare per tirare il paese fuori dalle difficoltà che sta attraversando, per aumentare il loro potere d'acquisto, per ridurre il costo delle bollette e per risolvere il problema dell'approvvigionamento energetico».

18.35 – Raggi: in bocca al lupo a tutti candidati 'parlamentarie' M5s
«In bocca al lupo a tutti i candidati alle parlamentarie del M5s. Vi sostengo». Lo scrive su Twitter l'ex sindaca di Roma Virginia Raggi.
18.25 – Tajani: il governo lo scelgono i cittadini italiani, non Moody's
«L'Italia fa parte del G7, è protagonista in Ue, ha un'economia reale solida, una rete di 4 milioni di piccole e medie imprese. Alla luce di questo possiamo rispedire al mittente le accuse e le valutazioni ingenerose di Moody's, sono i cittadini italiani che devono decidere che governo vogliono – ha dichiarato Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, intervistato da Radio Radio –. Forza Italia è seria, credibile, affidabile, responsabile e sul palcoscenico internazionale garantisce proprio queste caratteristiche al futuro governo di centrodestra».

18.13 – Zingaretti: con la flat tax della destra si taglieranno sanità, scuola e università
«Diciamo la verità: la flat tax della destra aumenta le ingiustizie, rende meno progressivo il fisco e penalizza chi ha meno – è quanto scrive su Twitter Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio (Pd) –. Per finanziarla bisognerà tagliare i servizi pubblici. I principali? La sanità, la scuola e l'università. C'è un altro modo di pensare all'Italia».

17.45 – Gallera (Fi): Calenda non è né serio né coerente
«Il metodo Draghi tanto sbandierato da Calenda si basa su concetti di coerenza e assunzione di responsabilità. Il leader di Azione aveva deciso di sottoscrivere un'alleanza con il Pd e di conseguenza con Si, con i Verdi e con i fuoriusciti del M5s. Scelta che ha smentito cinque giorni dopo, dimostrando di non possedere né serietà né coerenza nell'assunzione di responsabilità». Così in una nota il consigliere regionale lombardo di Forza Italia Giulio Gallera. «La totale incoerenza di Carlo Calenda viene smascherata anche dall'alleato +Europa - aggiunge - i patti con il Pd erano chiari sin dall'inizio, nulla è cambiato per giustificare un tale voltafaccia». Un'alleanza «che personalmente ritenevo illiberale e scriteriata», ma che Calenda «aveva meditato, elaborato, costruito nei minimi dettagli e formalizzato, presentandola in maniera ufficiale». Secondo Gallera +Europa è un movimento "liberale che milita nel centrosinistra ma che ha sempre agito con coerenza e spirito di responsabilità». Mentre Calenda «dimostra di non avere affatto le caratteristiche principali di un politico liberale», conclude Gallera nella convinzione che «gli elettori moderati e liberali il 25 settembre prossimo sapranno punirne l'incoerenza e la continua ricerca di notorietà, prendendo nettamente le distanze da lui».

16.56 – Parte la raccolta firme dell'Unione popolare di De Magistris
Unione popolare apre la sua campagna per la raccolta firme in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre. Sul blog della nuova formazione politica, nata intorno all'ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, l'elenco completo di tutte le piazze italiane che ospiteranno i banchetti. Domani, martedì 9 agosto, l'appuntamento, a partire dalle 11.30 è a Roma nello slargo antistante Piazza Montecitorio.

16.54 – Domani alle 11 Tajani presenta simbolo FI
Il simbolo di Forza Italia, con cui correrà alle elezioni politiche del 25 settembre, sarà presentato domani 9 agosto, alle 11.00, presso la sede nazionale del partito a Roma, in via in Lucina n. 17. Il coordinatore nazionale del movimento azzurro, Antonio Tajani, illustrerà ai giornalisti i passaggi più importanti della campagna elettorale il cui vessillo sarà proprio il simbolo di Forza Italia, che ha come riferimento e faro il presidente Silvio Berlusconi.

16.43 – Albertini: a Calenda e Renzi manca Toti
«Posso rendermi disponibile a collaborare per un progetto politico se qualcuno me lo chiede, per un'azione e una convinzione che faccia sì che l'Italia sia più Viva e che abbia più azione di prima»: parola di Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano che ieri ha lanciato un appello per l'alleanza fra Azione di Carlo Calenda e Italia Viva. Appello fatto insieme a Guido della Frera che oggi ha annunciato la decisione di lasciare Italia al Centro, di cui era coordinatore lombardo. «A Calenda e Renzi manca, ed è una lacuna grave, il centro che viene dalla destra moderata - ha detto - , io avrei visto bene un triumvirato con anche Giovanni Toti insieme ai due sopracitati e questo sarebbe stato l'ideale. Purtroppo questo sistema maggioritario obbliga chi vuole avere speranza di essere eletto nei collegi maggioritari uninominali alle aggregazioni che sono solo quantitative più che qualitative, contano i numeri dei voti più che le idee». Sulla possibilità di entrare in Azione o Italia Viva, l'ex eurodeputato e senatore di Forza Italia e Scelta civica, ha preferito non dire nulla. «Oggi non sono autorizzato a fare dichiarazioni, come un agente dei servizi segreti sono vincolato al segreto – ha dichiarato –. Non sono autorizzato a rispondere a questa domanda. Oggi sono consegnato al silenzio fino a quando qualcuno vorrà spiegare se è per il si o per il no».

16.36 – Italia al centro: ci sia lista comune moderati c.destra
«Gli eventi di queste ore ci rafforzano nella convinzione di aver compiuto la scelta giusta. In una contesa politica caratterizzata da un lato dal 'no a tutto' e dall'altro da una volubilità al limite della labirintite, noi andiamo avanti lungo il percorso tracciato». È quanto si legge in una nota di Italia al centro, il partito guidato da Giovanni Toti, che questa mattina ha riunito la segreteria nazionale con la partecipazione dei segretari regionali arrivati in presenza a Roma da ogni parte d'Italia. «Siamo pronti con la nostra squadra in tutti i territori e, all'interno della nostra coalizione tradizionale, ci candidiamo a dare voce a quei tanti cittadini che chiedono buon senso, che hanno apprezzato Mario Draghi e il prestigio che ha garantito all'Italia nel mondo, e che non vorrebbero affidarsi né alla sinistra né a offerte politiche instabili e autoreferenziali», si legge ancora nella nota. Italia al Centro, che ha annunciato nei giorni scorsi la formazione di una lista comune insieme a 'Noi con l'Italia', ha espresso «gratitudine per i gruppi, le associazioni e i movimenti che dai territori, dalla società civile e dalla galassia liberale hanno manifestato interesse nei confronti di questa iniziativa». Per quanto riguarda la lista, il partito presieduto da Giovanni Toti e coordinato da Gaetano Quagliariello ha manifestato «l'auspicio che altre formazioni politiche che gravitano nella medesima area nell'ambito della coalizione, esterne ai partiti tradizionali, possano nelle prossime ore partecipare a quest'opera di aggregazione che sotto insegne comuni può dare ancora più forza ai moderati del centrodestra».

16.20 – Ricciardi: sanità scomparsa dal dibattito elettorale
Nel dibattito elettorale in corso «di sanità non si parla più se non marginalmente. Di Covid meno che mai, mentre i dati sull'impatto della pandemia sul sistema sanitario e sui decessi rimangono un problema grave. Sono preoccupato di questa sottovalutazione e mi auguro che presto ci sia un'inversione di tendenza, preferibilmente prima della prossima ondata pandemica». A dirlo all'Adnkronos Salute, Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e professore di Igiene all'università Cattolica. «Mi pare che ci sia un atteggiamento di sottovalutazione generale su ciò che ci attende, non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico e ambientale. Spero quindi che l'Esecutivo continui a operare e soprattutto che il prossimo Governo sia all'altezza della situazione», si augura Ricciardi. «Settembre - sottolinea - sarà un mese cruciale perché riapriranno le scuole, di conseguenza si rimetterà in moto un meccanismo che, presumibilmente, ad ottobre, porterà a una risalita dei casi pandemici. Quindi il Governo in carica e quello che lo seguirà verranno chiamati a sforzi rilevanti. E mi auguro che siano all'altezza».

16.16 – Rocco Casalino e Alessandro Di Battista non parteciperanno alle parlamentarie
Si è concluso il termine per la presentazione delle proposte di autocandidatura alle 'parlamentarie' da parte degli iscritti al Movimento. Non parteciperanno alle parlamentarie Rocco Casalino e Alessandro Di Battista. «Non credo sia un danno che Casalino e Di Battista non si siano candidati con il M5s. Spero che gli elettori smettano di appassionarsi delle persone ma si fidino di quello che uno vuole fare», ha spiegato Francesco Silvestri del Movimento 5 stelle. Su Di Battista è stato chiaro questa mattina il presidente pentastellato Giuseppe Conte. «Non credo voglia partecipare a queste parlamentarie né rientrare nel Movimento. Se vorrà farlo ne parleremo, per me rimane sempre un interlocutore leale e privilegiato», ha osservato l'ex premier.

15.56 – Il sindaco Gualtieri a Conte: inceneritore non inquinerà, i romani conoscono disastri Raggi
«Caro Giuseppe, capisco che sei in campagna elettorale ma tutti i romani conoscono la situazione disastrosa ereditata da Virginia Raggi. Oggi Roma non ha impianti e per questo inquina, consuma suolo, sperpera risorse ed è più difficile da pulire. Con i nuovi impianti noi ridurremo le emissioni di oltre il 90 per cento e in aggiunta investiremo sulle più innovative tecnologie nella cattura della CO2 per arrivare a un ciclo dei rifiuti a emissioni zero». Lo scrive su Twitter il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, rispondendo al leader del M5s Giuseppe Conte. Il leader pentastellato, infatti, gli aveva chiesto se la «firma apposta per il clima" sarebbe stata la stessa che avrebbe messo "per costruire un megainceneritore e diffondere fumi inquinanti qui a Roma».

15.50 – Calenda: Gualtieri difende termovalorizzatore da Conte
«Gualtieri difende il termovalorizzatore verso Conte - suo ex amato alleato, mentre il suo segretario Enrico Letta fa saltare un accordo con noi (che vogliamo il tv) per allearsi con chi non lo vuole. La misura del casino che regna nella sinistra italiana». Lo scrive su Twitter, il leader di Azione Carlo Calenda, pubblicando il post del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, indirizzato a Giuseppe Conte

15.45 – Patuanelli: credo che Di Battista abbia fatto altre scelte
«Alessandro Di Battista è un cittadino italiano non iscritto al M5s che potrà scegliere in queste di ore di presentare la sua candidatura, non so se lo vorrà fare. Credo abbia fatto delle scelte diverse anche di vita. Non so, non lo sento da un po'. Gli ho sempre detto che forse avrebbe dovuto impegnarsi un po' di più qui con noi in questa fase difficile di governo». Così il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli, ospite di La7, parlando di una eventuale candidatura di Alessandro Di Battista alle prossime elezioni. «Abbiamo una carta dei valori – aggiunge Patuanelli –. Se Alessandro ritiene di adeguarsi a quelle regole e quei principi, tra cui c'è anche l'alleanza atlantica…». Ritiene che il lungo viaggio in Russia non depone a favore di Di Battista?, viene allora chiesto al ministro. «Ha fatto una scelta sacrosanta e personale», la risposta di Patuanelli dopo un breve silenzio.

15.40 – Centrodestra a lavoro sulle liste, Lotito tra Lega e Forza Italia
Non si ferma il toto-candidature nel centrodestra, nonostante ancora manchi l'ultimo accordo sui collegi e la ripartizione tra alleati. Il patron della Lazio, Claudio Lotito potrebbe trovare posto in lista con il centrodestra. A quanto trapela il presidente del club biancoceleste avrebbe un dialogo aperto sia con la Lega che con Fi. Il collegio potrebbe essere un uninominale del Lazio, con «paracadute» al proporzionale. Pare certo invece il posto in lista per la giornalista Maria Giovanna Maglie, in quota Lega. Tra i big altri nomi dati in lista sono quelli degli ex ministri Giulio Tremonti e Giulio Terzi di Sant'Agata.

15.30 – Casalino non partecipa alle parlamentarie M5S, non sarà candidato
Niente candidatura alle parlamentarie M5S per Rocco Casalino, secondo quanto apprende l'Adnkronos. Fonti autorevoli del Movimento raccontano che lo spin doctor di Giuseppe Conte sarebbe stato fino all'ultimo indeciso. Casalino si sarebbe confrontato sul tema con diversi big del Movimento. In un primo momento, l'ex portavoce di Conte ai tempi di Palazzo Chigi era convintissimo di scendere in campo, ma in questi ultimi giorni ha prevalso la voglia di continuare ad occuparsi della comunicazione di Conte e del M5S. Da parte del leader pentastellato non ci sarebbe stato alcun intervento. Conte, viene spiegato, sta lasciando a tutti piena libertà di autocandidarsi in base al regolamento.

15.20 – Calenda: Bonino sapeva tutto, ha fatto una scelta
Quelle di Emma Bonino «sono critiche totalmente in malafede, Emma Bonino sapeva tutto». Lo ha detto il segretario di Azione Carlo Calenda al Tg5. «Emma Bonino ha sempre negoziato dalla parte del Pd, e il perché lo dovrà spiegare ai suoi elettori. Come fa una persona che si autodefinisce atlantista a stare con chi è contro la Nato. Bonino sapeva tutto e ha fatto una scelta, una scelta che pagherà in termini di posti», ha insistito Calenda.

15.10 – Lombardi (M5S): Ferrara al quarto mandato, doppiamente incandidabile
«Paolo Ferrara? Trovo esecrabile che dopo essere stato beneficiario di una campagna mail di supporto della sua candidatura al Consiglio Nazionale su cui sappiamo ci sono stati esposti al garante privacy per utilizzo non consentito di dati personali, adesso ricorra pure ai social del M5S Roma per una sua nuova campagna personale». Così all'Adnkronos Roberta Lombardi, assessora alla Transizione ecologica in Regione Lazio ed esponente 5 Stelle, commentando l'auto-candidatura del consigliere capitolino Paolo Ferrara alle parlamentarie M5S: una decisione, quella del grillino, che ha scatenato il caos nelle chat romane del Movimento. Secondo Lombardi, inoltre, Ferrara «è doppiamente incandidabile, perché per lui si tratterebbe del quarto mandato e perché ha in corso un mandato che non termina entro il 2022, come da regolamento». «Ovviamente non spetta a me affermarlo, ma mi sorprendo che si debba ribadire l'ovvio», insiste l'ex deputata romana.

14.35 – Bonelli (Europa Verde): Calenda è drammaticamente fascista
«Dice Calenda che usare l'esercito non è di destra e né di sinistra? È vero perché è drammaticamente fascista. Calenda non ha strategia energetica e parla per slogan, come sul nucleare: energia costosissima che ha portato la Francia ad indebitarsi. Il futuro sono le rinnovabili». Così, in un tweet, il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli.


14.30 – Settimana prossima incontro Meloni-Salvini-Berlusconi: resta la spina dei collegi 
Qualche dettaglio ancora sul programma, con limature che verranno sicuramente fatte al testo-bozza della scorsa settimana, ma soprattutto la ricerca dell'intesa sui collegi, che sembra ancora un rebus lontano dalla soluzione, dopo le mosse centriste, con le nuove mini-alleanze Cesa-Brugnaro e Toti-Lupi. Per questo, fonti accreditate assicurano che anche questa settimana non ci sarà l'incontro al vertice del centrodestra: Berlusconi, Meloni e Salvini per ora non hanno in agenda un loro meeting, a meno di accelerazioni impreviste, soprattutto sulla ripartizione dei collegi. Sul programma, quasi chiuso, pare certo un aggiustamento sul tema dell'Autonomia differenziata, che metta d'accordo anche Fdi. Da rivedere il punto sulla necessità di evitare «compressioni delle libertà individuali» – come si legge nel testo uscito dal tavolo di giovedì scorso – relativamente alla pandemia. Prevista anche una riflessione sul mantenimento o no del ministero della disabilità. Sui collegi resta aperta la vicenda Fi-Udc. Dopo l'accordo con Brugnaro da parte di Cesa, il partito di Berlusconi nicchia sui seggi da cedere ai centristi, che hanno promesso battaglia, chiedendo «un riconoscimento adeguato», su cui la trattativa è aperta.

14.15 – Calenda: Renzi? Per ora sto lavorando sul programma
«Da noi gli elettori non avranno programmi irrealizzabili ma solo cose da fare per l'Italia». Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda al Tg5. Calenda non si è sbilanciato sulla possibilità di un accordo con Renzi per la costituzione del Terzo Polo: «Sto lavorando a una cosa sola, a costruire un programma solido», ha risposto.

14.05 – Parlamentarie M5S: scaduto il termine per le auto-candidature
È scaduto alle 14 il termine per la presentazione delle auto-candidature sul sito del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni politiche del 25 settembre. Nei prossimi giorni i vertici pentastellati passeranno al vaglio le proposte di auto-candidatura pervenute in vista del voto online delle «parlamentarie», che dovrebbe tenersi dopo Ferragosto: la data su cui si sta ragionando è quella del 16 agosto.

14.00 – Fassino: Flat tax? Fiera delle promesse Berlusconi-Salvini
«Prosegue senza sosta la fiera delle promesse elettorali. Berlusconi propone la Flat tax al 23%, Salvini addirittura al 15%! Abbiano l'onestà di dire che sanità, scuola e servizi pubblici non saranno più garantiti e i cittadini se li dovranno pagare. E a soffrire saranno ancora una volta i più deboli. Serietà per favore». Lo ha scritto, su Facebook, Piero Fassino, presidente della Commissione Esteri della Camera e deputato del Pd.

Meloni: "Il partito che prende più voti propone il premier. Per FdI il nome è il mio"


13.50 – Giani (Regione Toscana): Calenda ora è nelle mani di Renzi
«Calenda ora è nelle mani di Renzi. Ora deve raccogliere in due giorni le firme, cosa impossibile, e quindi si deve rimettere a Renzi. Sono i paradossi della storia, del resto Calenda era un ministro del governo con Renzi presidente del Consiglio ed è evidente che nella posizione del centro Renzi assume una notevole centralità e Calenda diventa un suo personaggio a seguire». Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a margine di una conferenza stampa in Giunta.

13.40 – Gasparri: Letta prosegue l’autodistruzione
«In quanto a disastri autodistruttivi Enrico Letta ha superato perfino Willy il coyote, famoso protagonista di cartoni animati dall'epilogo catastrofico. Fa un programma di governo con Calenda “la trottola”, poi un “patto per la democrazia” con la sinistra estrema, aggiunge “un vorrei ma non posso” con Renzi, propone a Di Maio “vieni pure ma non portare gli amici”. Il tutto senza un progetto credibile, mischiando “agende” e appunti per poi finire stritolato dalle sue manovre, condizionate dall'ossessione di una possibile vittoria del centrodestra». Lo dichiara il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.


13.20 – Moles (Fi): riforma per il presidenzialismo da condividere con tutti
«Una riforma per il presidenzialismo ovviamente sarebbe sottoposta anche all'opposizione. Noi non abbiamo mai operato, anche quando siamo stati al governo, contro le opposizioni, anzi, è stato il centrosinistra che ha fatto riforme costituzionali a colpi di maggioranza. Ogni tipo di riforma non può che essere condivisa da tutte le forze politiche, fermo restando il principio ispiratore che è l'idea che ci accomuna da sempre, una riforma presidenziale del Paese». Lo ha detto Giuseppe Moles, sottosegretario all'Editoria e vicepresidente dei senatori di Forza Italia, intervistato da Radio Dimensione suono.

13.10 – Calenda: Letta ha fatto un patto con chi è comunista
«Il Pd ha fatto prima un patto con noi e poi ha fatto un patto, con contenuti contrari, con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, con chi dice di no a tutto, al termovalorizzatore, con chi in fondo è comunista, perché poi, alla fine della fiera è questo. E io ho detto a Letta, se firmi un patto e formalizzi questo la gente non ci capirà più niente, sembrerà un'accozzaglia di persone come erano Bertinotti, Turigliatto, Pecoraro Scanio». Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, al Tg5.

13.08 – Conte: Raggi rientra nel vincolo del doppio mandato
Giuseppe Conte conferma di non voler candidare Virginia Raggi in Parlamento nella lista M5S: «Virginia Raggi rientra nel vincolo del doppio mandato però ne parlate come se non stesse facendo nulla di importante. È presidente della commissione dell’Expo e sta combattendo delle battaglie importanti a Roma», ha detto il leader del M5S, in diretta a Radio Capital.

13.00 – Salvini: il programma del centrodestra entro una settimana, pronto al 99%
«Il programma del centrodestra sarà pronto entro questa settimana. Io l'ho letto, è sostanzialmente pronto al 99%, tranne qualche limatura». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine della visita al Canile Sanitario di Milano. «Quello che interessa a me e a milioni di italiani c'è: la pace fiscale, la rottamazione delle cartelle esattoriali, l'estensione della flat tax – aggiunge –. Sul tema sicurezza e immigrazione non c'è niente da inventare, ci sono i decreti Sicurezza cancellati dalla sinistra che potrebbero essere riapprovati domani mattina e che hanno dimostrato di essere assolutamente efficaci». «C'è poi il tema dell'autonomia su cui Pd e M5s ci hanno fatto perdere quattro anni e su cui chiediamo l'impegno di tutti», conclude.

12.55 – Della Vedova (+Eu): incontreremo con Letta per la ridistribuzione dei collegi
«Ci rivedremo con Letta per capire a partire da quel patto nei suoi termini politici ed elettorali cosa dobbiamo fare. Dovevamo dirlo prima, non abbiamo detto a Letta che noi ci stiamo solo se siamo gli unici alleati, non l’abbiamo detto ora è inutile tornare sulle decisioni». Così Benedetto della Vedova di +Europa, risponde a La Presse in merito alla necessità, dopo l’addio di Carlo Calenda, di ridiscutere il patto che vedeva al Pd il 70% dei collegi uninominali e ad Azione e +Europa il 30%.

12.50 – Todde (M5S): nel “campo largo” uno spettacolo indecoroso
Definisce «uno spettacolo indecoroso» quanto sta accadendo nel «campo largo» di Letta dopo la rottura dell'alleanza con Calenda: «Più che un campo largo mi sembra un campo confuso. Così, non fa altro che allontanare i cittadini e soprattutto i giovani dalla politica». In un'intervista a questo giornale, la vicepresidente del M5S e viceministra allo Sviluppo economico, Alessandra Todde, interviene su elezioni e alleanze. «Noi – sottolinea – saremo coerenti con i nostri temi e su quelli ragioniamo, ma non siamo disposti a cambiarli. Gli italiani non capiscono un contesto in cui si discute solo di poltrone, seggi, uninominali, e non di programmi».


12.40 – Polverini (FI): i moderati voteranno per noi, non per Calenda
È convinta che i moderati non sceglieranno Calenda, ma «voteranno per noi» e chi sostiene il contrario riporta «un comprensibile auspicio dei miei ex colleghi di partito che sono passati con Calenda, ma non funzionerà». Così in un'intervista al nostro giornale la deputata di FI, Renata Polverini sulle elezioni. «Calenda ha un brutto carattere e credo esca ammaccato da questa vicenda – sottolinea – perché cambiare ogni settimana non aiuta certo a convincere gli elettori».

12.30 – Castellina (Si): Calenda? Ora sorrido, mi sento più leggera
«La nostra resistenza ha portato buoni frutti. Ma spero che questa storia, oltre al mio partito, possa far bene anche al Pd. E rinvigorisca la loro sinistra». Lo dice in un'intervista a Il Fatto Quotidiano, Luciana Castellina della Direzione di Sinistra italiana, dopo la rottura dell'alleanza tra Calenda e il Pd. «Oggi sorrido, non perché la situazione sia bella, resta durissima. Ma per lo meno mi preparo a una battaglia più pulita, mi sento più leggera», aggiunge. Poi spiega che la frattura non risolve tutte le questioni della coalizione: «Anche perché con Letta e il Pd non c'è nessun patto politico. Ma avere Calenda dentro la coalizione elettorale e averlo in quel modo, con quelle continue dichiarazioni contro la sinistra, sarebbe stato davvero insostenibile».

12.15 – Rotondi (Verde è popolare): è un passaggio storico e Meloni va aiutata
«Sono un democristiano della scuola antica: nei momenti difficili, si fanno le scelte difficili. Questo è un momento storico: abbiamo avuto la Democrazia cristiana, che per anni ha assicurato ai moderati un voto utile al Paese; abbiamo avuto l'esperienza di Silvio Berlusconi, che ha realizzato una coalizione sostituendo il pentapartito. Con Forza Italia che non riesce più a federare, il carisma della Meloni dà una base di massa al popolo moderato, che altrimenti sarebbe smarrito. Da democristiano, mi chiedo: vale la pena farle la lotta per agitare la nostra bandierina? Forse, sarebbe meglio aiutarla a crescere ancora, assicurandole numeri e idee che possano metterla nelle condizioni di fare bene per questo Paese». Così Gianfranco Rotondi sulla proposta di governo possibile del centrodestra e sulla leadership di Giorgia Meloni in una intervista al quotidiano La Verità.

12.00 – Caon (Azione): il vero traditore è Salvini
«Salvini non avrà cambiato casacca, ma cambia idea ogni volta che si sveglia. A tradire gli elettori non è stato chi è rimasto coerente con le proprie idee ma chi ha fatto prima un governo con il M5S, votando il reddito di cittadinanza, poi con il Pd per sostenere il governo Draghi, salvo poi mandarlo a casa perché la Lega era in crollo di consensi elettorali. Il vero traditore non è chi rispetta i propri ideali e il mandato datogli dagli elettori ma chi cambia idea in continuazione inseguendo i venti elettorali». Lo dichiara il deputato di Azione, Roberto Caon.

11.50 – Malpezzi (Pd): Meloni vuole l’Europa debole e isolata
«Il vero problema della Meloni è la sua collocazione in Europa perché la nostra grande preoccupazione è che dentro quella coalizione ci sono gli amici di Putin che andavano in giro per l'Europa con la sua maglietta, quelli che vanno ai convegni di Vox, quelli alleati della Le Pen, quelli che sognano il ritorno al sovranismo o che fanno le foto con Orban dicendo che il suo è un modello di governo a cui guardare». Lo ha detto a Rainews24 Simona Malpezzi, presidente dei senatori del Pd.«Tutti questi – conclude Malpezzi – hanno una visione dell'Europa debole, isolata, che esclude, lontana dalla solidarietà e dall'idea di un debito comune e di una maggiore integrazione. Ritengo dirimente l'idea di Europa di queste forze che si collocano a destra; questo sarà uno spartiacque decisivo alle prossime elezioni da cui dipenderanno anche le scelte politiche nazionali. Un'idea lontana anni luce dalla nostra».

11.35 – Salvini: per i ministri aspettiamo il voto
Retromarcia di Matteo Salvini sui ministri da presentare prima delle elezioni. «Chi fa cosa lo decidono gli italiani con il voto del 25 settembre. Non ci sono ministri adesso, premier, sottosegretari: aspettiamo il 25 settembre», ha detto il segretario della Lega, a margine della visita ad un canile di Milano, rispondendo a chi gli chiedeva del disaccordo della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, su un suo possibile ritorno al Viminale. «Se gli italiani scelgono il centrodestra e nel centrodestra danno un consenso di più alla Lega – ha aggiunto –, sono pronto a prendermi l'onore e l'onere di prendere per mano questo Paese e di scegliere il meglio per questo Paese».


11.20 – Calenda contro Della Vedova: stai distruggendo il lavoro di 2 anni
«Caro Benedetto, eri perfettamente consapevole di cosa sarebbe accaduto in caso di firma di un patto con SI, eri presente alla riunione con Letta, ci siamo parlati sempre. Vai con Di Maio, Di Stefano, Fratoianni e Bonelli? State distruggendo il lavoro di 2 anni. Pensateci bene». Lo scrive il leader di Azione Carlo Calenda su Twitter.

11.10 – Meloni: se FdI prende più voti, il nome del premier è il mio
«Le regole si conoscono. A differenza di quello che piace molto alla stampa, non farò la campagna elettorale parlando di nomi, premier e ministri. Le regole si conoscono nel centrodestra. Il partito che prende più voti in una coalizione propone al presidente del Consiglio la figura che dovrebbe essere indicata che vorrebbe fosse indicata come premier. Spetta al presidente della Repubblica. Il nome sono io, perché non dovrebbe esserlo? La cosa che non capisco è: perché la Meloni no? Io penso che chi vota Fratelli d'Italia voti in quest'ottica». Così la leader di FdI Giorgia Meloni a Rtl 102.5.

11.05 – Della Vedova (+Eu): chiaro fin dall’inizio che ci fossero Bonelli e Fratoianni
«Era chiarissimo che ci sarebbero stati Fratoianni e Bonelli, il ripensamento di Calenda non solo è sbagliato ma è anche una questione di etica politica». Lo ha detto il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova parlando a Radio Radicale dello strappo di Azione. «Abbiamo sempre lavorato insieme, noi e Azione – ha ricordato il sottosegretario agli Esteri –. Alla caduta del governo Draghi abbiamo cominciato a discutere per capire quale dovesse essere la nostra collazione nella prossima campagna elettorale, a partire dalle cose che ci contraddistinguono. Abbiamo valutato l'ipotesi di una presentazione fuori dai due schieramenti principali, di fare un terzo polo liberal democratico, oppure di fare un apparentamento con il Pd di Enrico Letta, unico apparentamento possibile». «Abbiamo scelto di aprire un negoziato con Letta, l'abbiamo fatto insieme – ha ribadito Della Vedova – abbiamo mandato una lettera a Letta con condizioni piuttosto severe, ci siamo dati appuntamenti martedì scorso, ci siamo presentati con il testo di un accordo, tra l'altro redatto prevalentemente da Calenda. Abbiamo discusso due ore, poi abbiamo siglato un patto di governo, con punti molto espliciti. Avevamo detto che c'erano due front runner, Letta e Calenda. L'accordo era stato fatto apposta per evitare che i voti di Azione e +Europa potessero servire a eleggere esponenti di Sinistra italiana o Europa verde, e di Di Maio, abbiamo sottoscritto questo patto».

10.55 – Conte: Letta si assuma responsabilità, basta ipocrisie  
«È il Pd a sfuggire alle proprie responsabilità perché il colpo di pistola l'ha innescato il Pd con la norma sull'inceneritore di Roma, Letta si deve assumere le sue responsabilità, basta ipocrisie». Così il leader del M5s Giuseppe Conte a Radio Capital. Conte non dice di avere rimpianti per aver scatenato la crisi, ma attacca ancora il centrosinistra per la strategia delle alleanze: «Sicuramente troviamo incomprensibile il disastro politico su questo balletto elettorale, sono attonito davanti a questo spettacolo – dice l'ex presidente del Consiglio – e siccome giochetti e balletti non ci piacciono, andiamo orgogliosamente da soli». Poi le critiche alla destra: Giorgia Meloni «ha dato dei tossicodipendenti a chi prende il reddito di cittadinanza, mentre sono i primi a dover essere aiutati – commenta Conte – per questo non è idonea a governare il Paese. Non faccio appelli contro l'onda nera che marcerebbe su Palazzo Chigi anche se conosco l'humus culturale da cui proviene Meloni, ma noi dobbiamo vincere la battaglia delle idee». Le proposte dei 5 stelle sono «salario minimo a 9 euro, basta la giungla di contratti di un giorno, una settimana, basta tirocini e stage gratuiti, non sono ammissibili, non si può sfruttare la manodopera giovanile».

10.35 – Salvini: flat tax al 15% anche ai dipendenti
Promessa da campagna elettorale di Matteo Salvini: «Vogliamo estendere la flat tax al 15% anche ai dipendenti. Ci possiamo riuscire in 5 anni. Ci sono già persone che la pagano e sono le partite iva», ha detto il leader della Lega a Radio Montecarlo. Salvini ha parlato anche di una norma contro i transfughi in Parlamento: «Proporremo al centrodestra di introdurre meccanismi che evitino i cambi di casacca, è una cosa non seria e rispettosa di chi ha votato», ha detto dopo aver citato i casi di «Carfagna, Brunetta e tanti altri».

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10.10 – Calenda sfida Zingaretti nel collegio Roma Centro
«Pensate davvero di battere la destra su agenda Draghi con Fratoianni e Bonelli. Suvvia. Solo questo avevo chiesto. Chiarezza. Adesso toccherà a noi offrire una prospettiva di governo seria. Ci incontreremo sul campo uninominale di Roma. Con rispetto», scrive su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda rispondendo al presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti che aveva affermato: «Calenda ha tradito in primo luogo i suoi potenziali elettori».

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