Cimice asiatica, grandine e alternaria: l’annus horribilis delle pere

Coldiretti Mantova: calo delle produzioni fino al 50%, nel 2020 superfici -10-15%

MANTOVA. “Nella prossima annata agraria le superfici coltivate a pera in provincia di Mantova potrebbero scendere del 10-15%, passando così dagli attuali 600 ettari in produzione a poco più di 500 ettari. Colpa di una stagione che ha picchiato duro fra cimice asiatica, grandine e alternaria, con gravi perdite per le imprese agricole e per tutto l’indotto”. Lo dichiara Pier Paolo Morselli, frutticoltore di Coldiretti Mantova e presidente di Corma, la cooperativa ortofrutticola di San Giovanni del Dosso, che ha il proprio core business proprio nelle pere. Anche le prime stime del raccolto 2019 sul territorio mantovano sono allarmanti.

Si parla di 90-100.000 quintali raccolti, quasi il 50% in meno rispetto alla produzione standard. Secondo i calcoli di Coldiretti Mantova, a fronte di costi di produzione intorno ai 17mila euro all’ettaro, la produzione lorda vendibile si è fermata al di sotto dei 9mila euro, con gravi danni per le imprese agricole. E quando le cifre legate alla redditività presentano il segno negativo e le preoccupazioni per le conseguenze dei cambiamenti climatici e, soprattutto, per la cimice asiatica, non accennano a diminuire, le aziende agricole pensano a modificare il proprio piano produttivo.

“Sono già iniziati gli estirpi dei frutteti – avverte Morselli – che probabilmente non saranno così accentuati come in Emilia-Romagna, dove si prevede per il 2020 un -20% di alberi di pere, ma nel Mantovano potremmo oscillare tra il 15% e il 20%, con conseguenze negative anche per l’indotto”.

In tutto il Nord Italia, prosegue Morselli, “la costruzione di celle frigorifere è totalmente ferma, così come nuovi impianti di frutteto. Le imprese agricole che hanno intenzione di proseguire pensano di dotarsi di reti anti-insetto per proteggersi dalla cimice asiatica e da domani, venerdì 6 dicembre, aprirà un bando specifico del Programma di sviluppo rurale della Lombardia con contributi all’80 per cento”.

Chi punta di estirpare, soprattutto nelle zone del Basso mantovano, si orienterà prevalentemente sui seminativi come i cereali, ma anche su meloni e cocomeri, coltivazioni tipiche dell’area, con il rischio però di intasare le produzioni e deprimere i prezzi di mercato.

Video del giorno

Omnia Mantova - La Shoah della nostra città

La guida allo shopping del Gruppo Gedi