Donata Luani, quando il diritto incontra jazz e rock

Donata Luani, al centro, durante un concerto

Ha scoperto di avere le doti di un soprano dopo aver canticchiato un brano mentre sistemava lo zaino a scuola. Oggi è vice presidente della camera civile e artista professionista in grado di passare dalla lirica al pop al teatro 

MANTOVA. «Stavo canticchiando mentre tiravo fuori dallo zaino i quaderni per la lezione. Il professore di musica era non vedente e chiese chi stava cantando in classe. Mi scusai. Solo dopo capii che non era un rimprovero».

A volte ti trovi di fronte a una svolta, che segnerà la tua vita, senza rendertene conto. La studentessa educata, che pensa di aver disturbato la classe canticchiando, è una giovanissima Donata Luani, oggi avvocato (lo studio è a San Giorgio), vice presidente della Camera civile e cantante professionista. «E anche attrice – aggiunge lei sorridendo – lo dico perché il linguaggio teatrale gioca un ruolo importante in molti spettacoli musicali che faccio con colleghe e musicisti».



La Luani, 47 anni, è una voce conosciuta nel Mantovano e in altre città. A Padova, ad esempio, dove ha partecipato a diversi spettacoli. È nata cantante lirica, ma ha da subito spaziato in più generi musicali. Il rock, la musica italiana di qualità, il jazz. Le sue doti vocali sono significative. Basta sentirla nello spettacolo dedicato a Mina (ma la cantante a cui è più legata è Mia Martini, in cui si identifica per molti aspetti e a cui ha dedicato uno spettacolo). Affrontare canzoni come Brava e altre del repertorio di Mina è una sfida impegnativa. E Luani la affronta, spesso in coppia con la collega e amica, Mary Gaeta, non solo nei locali, piccoli e grandi . Interpreta Mina in teatro, con spettacoli studiati e accompagnata da musicisti di qualità. Da tempo lavora col pianista Samuele Benatti, con cui ha formato il Liberamenteduo. Ma è anche nel coro da camera Ricercare Ensemble. E nella Compagnia dei Salici, che interpreta le impegnate canzoni di Domenico Gaeta.



Il canto per lei non è un hobby. «Per me è come respirare» dice. Una professione che si affianca a quella che di avvocato civilista. Specializzata nel diritto familiare. Due mondi che possono sembrare distanti. Ma poi vengono in mente Roberto Vecchioni, insegnante e cantautore e ovviamente Paolo Conte. E allora tutto torna. «Ho studiato lirica e ancora oggi vado a lezione per migliorare – spiega – la passione per la musica è andata di pari passo con quella per il diritto. Due scoperte che risalgono ai tempi della scuola superiore».

E allora torniamo in quella classe prima dell’ Istituto Magistrale D’Este (oggi liceo delle scienze umane), più o meno a metà anni 80. Quelle poche note canticchiate sovrappensiero in aula, dunque, non diedero fastidio all’insegnante di musica? «No, al contrario – spiega l’avvocato Luani – mi ha fatto alzare e mi ha chiesto di cantare l’Ave Maria di Schubert. Mi disse “Sei un soprano lirico puro, devi assolutamente studiare canto”. Lì per lì non seguii il consiglio. Ero giovane, avevo tante cose da fare. In quinta poi studiai Diritto e mi appassionai. Non è una materia arida come tanti pensano. Comunque non lo era per me, perciò una volta diplomata mi iscrissi alla facoltà di Legge a Parma. E iniziai a studiare canto, alla scuola di musica». Solo dopo tanti anni, proprio nei giorni scorsi, Luani ritroverà il suo professore di musica del primo anno di Magistrali. «Sono andata a trovarlo, è stata una gioia e una grande emozione. Gli devo molto» spiega.

Ma perché una cantante di questo livello non ha deciso di puntare su questa professione? Oppure, perché un avvocato di qualità, sensibile alle problematiche terribili che a volte attraversano le famiglie , non si è limitata a cantare per hobby?

«Perché le due cose non sono incompatibili – spiega – provo forti emozioni quando canto e provo altre emozioni quando tutelo persone in difficoltà (spesso drammatiche e che spesso coinvolgono dei minori, dei bambini) nella mia professione di avvocato. Perché il diritto non è asettico. Come non lo è la musica». Ora, musicalmente, ha affrontato una nuova sfida, assieme al gruppo prog The Clairvoyants: un album dedicato al mito della fondazione di Mantova. Lei è Manto e nello stesso album canta Nad Sylvan, voce di Steve Hackett. Per chiunque ami il rock, molto meglio di Sanremo.

"Non mi interessa andare a Sanremo - commenta lei - non è quello il tipo di percorso musicale che voglio fare. E voglio avere il tempo per stare e crescere le mie bimbe".  Va detto però che Sanremo lo segue con passione: niente uscite nella settimana del festival della canzone italiana.  

Avvocato e voce professionista ("E presidente di una società di karate" aggiunge alla fine), Donata (Dony per gli amici) non ha perso una vecchia abitudine: quella di canticchiare in ogni occasione con il sorriso sul volto. Magari sistemando un mazzo di tulipani, il suo fiore preferito. 
 

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