Dara rompe il silenzio: «Ho incassato i 600 euro, ma per l'azienda». La Lega lo sospende

È il leghista vicesindaco di Castiglione uno dei furbetti del Bonus Inps. Nel pomeriggio la dichiarazione: «Non ho richiesto nulla personalmente. Ho sostenuto di tasca mia i lavoratori e i fornitori della mia azienda»

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Indiscrezioni confermate: è Andrea Dara uno dei furbetti del bonus Inps. Nel pomeriggio di mercoledì 12 agosto la dichiarazione ufficiale:

“Non ho richiesto nulla personalmente.  Ho sostenuto di tasca mia i lavoratori e i fornitori della mia azienda. Ho passato questi ultimi giorni, nei quali il mio nome è stato ripetutamente fatto in merito alla vicenda “bonus”, a ricostruire nel dettaglio quanto è accaduto, partendo dal dato di fatto che mai ho chiesto personalmente nulla all’Inps o a chicchessia.

Sono socio, con mia madre, in una Società in Nome Collettivo (SnC), con cui operiamo conto terzi nel settore tessile ed in cui mi occupo della sola parte commerciale.

Sono intestatario di due conti correnti, uno su cui mi viene accreditato l’emolumento da parlamentare (dal mio Comune non ricevo nulla per il mio ruolo di vicesindaco) ed uno dedicato all’accredito di alcuni affitti derivanti dall’eredità lasciatami da mio padre, quest’ultimo viene gestito e controllato direttamente da mia madre e dal nostro studio fiscale.

Considerato il periodo di sospensione obbligatoria dell’attività, causa emergenza COVID19, la società necessita di ulteriore liquidità. Su proposta dello studio fiscale avallata dalla mia socia, viene richiesto, come previsto dalla legge art. 28 DL 18/2020, il bonus Partite Iva, attraverso i “pin” nominali dei soci.

L’accredito è avvenuto sul conto corrente dedicato agli affitti, di cui sopra e i bonus sono stati girati, insieme ad altre somme, alla società per coprire emergenze nei pagamenti di dipendenti e fornitori, in assenza di pagamenti dei nostri clienti e ritardi nell’erogazione della CIG. Della richiesta specifica del bonus e del suo accredito io non ho avuto informazione e/o evidenza, proprio perché gestita direttamente dall’amministrazione della mia azienda. Di contro, dal mio conto effettivamente personale e che controllo regolarmente, ho girato in questi ultimi mesi i miei emolumenti, volendo evitare un indebitamento costoso come quello offerto dal governo, per far fronte agli stipendi e ai contributi dei nostri collaboratori, in difficoltà per i ritardi dell’Inps, e per saldare i nostri fornitori anche loro in difficoltà, pur essendo noi in assenza di incassi.I soldi li ho dati all'azienda e ai fornitori, non me li sono intascati.

Questo è quanto, nulla di più, nulla di meno. Se ho sbagliato per una mancata richiesta di informazioni e controllo e per un eccesso di abitudini familiari, sono pronto a risponderne, pur sottolineando che non ci troviamo di fronte a nessun tipo di reato né di illecito amministrativo. Questo ho voluto spiegare per il rispetto che porto per le istituzioni, nazionali e locali, in cui sono stato eletto, per i cittadini e i miei elettori, per la mia famiglia, per i lavoratori della mia azienda e per il mio partito».

In mattinata era arrivato il commento del sindaco di Castiglione, Enrico Volpi: «Rispondo alla vera e propria provocazione avanzata ad arte dal Pd di Castiglione sul caso Bonus Covid dicendo che, come é sempre stato da quando io sono sindaco, ogni provvedimento, anche drastico, verrà preso a seguito di comprovate verifiche e condivisione del contesto. Non certo sulla base di processi mediatici strumentali ad una bagarre esclusivamente politica che non mi appartiene».

Queste le parole di Volpi a chi gli chiede di dimissionare il vicesindaco Andrea Dara. E aggiunge: «Prima ancora che la questione abbia raggiunto un benché minimo livello di chiarezza o che siano dimostrate le responsabilità effettive di qualcuno, non essendo di fronte a nessun tipo di reato, qualsiasi pretesa ha il chiaro sapore della greve speculazione e della più mefitica caccia alle streghe, dal sapore inquisitorio/stalinista. In ogni caso, chiunque ritenga che in questa vicenda, ci possa essere davvero malizia o avidità da parte di Andrea, o non lo conosce o é in malafede. Nessuno può sottrarsi, se ci sono, alle proprie responsabilità, anche oggettive, sia chiaro, ma le caratteristiche di avidità e speculazione non appartengono ad Andrea. Le donazioni personali da lui erogate nel periodo Covid, così come i suoi ingenti esborsi personali per garantire la cassa integrazione ai suoi dipendenti, penalizzati dall’agghiacciante incapacitá di governo e Inps, sono lì a dimostrare che la sua dedizione nei confronti del proprio ruolo istituzionale e imprenditoriale ha sempre di gran lunga superato ogni interesse personale o economico».

E conclude : «Mi fido di Andrea Dara, che tra l’altro non possiede neanche la partita Iva ma è un semplice socio di una SnC, e mi relazionerò con lui in modo aperto e incondizionato quando sarà il momento. Senza adeguarmi pedissequamente ai cori dei cacciatori di streghe e ai giustizialisti ad orologeria , ma procedendo sulla base della ragione, dell’interesse della comunità e del buonsenso. Agendo con la testa e con il cuore, non certo con la bandiera. Invitando anche ad una riflessione sull’impressionante ruolo svolto dal presidente dell’Inps, che senza pensarci due volte ha consegnato ai media notizie riservate, guarda caso, a poche settimane dalle elezioni regionali e amministrative e del referendum sul taglio del Parlamento. Un caso più che inquietante di cui si dovrà rispondere».

E non si è fatto attendere Matteo Salvini: «Ho dato indicazione che chiunque abbia chiesto o incassato il bonus venga sospeso e in caso di elezioni regionali imminenti non ricandidato». Dice il segretario della Lega, in collegamento dalla Versilia con "Agorà estate" su Rai3.  «Spero che tutti siano altrettanto fermi anche nelle altre forze politiche», aggiunge.

«Mi domando come l'Inps, che ha negato i 600 euro a tanti piccoli imprenditori e partite Iva e che non ha ancora pagato la Cassa integrazione a migliaia di lavoratori italiani, sia riuscita a pagare il bonus a dei parlamentari senza accorgersi di nulla. C'è qualcosa che non funziona non solo in Parlamento ma anche all'Inps». E conclude: «I lavoratori dell'Inps fanno un lavoro incredibile ma mi domando se i vertici dell'Inps non abbiano vergogna perchè siamo a Ferragosto e ancora non hanno pagato la Cassa integrazione a gente che l'aspetta da marzo mentre hanno pagato i contributi a consiglieri regionali e parlamentari» ripete Salvini ricordando poi che Tridico era stato «indicato dal M5s».

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