Un ministro mantovano nel governo giallo-rosso: Elena Bonetti alle Pari opportunità e alla Famiglia

L'esponente di punta dei renziani del Pd scelta dalla nuova alleanza  dem-M5S. Lascia il dicastero alla Cultura l'altro mantovano Alberto Bonisoli

MANTOVA. C’è anche una mantovana nel nuovo governo giallo-rosso, il Conte bis. Si tratta di Elena Bonetti, 45 anni, docente universitaria ed esponente del Pd. La Bonetti, dopo l’esperienza di Alberto Bonisoli alla cultura nel precedente esecutivo (in quota M5S), è il secondo mantovano ad essere nominato ministro della Repubblica dal Dopoguerra. Alla Bonetti, sposata, due figli, è stato affidato il ministero per le Pari opportunità e la Famiglia. «Considero la politica come servizio. Sarà un onore domani giurare al Quirinale. Farò del mio meglio per garantire a tutte e tutti pari opportunità e fare delle famiglie il pilastro della comunità. Buona strada a tutti noi» ha scritto su Facebook il nuovo ministro poche ore dopo la nomina. Raggiunta al telefono in serata, Bonetti spiega le circostanze in cui ha ricevuto la proposta.

«Ero a Parigi per il mio lavoro – spiega – mi è arrivata la telefonata con questa proposta del tutto inaspettata. Sono molto onorata e ho accettato per spirito di servizio nei confronti del nostro Paese». Bonetti ha così preso l’aereo per Roma nel primo pomeriggio. «Metterò a frutto l’esperienza di relazioni che ho fatto a Mantova in questi due anni» aggiunge prima di congedarsi. Nata ad Asola nel 1974, ma residente in città da anni, Bonetti è comparsa nel mondo politico improvvisamente e inaspettatamente nel 2017, quando Matteo Renzi la inserì nella segretaria nazionale del Pd. Una sorpresa anche per dirigenti ed esponenti del suo partito, perché la docente universitaria di matematica (prima alla facoltà di ingegneria dell’università di Pavia, oggi alla Statale di Milano) non è mai stata una “politica” in senso stretto. Iscritta ai dem poco tempo (tesserata al circolo 2, che comprende le Vallette e Te Brunetti) prima della nomina, la Bonetti era nota nel mondo universitario e in quello dello scoutismo. Certo non negli ambienti politici locali.

E proprio la sua esperienza nell’Agesci è risultata determinante per l’ingresso nei vertici del Pd nazionale. È infatti in quell’ambito che Renzi l’aveva conosciuta anni prima. Tra gli ultimi impegni, l’organizzazione della scuola politica voluta da Renzi e il coordinamento dei Comitati di azione civile. La designazione al ministero per la Famiglia va interpretato come un’inversione di rotta rispetto al governo precedente. La Bonetti, nel 2014, firmò un appello, insieme a don Gallo, per chiedere allo Stato di riconoscere le unioni gay e alla Chiesa di rivedere le proprie posizioni «perché tutti abbiamo il diritto di amare e di essere amati». Un deciso cambio di passo rispetto alle posizioni dei precedenti ministri per la Famiglia Lorenzo Fontana e Alessandra Locatelli.

La notizia della nomina a ministro è stata naturalmente appresa con soddisfazione nel suo partito e sopratutto nella sua famiglia. I genitori della nuova responsabile delle politiche sulla famiglia e sulle pari opportunità, Giulio Bonetti e Margherita Froldi, vivono a Ceresara. La madre, insegnante di scuola media in pensione, è stata consigliere comunale di minoranza e segretaria comunale del Pd. «Elena è molto impegnata, nel lavoro e nell’attività politica, ma non c’era nemmeno il sentore che potesse diventare ministro – dice la madre – siamo molto emozionati e soddisfatti. Ovviamente conosciamo il suo impegno e le sue capacità... speriamo che faccia bene. Anzi, siamo sicuri che farà bene. Noi l’abbiamo sempre supportata, ma tutto quanto è frutto dei suoi studi e del suo lavoro». Cresciuta a Ceresara, Bonetti è entrata nel mondo dello scoutismo quando era studentessa al Falcone di Asola. E negli scout ha conosciuto il futuro marito, Davide Boldrini responsabile del centro San Simone della Caritas. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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