Anziano si allontana nella notte, allarme nella casa di riposo di Schivenoglia

L'uomo, 79 anni, è stato ritrovato in un parco pubblico dai carabinieri: era caduto accidentalmente

SCHIVENOGLIA. Si era allontanato nella notte dalla casa di riposo dove è ospitato a Schivenoglia senza lasciare tracce e mettendo in allarme il personale.  Le preoccupazioni per la scomparsa dell'ospite,  un 79enne di Ostiglia, erano legate anche alle  sue condizioni di salute.

I titolari della struttura, dopo le prime vane ricerche, hanno contattato i carabinieri e sul posto, dopo pochi minuti, sono intervenuti i militari della stazione di San Giacomo delle Segnate, agli ordini del Lgt Oronzo Bardoscia.

I carabinieri, dopo aver raccolto informazioni sullo stato dell’anziano e la sua descrizione fisica, si sono messi alla sua ricerca  rintracciandolo dopo un'ora  all’interno di un parco vicino alla struttura.

Le  sue condizioni non erano delle migliori perché, a causa di una caduta accidentale, aveva riportato delle escoriazioni ed era dolorante ad una gamba.

A questo punto i carabinieri hanno fatto intervenire un’ambulanza del 118 che ha trasportato il ferito al pronto soccorso dell’ospedale di Pieve di Coriano.

L'infermiera della Rsa in turno quella notte ha fornito una sua versione dei fatti. «Sono un’infermiera della Fondazione Scarpari Forattini di Schivenoglia - scrive - fondazione che nella nottata di oggi (sabato, ndr) si è resa protagonista del fatto di cronaca citato: il tentativo di fuga di un ospite della struttura.

Vi scrivo in quanto infermiera in turno durante lo svolgimento dei fatti per fornirvi la mia versione degli stessi, dal momento che trovo qualche incongruenza sulla ricostruzione iniziale e i reali accadimenti.

È infatti riportato che sono stati i carabinieri a trovare l’ospite, e che sono state le stesse forze dell’ordine a contattare il 118. La puntualizzazione che desidero fare è che l’ospite è stato trovato da me e dalla collega, così come i soccorsi sono stati chiamati da me in quanto infermiera in turno.

Questa precisazione è doverosa perché nello svolgersi dei fatti ho generato una rete di telefonate per svolgere il mio lavoro nella completa legalità e nel rispetto di norme e protocolli, e sempre in quanto infermiera responsabile del turno ho gestito il soccorso del mio ospite in prima persona, non delegandolo alle forze dell’ordine dalle quali ho, solamente e giustamente, ricevuto l’aiuto materiale delle ricerche in esterna».

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Giovedì 12 novembre alle 19 la versione dell'articolo è stata aggiornata aggiungendo la versione dell'infermiera in turno quella notte.

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