San Benedetto Po, restaurata la statua del san Paolo eremita 

Nuovo recupero per il ciclo del Begarelli. Domenica alle 17 in basilica inaugurazione e musica

SAN BENEDETTO PO. Nuovo recupero per il ciclo di Antonio Begarelli. Domenica 1° novembre alle 17, in basilica, sarà inaugurato il restauro della statua del san Paolo eremita, che è tornata al suo splendore grazie all’intervento eseguito da Giuseppe Billoni con la collaborazione di Rossella Buganza.

Il ripristino ha avuto come sponsor l’associazione mantovana Koinè con l’aiuto della Fondazione Comunità Mantovana, di Tea e Manni srl. «Si tratta di un progetto senza soluzione di continuità – spiega la presidente di Koiné Sara Vesentini – che in due anni ci ha permesso di intervenire su due pregevoli statue begarelliane, poste all’interno di due nicchie, in fregio alla seconda cappella di destra, dedicata appunto ai santi Paolo e Antonio, iniziatori del monachesimo in terra d’Egitto. Dopo il restauro del sant’Antonio, la nostra scelta è caduta sul san Paolo per i dettagli della composizione che erano tutti da recuperare. Il risultato ottenuto ci riempie di soddisfazione, tenendo presente pure le difficoltà create dalla pandemia».

Compiacimento esprimono anche gli Amici della Basilica, che, con questo recupero, vedono crescere l’interesse da parte di realtà mantovane intorno alla tutela e conservazione dei beni artistici della basilica, un patrimonio culturale e religioso insieme. L’opera fa parte della seconda ed ultima fase di un progetto generale giuliesco di completamento scultoreo delle nicchie, commissionato a Begarelli direttamente dal monastero benedettino. Fu realizzata a partire dal 1559, insieme alle altre statue che adornano le navate laterali e il deambulatorio. La figura del santo è caratterizzata da una lunga e folta barba, da una veste ad intreccio, dal bastone a cui manca tutta la parte inferiore in legno, dalla presenza di un corvo tenuto dall’angelo, che completa la nicchia. Questa termina in alto con una conchiglia a fasce di dorature a foglia d’oro ed è delimitata all’esterno da finte bugne, di cui rimangono piccolissime tracce di tonalità grigiastra.

«Lo stato di conservazione della statua – commenta Billoni – non era dei migliori per lo strato di sporco e le ridipinture di inizio Novecento. Il nuovo restauro recupera tutto il Begarelli, confermando quanto era stato evidenziato nei precedenti interventi. La statua, suddivisa in pezzi, è stata cotta nella fornace del monastero e successivamente assemblata in basilica stuccando col gesso le fessurazioni. Da ultimo, sui vari elementi del gruppo, l’artista ha steso un trattamento a finto marmo, ma utilizzando l’oro o il colore per dare risalto ad alcuni particolari come il verde plumbeo per gli occhi con riferimento alla statuaria classica».

L’inaugurazione prevede il saluto da parte del parroco don Stefano Guerreschi, l’intervento del restauratore Billoni, la presenza degli sponsor ed un intervallo musicale all’organo con Davide Nigrelli. Naturalmente, come sottolineano gli organizzatori dell’evento, l’inaugurazione prevista il 1° novembre alle 17 in basilica, si terrà nel rispetto delle norme anti Covid 19 previsto per l’ingresso nelle chiese. 

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