Mantova, l’esame di maturità banco di prova per il rientro a scuola a settembre 

Al Fermi le commissioni sono dislocate in due diverse aree dell’istituto. Le perplessità dei dirigenti: «Mancano istruzioni precise per il nuovo anno»

MANTOVA. Il conto alla rovescia della maturità è più che cominciato: può dirsi ormai agli sgoccioli. La notte prima degli esami si avvicina (l’ora “x” scatta il 17 giugno), e non soltanto per gli studenti. Quest’anno anche i presidi sono stati messi a dura prova. Hanno dovuto rendere le aule sicure, a prova di Covid. E sono al lavoro per organizzare il ritorno in classe di settembre. Fronte sul quale lavorano cinque tavoli: tre dedicati alla didattica, uno alla sicurezza e uno ai trasporti. gli esami Per gli esami di quinta superiore, le scuole mantovane hanno giocato d’anticipo. Nessuna, tra quelle sentite, si è fatta trovare impreparata: giorni prima della data avevano già sanificato il sanificabile, eretto barriere, previsto percorsi anti assembramento. A questo proposito, sono partiti da una posizione di vantaggio gli istituti che hanno a disposizione edifici scolastici moderni, con spazi ampi e più possibilità di creare uscite differenziate.

ISTITUTO FERMI. Come il Fermi, che ha predisposto sette aule, tante quante le commissioni d’esame, suddivise tra due diverse aree della scuola. «Siamo stati facilitati perché abbiamo tante uscite di sicurezza e spazi che consentono molta flessibilità» racconta la dirigente, Marianna Pavesi. I ragazzi che affronteranno la prova in strada Spolverina sono 271 (176 dell’istituto tecnico e 95 del liceo scientifico): tutti con la mascherina e con un solo accompagnatore. Tutti i locali della scuola sono stati sanificati, così come il condizionatore dell’aria. L’esame più difficile, per i dirigenti, sarà quello di settembre. Al Fermi sono già al lavoro due commissioni: una si occuperà di tempi e una di spazi, per capire come utilizzare locali non utilizzati degli edifici scolastici. «Stiamo facendo alcune ipotesi - prosegue Pavesi - e ci stiamo confrontando con le altre scuole». Tra le difficoltà più grandi il trasporto degli studenti.

LICEO SCIENTIFICO BELFIORE. Una preoccupazione, questa, condivisa da tutte le scuole. «Possiamo organizzare le scuole in modo perfetto - sottolinea a questo proposito Roberto Melli, dirigente vicario al Belfiore - ma poi i ragazzi a scuola dovranno arrivarci». Anche il liceo scientifico di via Tione ha lavorato per garantire il distanziamento corretto di tutti e la giusta ventilazione, per sanificare gli spazi ed evitare affollamenti. Sono 140 i ragazzi che si cimenteranno nella maxi interrogazione: al lavoro tre commissioni “e mezza” (una è a scavalco con il Fermi), convocate a orari scaglionati. Un lavoro extra per tutti, che però nessuno sembra rimpiangere. «Credo sia importante fare gli esami in presenza - prosegue Melli - anche se è un po’ più macchinoso. I ragazzi, che in queste ore lavorano, e lo stanno facendo molto seriamente, ai loro elaborati, ce l’hanno chiesto: è giusto così. La scuola, del resto, è una comunità. La dimensione virtuale può reggere, ma solamente per un tempo limitato».

ISTITUTO AGRARIO STROZZI. Voglia di tornare in aula all’istituto agrario Strozzi, che porta alla maturità 137 ragazzi (tra Mantova, Palidano e San Benedetto Po). Per gli esami è tutto pronto, in linea con le indicazioni del comitato scientifico, ma il pensiero del dirigente, Massimo Pantiglioni, corre, appunto, a settembre. «Non sappiamo ancora in quale contesto opereremo. Non ci arrivano indicazioni chiare, i messaggi non sono sempre stati coerenti, e così è molto difficile programmare». Eppure la voglia di tornare è tanta, nonostante «l’esperienza fatta con le lezioni a distanza, che potrà tornare utile».

ISTITUTO BONOMI MAZZOLARI. Pronti per la maturità in era Covid anche al Bonomi Mazzolari (169 maturandi): «Ci siamo adeguati a tutti i livelli alla normativa, che a questo punto è dettagliata - spiega il dirigente, Roberto Capuzzo - faremo molta attenzione a eventuali situazioni di affollamento, anche attraverso lo scaglionamento degli orari d’ingresso. Gli spazi sono stati modulati per rispettare le distanze, abbiamo sanificato i locali e continueremo a farlo in corso d’opera». E a settembre? «Siamo al lavoro con tutte le altre scuole. Sicuramente dovremo rendere meno sincroni gli orari d’ingresso. E, personalmente, credo che le superiori dovranno lavorare in modalità mista: in parte a scuola, in parte a distanza, secondo turni e senza penalizzare nessuno. Su questo c’è molto disaccordo, ma serve trovare una modalità gestibile».

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