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Mantova, il presidente dell'Ordine dei medici: "Virus trasmesso soprattutto in famiglia"

Il dottor Stefano Bernardelli e l'impennata di contagi nel Mantovano: "Difficile trovare le ragioni, ma fortunatamente sono prevalentemente casi asintomatici"

MANTOVA. «È difficile dare una spiegazione a questa impennata di casi Covid nel Mantovano. Per quanto riguarda la mia esperienza diretta noto un incremento di trasmissioni nelle famiglie. Nella stragrande maggioranza di casi, per fortuna, sono asintomatici o comunque con sintomi lievi. Di certo, aumenta tra gli utenti la paura e parallelamente il desiderio di essere vaccinati al più presto». Stefano Bernardelli, presidente dell’Ordine dei medici con l’ambulatorio a San Benedetto Po (distretto di Suzzara) osserva i dati sull’andamento della curva dei contagi nella nostra provincia e più in generale in Lombardia.

In due settimane i casi nel Mantovano sono cresciuti del 40%. Un dato elevato anche per i parametri di riferimento regionali, che non sono certo modesti. Tanto che la Lombardia potrebbe tornare ad essere colorata di rosso. Che spiegazione si è dato? Ovviamente stiamo parlando di ipotesi, perché la ricostruzione delle dinamiche di una pandemia (e di questa in particolare) non sono mai semplici. E sono da attribuire a più fattori.

«È complicato dare una spiegazione, perché nel Mantovano non sono accaduti fatti particolarmente rischiosi rispetto alle altre province – dice il medico – c’è chi ha fatto notare che confiniamo con il Veneto, dove c’è stata una forte impennata di casi. Ma non è certo un elemento di novità. Anche volendo attribuire un ruolo agli assembramenti per lo shopping natalizio o ai cenoni di 24 e 31, non possiamo certo dire che questo contraddistingua il Mantovano dalle altre province lombarde e d’Italia. Anche il numero dei tamponi è costante».

«Entrano verosimilmente in gioco più fattori e occorre un’ approfondita analisi statistica per individuarli – dice Bernardelli – quello che registriamo come medici di famiglia è che molti nostri utenti si informano su quando potranno vaccinarsi. In particolare ricevo molte telefonate, in qualità di presidente dell’Ordine, da liberi professionisti che pur esercitando l’attività medica non rientravano nei primi destinatari del vaccino. È evidente che sono esposti al rischio di contagio, come lo sono ad esempio anche dentisti e odontoiatri. Rispondendo a una nostra sollecitazione, la Regione ha pubblicato un link sul proprio sito dove i liberi professionisti possono prenotarsi per la vaccinazione».

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